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Berlusconi sfida i mercati: ha fatto la cosa giusta

Silvio in Parlamento ha preferito ricordare i punti di forza dell'Italia e le riforme in cantiere. La parola alla Borsa / BECHIS

Berlusconi sfida i mercati: ha fatto la cosa giusta
Servirà il discorso fatto in Parlamento ieri da Silvio Berlusconi per mettere alla speculazione quella ormai necessaria museruola? Forse oggi stesso i mercati ci diranno di no. E forse ancora nei giorni successivi la musica sarà la stessa. Agosto è un mese d’oro per chi vuole fare soldi rapidi, e più di una estate da venti anni a questa parte l’Italia ha dovuto farci i conti. Anche dovesse andare così - come stava andando - l’intervento del presidente del Consiglio ieri davanti alle Camere non è stato inutile.
Per prima cosa è servito a dire ai mercati che un governo c’è. Avrà i suoi problemi e i suoi guai, ma c’è, e conosce il suo Paese.
Seconda cosa: quel che si è visto ieri a Montecitorio dice anche che la politica italiana non è così debole. Avrà pure nelle sue fila chi affianca il gioco della speculazione, ma il senso di responsabilità e il desiderio del bene comune ieri è sembrato anche più largo della maggioranza ufficiale che sostiene il governo. Non sono sfuggite a chi segue la politica una certa determinazione le  capacità mostrate dal giovane neo-segretario del Pdl, Angelino Alfano, e soprattutto l’atteggiamento di Pier Ferdinando Casini, assai lontano da quel copione già scritto del teatrino della politica cui si sono pedestramente adeguati sia Pier Luigi Bersani che Antonio Di Pietro.

Nessuna novità - Probabilmente molti si attendevano alla vigilia da Berlusconi l’annuncio di nuove misure draconiane buone per chetare la sete di sangue italiano della speculazione. Quell’annuncio non c’è stato, c’è chi è rimasto deluso e - naturalmente - chi ha gridato allo scandalo. Eppure ora era giusta proprio la scelta fatta dal presidente del Consiglio: fotografare i fondamentali dell’economia italiana e non prestarsi al gioco della speculazione che in questo momento avrebbe reso solo l’Italia più debole e vicina al ko.
Guardate cosa è accaduto alla Grecia: di torchio in torchio l’attacco sui mercati è aumentato, non diminuito. E c’è voluta tutta l’Europa insieme per placare quella sete di sangue. La Grecia è piccola e non ha i fondamentali economici e strutturali dell’Italia.
 Le nostre banche, le nostre imprese, i nostri mercati, i fondamentali della nostra economia sono assai diversi. Ed era giusto ieri dire: non siamo così deboli, possiamo ancora resistere agli attacchi. Berlusconi ha nel cassetto l’arma di riserva, e non c’è da scatenare chissà quale fantasia: è quella cui Casini ha dato appoggio, l’anticipo al 2012 di buona parte della finanziaria già votata in tre giorni e spalmata - secondo le intese con l’Unione europea - lungo il biennio 2013-2014.
Anticipare il pareggio di bilancio ora, sfidando lo scetticismo dei mercati, è la carta che Berlusconi tiene nel cassetto, avendo già pre-allertato i suoi per un possibile Consiglio dei ministri straordinario da tenere il prossimo 11 agosto.

Un  jolly da tenere coperto - È il jolly che però la prudenza consiglia ora di tenere coperto, perché la partita con la speculazione si gioca tutta sui tempi. Se fai la mossa sbagliata, ti mostri troppo debole, sei costretto al muro, è finita. Se invece resisti, riesci a prendere colpi come faceva Cassius Clay a bordo ring, forse finisce la benzina di chi ti attacca. Ci potranno essere mille regie, ma alla fine anche per loro è solo questione di affari.
Giusto per fare un esempio, oggi le quotazioni di titoli che da soli fanno la Borsa italiana, come Eni ed Enel, sono a prezzi che consentono con i loro dividendi rendimenti del 7-8 per cento. Un affare. Forse possono scendere ancora un po’, ma alla fine ci sarà chi compra perché scemo non è. È questione di ore e forse di giorni. Non così diversa è la situazione sui titoli di Stato: prima o poi finiscono i soldi per il grande attacco. E qualcuno deve iniziare a rientrare. Se pensano di metterti ko, continuano. Se vedono che ci sei, non cedi e perfino resisti, arriva il momento in cui anche loro non possono più buttare via i soldi per nulla e devono realizzare.
L’Italia ha fondamentali e benzina per resistere anche a tassi matti così per qualche mese. Diverso farlo per due anni. Ma lo spirito che si è visto ieri specialmente a Montecitorio e l’atteggiamento soprattutto di Casini, fanno ben sperare. Comunque vada nelle prossime ore sui mercati, il ritorno di Berlusconi nella sua arena naturale non è stato per nulla inutile.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • greco.fran

    09 Agosto 2011 - 09:09

    con tre societa' quotate in borsa chi lo doveva fare Io??? e' preoccupato!!!!!!

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  • imahfu

    05 Agosto 2011 - 18:06

    Errare humanum est, perseverare diabolicum

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  • imahfu

    04 Agosto 2011 - 22:10

    Ti faceva male la testa, forse. Beh , prendi un'aspirina ma non scivere quelle stupidaggini.

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  • opzionemib0

    04 Agosto 2011 - 21:09

    gentile,siete giornalisti, siete politici...ma di finanza e di borsa non capite una mazza.con affetto.

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