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Il partito della patrimoniale vuol tornare ai salassi del '92

Nel mirino risparmi, depositi oltre i 100mila euro, seconde case. Il sottosegretario Saglia riesuma Amato / DE DOMINICIS

Il partito della patrimoniale vuol tornare ai salassi del '92
Quella  parolina magica nessuno ha il coraggio di pronunciarla. Il solco, però, pare ormai tracciato in maniera indelebile e l’Italia deve probabilmente avviarsi a fare i conti con l’arrivo di una  tassa «patrimoniale». Ieri il premier Silvio Berlusconi, in Parlamento, non ha fatto riferimento a nuovi interventi fiscali per tenere a galla i conti pubblici. Ma dietro le quinte si sta preparando il terreno per la cosiddetta «botta secca». Del resto, gli effetti della crisi finanziaria internazionale si fanno ancora sentire. E la manovra da 48 miliardi di euro si è dimostrata insufficiente.

Il governo, oggi, potrebbe dare qualche prima indicazione nel corso del vertice  con le parti sociali: associazioni di categoria e sindacati si aspettano qualche intervento straordinario che miri a blindare le casse dello Stato e ad allontanare, quindi, gli attacchi ai mercati finanziari. Fra gli addetti ai lavori si parla insistentemente  del varo di nuove misure tributarie, a stretto giro. Anche se non è chiaro in che modo l’esecutivo  eventualmente colpirà gli italiani  sia famiglie sia imprese.
Fatto sta che il partito della patrimoniale, frattanto, cresce e avanza. I cosiddetti poteri forti, ieri, si sono fatti sentire sul Corriere della Sera, quotidiano della Rcs in mano ai big della finanza tricolore. Scrive il direttore Ferruccio de Bortoli: «L’adozione di misure eccezionali, anche se dovesse comportare sacrifici per imprese e famiglie, sarebbe accettata a fronte di una ripresa degli investimenti e di prospettive meno incerte sul versante della crescita». Poche righe nelle quali, in buona sostanza, si propone uno scambio: ok a un sacrificio subito, ma solo di fronte a una robusta contropartita fatta di crescita e sviluppo. Cioè quello che oggi Abi, Confindustria e sigle sindacali chiederanno nel faccia-a-faccia a palazzo Chigi. E proprio dentro l’esecutivo e pure   nel Pdl si comincia a prendere in considerazione la stagione del ’92, quando Giuliano Amato allungò le mani nelle tasche degli italiani con un prelievo forzoso su i conti  correnti. È il caso del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia,  convinto che «per rilanciare il Paese serva responsabilità e condivisione. Per uscire da questa situazione varrebbe la pena come ha  sottolineato  Ciampi di tornare allo spirito del 1992-93».  
 
Non circolano bozze. Il progetto è top secret. I salassi fiscali vanno necessariamente studiati a fari spenti, senza troppa pubblicità. Si ragiona, quindi, su ipotesi teoriche e per ora non troppo concrete. Una delle strade percorribili, secondo alcuni esperti delle banche, è dividere la botta tra risparmi e patrimonio immobiliare. Potrebbero essere colpiti con un’imposta una tantum i superdepositi (almeno oltre 100mila euro) e le seconde case. Nel mirino c’è un patrimonio che complessivamente vale oltre 8.500 miliardi di euro.
Le anticipazioni di Libero di ieri hanno scatenato un po’ di dibattito. E mentre i sostenitori della patrimoniale restano nell’ombra, le voci contrarie si sono fatte sentire subito.  Come quella dell’Osservatore Romano. Che in un editoriale di  Ettore Gotti Tedeschi ha bocciato l’eventuale arrivo della patrimoniale: taglierebbe le gambe alla ripresa, scrive il quotidiano ufficiale del Vaticano.  Dura anche la posizione dei costruttori.  A cominciare dal presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani: «Solo il parlare di patrimoniale uccide la crescita perchè punisce quel risparmio di cui oggi il nostro sistema ha invece più che mai bisogno».

di Francesco De Dominicis

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  • Liberovero

    05 Agosto 2011 - 18:06

    Nessuno invoca il ritorno di Amato anche perchè sarebbe ora di rinnovare la classe dirigente anche dal punto di vista anagrafico, ma sostenere che Amato ha fatto peggio di Berlusconi è falso. Basta confrontare i dati di allora con quelli attuali, in primis quelli della pressione fiscale: quella attuale ha battuto ogni record. Quanto alle dismissione basta ricordare il caso Alitalia, e gli innumerevoli condoni e scudi fiscali che hanno favorito ed incentivato l'evasione a danno dei cittadini onesti. Non vogliamo Amato ma dire che Berlusconi ha fatto meglio è una bestemmia.

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  • opzionemib0

    04 Agosto 2011 - 20:08

    personalmente spero che ci sia qualcuno che possa usare un nodoso ramo di quercia lungo i lombi di questi parassiti della politica e dell'impiego pubblico.principalmente su di vuole introdurre tasse e di tutti quelli che sono a capo di uffici pubblici e che costano piu' della media europea.

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  • ortensia

    04 Agosto 2011 - 20:08

    E' per caso anche lei un amico del giaguaro?

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  • aifide

    04 Agosto 2011 - 19:07

    provino pure a fare una oatrimoniale: poi non basteranno le scorte a salvarli! Per il circo dei nani, dei sedicenti economisti creativi e delle ballerine una patrimoniale equivarrebbe ad un suicidio non solo politico. Come disse una volta il Cavaliere, voglio augurarmi che non siano così c.......oni da condannarsi a morte da soli!

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