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Casini E' Pierferdinando l'asso nella manica Silvio lo loda e pensa a lui per il Piano B

Solo il leader dell'Udc coglie l'invito al dialogo del premier, che lo elogia: "E' stato responsabile". E lo ascolta... / DAMA

Casini E' Pierferdinando l'asso nella manica Silvio lo loda e pensa a lui per il Piano B
«Sono un imprenditore con tre aziende in borsa, sono anch’io in trincea». E questo è l’unico passaggio a braccio di un discorso letto da capo a fondo. Un copione scritto dal quale Silvio Berlusconi decide di non discostarsi. Non ce n’è motivo: i fogli che ha in mano sono la sintesi dei contributi ricevuti da ministri e dirigenti di partito, ma non solo. Stavolta il premier ha voluto sentire i suggerimenti anche di altri attori istituzionali e delle parti sociali prima di presentarsi in Parlamento per riferire sulla crisi economica. Ed eccolo qui, il presidente del Consiglio. Entra in aula, a Montecitorio, quando sono oramai trascorse le 5 del pomeriggio. I mercati sono chiusi. Precauzione forse eccessiva visto che il discorso di Berlusconi non contiene acuti capaci di far crollare Piazza Affari (che comunque chiude in terreno negativo), ma hai visto mai. Silvio apre a «un patto per la crescita» come chiedono i sindacati e le imprese, rilancia «lo spirito bipartisan», rivendica l’azione del governo, spiega che, ad attirare la speculazione, è l’enorme debito pubblico accumulato negli anni Ottanta. Niente di nuovo, insomma.
L’opposizione? Solo Casini sembra cogliere l’invito del premier, gli altri ce lo mandano, come al solito. Bersani insiste: le dimissioni del Cavaliere sono il primo passo per l’uscita dalla crisi. «Ma cosa ha detto, non si capiva niente, sembrava davvero Crozza...», Silvio ha avuto difficoltà a seguire l’intervento del segretario del Pd: troppa la foga di replicare per curare la dizione. Sulla stessa linea ostile Fli, Italia dei valori e, dagli Stati Uniti, Marchionne. Il numero uno della Fiat invita a un cambio di leadership: «I poteri forti ci vogliono far cadere», è infastidito Silvio, «ma noi andiamo avanti» e se Marchionne vuole fare politica, si faccia eleggere alla Camera. Fortuna che c’è Casini: «Pier ha fatto un bell’intervento, per una volta è stato responsabile», ha commentato il capo del governo. Il leader dell’Udc nega che un passo indietro del Cavaliere possa essere risolutivo e suggerisce un paio di idee: una commissione bipartisan per la crescita, che studi strategie per venire fuori dalla crisi (proposta che piace anche a Palazzo Chigi); un consiglio dei ministri ferragostano che anticipi i tempi della manovra 2013-2014 con un decreto legge.
Su questa seconda ipotesi il governo sta ragionando, è vero, ma solo come soluzione estrema. A partire da stamattina Berlusconi osserverà l’effetto del dibattito parlamentare sui mercati. Se la buona volontà del premier non sarà premiata con la fine della speculazione (Borsa giù, spread su), allora rischia di rendersi necessario un nuovo intervento del governo, il “piano B”: tutto dipende dalla reazione degli indici finanziari. Silvio, in particolare, starebbe pensando di anticipare la delega sulla riforma del fisco e dell’assistenza sociale: oggi ne parlerà ai sindacati.
Non c’è fretta, però: Palazzo Chigi smentisce la convocazione di un consiglio dei ministri per l’11 agosto, notizia circolata con insistenza in mattinata alla Camera. Tuttavia i ministri sono stati preallertati: andate sì in vacanza, ma niente paradisi esotici. In Italia, al massimo nel Mediterraneo. Pure gli onorevoli del Pdl hanno avuto una mezza precettazione dai gruppi parlamentari, sicché il Transatlantico è pieno di musi lunghi. Però tutti guardano con fiducia al Quirinale. Vuoto: Giorgio Napolitano da ieri è in vacanza a Stromboli e, senza la sua firma, non possono essere emanati decreti d’urgenza. Dunque, a naso, non siamo ancora al livello di allarme Defcon 1. E anche Berlusconi, salutando i ministri a Montecitorio, ha augurato loro buon riposo, «ci rivediamo al rientro». Per lui, per il Cavaliere, poche vacanze: «Andrò cinque giorni in Sardegna (partenza il 10, giorno del compleanno della figlia Marina, ndr), poi tornerò a lavorare ad Arcore». In ballo c’è anche un viaggio privato in Russia dall’amico Putin. Ma è solo una voce...

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    04 Agosto 2011 - 14:02

    Per chi non l'avesse ancora capito il Pdl è una riproposizione, in tema assai più moderno, della Dc. Un partito interclassista che tende a fare meno danni possibili. Non è quel partito liberale e liberista che era nei sogni dei primi elettori il centro-destra. Pier Ferdinando rappresenta la sintesi di quello che potrebbe diventare il Pdl o Ppi che si voglia. Noi dovremmo sforzarci di far modificare, anche se leggermente, l'opinione di Casini. Ma è innegabile che, "l'antico politico bolognese", sia uomo di centro-destra. Ricompattare le fila è un dovere degli elettori il centro destra. Le discussioni interne possono essere salutari e costruttive. Purtuttavia vi è la necessità di credere nella possibilità che anche in Italia sia possibile far nascere un sistema libero e liberista. Anche con Casini!

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  • franziscus

    04 Agosto 2011 - 14:02

    tutta colpa di Berlusconi

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  • mardur1972

    04 Agosto 2011 - 14:02

    in italia si e'visto sempre chi salta sul carro del vincitore... o qualche corrotto che si vende (scilipoti) nessuno salta sul carro di un fallito e cotto come berlusconi. Ormai la maschera e'via... Fa schifo al mondo intero e forse anche al di fuori di questa galassia. A CASA!!!!!! COn tutti i suoi lecchini

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  • iltrota

    04 Agosto 2011 - 11:11

    Forse lì potrà trovare il calore e l' affetto che in Italia gli mancano, la scuderia della Olgettiskaia di Putin è sempre ben fornita....!

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