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Bossi Tira aria di bufera, Umberto si nasconde Lega dietro al cespuglio, colpito solo il Colle

Il Senatùr non è in aula per il discorso di Berlusconi. E mentre Maroni apre al Cav, Reguzzoni spara sulle auto blu / ZULIN

Bossi Tira aria di bufera, Umberto si nasconde Lega dietro al cespuglio, colpito solo il Colle
Quando tira aria di bufera Umberto Bossi si nasconde sempre dietro «al cespuglio». Sta a casa. Era successo due settimane fa in occasione del voto della Camera sull’arresto di Alfonso Papa, è accaduto ieri, per il discorso in Parlamento scaccia-speculazione di Silvio Berlusconi. Ufficialmente, ha spiegato Roberto Maroni, il Senatur era assente perché «aveva una visita, la sua non è un’assenza politica», anche se si sapeva che l’Umberto  non avrebbe voluto vedere il Cavaliere sfidare i mercati dai banchi della Camera... Oggi però il leader della Lega sarà ad Albenga, magari in canotta, per assistere all’elezione di «Miss Padania». Un aperitivo in vista dei sette giorni di relax che il «capo» trascorrerà nella vicina Alassio, dove passerà la settimana prima di Ferragosto. In attesa di capire se poi salirà a Ponte di Legno per il tradizionale comizio del 15 agosto. È in atto un braccio di ferro tra il “cerchio magico” e la famiglia Caparini: questi ultimi spingono per il soggiorno bresciano, l’altro gruppo tifa Liguria.
Il tira e molla sulle vacanze del Senatur continuerà nei prossimi giorni, ma ieri le due anime del Carroccio hanno siglato una sorta di tregua alla Camera. Sia Marco Reguzzoni, capogruppo a termine, sia il ministro dell’Interno hanno parlato la stessa lingua. Maroni si è detto «molto soddisfatto dell’intervento del presidente del Consiglio: concreto e solido». Un discorso che «apre prospettive importanti di dialogo con l’opposizione». Il presidente dei deputati leghisti invece ha dato seguito al discorso di Angelino Alfano: «Non esiste una alternativa politica alla alleanza Lega-Pdl che è soprattutto l’alleanza Bossi-Berlusconi.  I governi tecnici porterebbero ad una instabilità politica. L’unica risposta è il programma di governo del 2008». Reguzzoni ha poi citato l’ex presidente americano  Ronald Reagan, che negli anni ’80 «abbassando le tasse, aumentò le entrate del bilancio dello Stato. Negli Usa i “tea party” hanno un motto: “no more taxes”. È lo stesso del nostro elettorato che dice: “basta tasse”. Condividiamo il punto di vista dei tea party. Si tratta   di realizzare la rivoluzione liberare e federale». Un proclama che però sbatte con la realtà, visto che la super manovra appena approvata contiene oltre 40 miliardi di nuovi balzelli, tra diretti e indiretti. «Spiazziamo le resistenze al cambiamento, realizziamo la grande riforma che abbiamo promesso agli elettori. Finora abbiamo giocato in difesa, ora giochiamo in attacco»,  ha concluso il capogruppo. Già, e perché non attaccare gli alleati e l’opposizione proprio sul campo preferito, cioè il federalismo?   Sarà a regime fra cinque anni, ma se fosse anticipato si risparmierebbero circa dieci miliardi l’anno solo con l’introduzione dei costi standard nella sanità. Il percorso della famosa legge delega dovrebbe concludersi definitivamente il 21 novembre. L’emergenza economico-finanziaria però chiede di far presto, di fare prima. Di anticipare la manovra e, magari, di mettere in cantiere rivoluzioni nella spesa pubblica. Ecco, la sforbiciata agli sprechi potrebbe partire dalla durata di un ricovero prima dell’operazione:  in Molise dura il 50% più che in Lombardia ed Emilia. Per non dire degli acquisti fuori ordinanza di attrezzature: una tac identica è costata 1.554 o 999 euro, sempre in Campania; una siringa da 5 ml assolutamente uguale è stata pagata 5 centesimi in Sicilia e 3 in Toscana...
La Lega invece preferisce andare all’attacco di Giorgio Napolitano, reo di aver criticato l’apertura di quattro uffici ministeriali alla Villa Reale di Monza. E l’ha fatto col solito Reguzzoni, che  ha cancellato anni di dialogo fra i leader leghisti e l’uomo del Colle: «Stride e non è ammissibile che il presidente della Repubblica, che è uno solo, abbia a disposizione 40 auto blu...».  Stride anche che il Carroccio abbia votato, insieme a tutti gli altri partiti,  per l’agganciamento dello stipendio al Pil degli onorevoli, evitando così i tagli alla Casta.

di
Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • Federico di Hohenstaufen

    04 Agosto 2011 - 18:06

    Lui è ridotto in canottiera ma con il toscano, il popolo italiano è semplicemente in mutande ! Ma come si può essere governati da figuri come questi ? Mistero italiano

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  • wilegio

    wilegio

    04 Agosto 2011 - 17:05

    La Lega, unico alleato del pdl, da mesi ormai sta prendendo pesci in faccia da parte dell'"amico" Berlusconi. Si è opposta alle guerre all'estero... del tutto inascoltata. Ha sollevato il problema dell'immigrazione selvaggia, ha chiesto tagli di spesa, fatto proposte e aiutato sempre l'alleato nei momenti critici. Maroni è stato il miglior ministro degli interni del dopoguerra. E in cambio cos'ha ottenuto? Quattro simbolici uffici ministeriali a Monza, destinati alla chiusura perché non piacciono al compagno presidente. Che altro? Il federalismo partirà fra 5 anni... se mai partirà. Le guerre continuano, e adesso arriva anche il "piano B" che consiste nel riprendere a bordo casini e i suoi, che per la Lega sono come fumo negli occhi. E Bossi cosa dovrebbe fare? Ringraziare il Cav.? Ringrazi lui, che se è ancora al governo lo deve proprio alla Lega!

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  • itz10pf

    04 Agosto 2011 - 13:01

    Il motto dei tea party va bene, ma loro dicono anche che tutti i costosissimi privilegi dei politici vanno cancellati. Avete capito massa di pirla in parlamento ???

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  • cybersteak

    04 Agosto 2011 - 12:12

    vai in pensione. Ormai sei più bollito del cavalliere. Ma ci ridai le panchine rubate e portate a Monza?

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