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Berlusconi, una sola certezza: patrimoniale uguale disastro

Gli esperti: "Ora affonderebbe l'Italia". Gotti Tedeschi: "Famiglie in rovina". Sapelli: "Inutile". Boldrin: "Fa fuggire gli investitori"

Berlusconi, una sola certezza: patrimoniale uguale disastro
Una certezza e due variabili. L’ipotesi di introduzione di una patrimoniale (sui conti correnti, sulle proprietà immobiliari?) viene giudicata da tutti gli economisti interpellati da Libero come l’arma finale. Già l’economista Michele Boldrin sulla Stampa avverte che «l’unica cosa certa di una patrimoniale è che alimenterebbe una fuga di massa degli investitori». Ma il bisogno di fare cassa è fuori dubbio (lo conferma anche il direttore di Lettera43.it Paolo Madron, parlando di misura «ineluttabile»). C’è poi una seconda variabile: un bel condono per raggranellare i miliardi che servono, mandando però a gambe all’aria anni di rigore fiscale. 
«Quel che succede», premette Ettore Gotti Tedeschi, presidente di Banco Santander Consumer Italia e dell’Istituto Opere Religiose (Ior) del Vaticano, «è la conseguenza della negazione dell’Humanae viate e Popolorum progressio. La crisi è originata dal crollo della natalità. E poi non è ancora stata fatta la diagnosi, come si fa a fare la prognosi?». Infatti lo Stato non vende il suo patrimonio, non taglia i suoi costi, non mette a posto le sue inefficienze, ma colpisce il cittadino, colpevole di essere amministrato dallo Stato». «Si ripete», prosegue Gotti Tedeschi, «che il risparmio degli italiani è cinque volte il debito pubblico. Ma la parte maggiore di quegli 8.500 miliardi è costituita da risparmio immobiliare, cioè la casa. Il 65% è in immobili, il 25% sono partecipazioni azionarie e solo il 10% è risparmio liquido».

Insomma, se venisse varata una patrimoniale il rischio è di penalizzare le famiglie: «Se si tassano le case», ammonisce il banchiere del Papa, «poi la gente non ha i soldi per pagare la tassa. E così si mandano in default le famiglie, che sono quelle che sostengono l’Italia. Da noi, il risparmio è cresciuto grazie all’inflazione e alla rivalutazione degli immobili. Ma 25 anni fa il risparmio sul reddito prodotto era il 25-27%. Oggi è sotto il 5%. Con la patrimoniale, non usciremmo più dalla crisi».
È una difesa non tanto dei soldi, quanto della sacralità del lavoro e del sacrificio degli italiani, quella che fa bocciare al banchiere internazionale l’ipotesi di una nuova tassa: «Il risparmio è sacro», premette, «perché è il frutto del lavoro, del sacrificio e dell’indipendenza della famiglia, della sua libertà. Non solo, è il petrolio degli italiani. Se almeno proponessero di investirlo, sarebbe un conto. Ma propongono di utilizzarlo a breve soltanto per rientrare in parametri ingestiti. Serve a dare più risorse, ma a chi? A un governo che non sa utilizzarle? Servirebbe solo ad aumentare il debito pubblico. Non sarebbe investito in qualcosa di produttivo. Sarebbe un’offesa. Chi lo facesse, dovrebbe sapere che gli italiani poi se lo ricordano», ammonisce lanciando un appello quasi evangelico: «È intollerabile che un Paese ricco, potente e competitivo sia trattato così. Per favore risorgiamo».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche un altro economista che da tempo avverte sui rischi di un default mondiale: «Spero proprio di no», risponde secco  Giulio Sapelli, ordinario di Storia Economica all’Università di Milano, «anche perché un’iniziativa del genere provocherebbe l’ennesima fuga di capitali. E poi una patrimoniale fatta come? Chi dovrebbe colpire?». Secondo Sapelli la riedizione del prelievo forzoso invece che rappresentare la soluzione potrebbe essere l’ennesimo problema. C’è invece bisogno di un atto di coraggio: «Serve una manovra choc per abbattere il carico fiscale su lavoro e imprese. Poi si può anche aumentare l’Iva su alcuni beni. I cittadini sono più attenti di quanto la classe politica non creda: in Australia, qualche anno fa, in un giorno il governo ha stabilito che si andava tutti in pensione a 67 anni. Da noi per arrivare a 65 anni ci vorranno invece decenni».

Più possibilista sulla patrimoniale il presidente dei Tributaristi italiani, Riccardo Alemanno che però mette in guardia dal rischio che si ceda ai «soldi facili provenienti dal varo di un ennesimo condono».  La verità, spiega, «è che con i tagli lineari non si risolve il problema: servono interventi chirurgici e sacrifici condivisi. Anche simbolici, da parte pure dei politici».

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Agosto 2011 - 22:10

    Se per i vecchi comunisti era un assioma; oggi, il contrario é diventato assioma per i liberisti. E' una misura fiscale e quindi dipende dalle necessità del fisco (cioé del paese). Ma su quale patrimonio.? Lì é tutto il nocciolo. Leggendo questo articolo ideologico e poco preciso, vedo che si dice che pagherebbero i piu' poveri. Perché? Maaa! Non si avrebbero i soldi per pagare l'imposta patrimoniale. Anche chi possiede 30 appartamenti?, Ovviamente g l'articolista deve dire SI, altrimenti va all'aria cio' che scrive. Ma in Italia c'é già la patrimoniale, c'é anche quella camuffata. Ha ragione chi ha osservato che non si puo' spremere di piu' il cittadino lavoratore o pensionato (ma lo si sta facndo e lo si fara'). L'accumulo di ricchezza non contribuisce in nulla

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    06 Agosto 2011 - 15:03

    Signor Berlusconi, il popolo ormai non può dare null'altrio che la propria pelle pertanto, se vuole pagare il debito che ci opprime deve applicare una patrimonhiale.

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  • imahfu

    05 Agosto 2011 - 18:06

    Il patrimonio é la sedimentazione del reddito, comunque guadagnato, Chi troppo guadagna, qualche dubbio lo fa sorgere. Togliamo i dubbi e consideriamo che la patrimoniale toccherebbe patrimoni ''consistenti''. E ce ne sono. E' sufficiente guardare yachts, ville (non una...) ecc. Ora il patrimonio si presenta sotto diverse forme. Quando si dice 'No patrimoniale' a quale forma di ricchezza pregressa accunmulatasi ci si riferisce? Non é detto ma si dice No patrimoniale. Ecco l'ideologia e il tycoon che non vuole contribuire con gli straccioni a salvare il salvabile. Faccio notare che governi di destra la contemplano nei loro paesi. Ma noi siamo piu' forti. Ci spezziamo ma non ci pieghiamo. Siamo già spezzati. C'é da notare che al posto della patrimoniale si alzeranno le aliquote che pagano quelli cui viene tolta l'imposta già prima di incassare. In una parola: i meno abbienti.

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  • bellanto

    05 Agosto 2011 - 17:05

    essere milionari...picc...ma che cac..sei?Sei un morto di fame o un milionario?

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