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Complotti Il Pdl tra sospetti e accerchiamenti Poteri forti con la Merkel per ribaltare Silvio

Gli azzurri si sentono accerchiati: piano contro l'Italia per cambiare governo. La Germania lo appoggia per diventare l'anti-Cina

Complotti Il Pdl tra sospetti e accerchiamenti Poteri forti con la Merkel per ribaltare Silvio
«Niente da fare, questi vogliono lo scalpo di Berlusconi e non si fermeranno finché non si dimette». Nel commento sconsolato di uno dei parlamentari più in quota nel Pdl di fronte al crollo degli indici di borsa sta tutta la sindrome di accerchiamento vissuta dal governo in queste ore mai così drammatiche di crisi dei mercati. Lo spettro dei poteri forti torna ad aleggiare sul Belpaese dalle macerie dei titoli di Stato.
Da un lato ci sono gli speculatori d’Oltreconfine che bombardano l’Italia colpendo non più solo le banche ma anche l’economia reale, ovvero le imprese. Dall’altro ci sono le lobby nostrane da sempre ostili al Cavaliere, che hanno ricominciato a prendere a sassate Palazzo Chigi per mano di Sergio Marchionne, guarda caso proprio il giorno dell’intervento del premier in Parlamento. Mentre a Roma il Cavaliere assicurava che «il Paese è solido», a New York il chief executive di Fiat-Chrysler denunciava che «l’Italia è senza leadership». Per carità, nessun riferimento al presidente del Consiglio, ha tenuto a precisare il portavoce dell’ad della Fiat. «E a chi altri vuoi che si riferisse?», ride amaro un esponente di governo, che considera «a dir poco sospetta» la tempistica delle parole di Marchionne, piombate in Italia proprio alla fine del discorso di Berlusconi a Montecitorio. Come considera «tutt’altro che casuale» la coincidenza del giorno più nero per Piazza Affari con quello successivo all’informativa del capo dell’esecutivo in Parlamento.    
È vero che il terremoto finanziario ha investito tutte le piazze europee. Ma sono in molti nella maggioranza, e non solo, a ritenere «doloso» il crollo della Borsa di Milano, che ieri si è conquistata la maglia nera. C’è chi vede la longa manus della Germania dietro l’attacco della speculazione. «I tedeschi bombardano l’Italia per colpire l’Europa dell’euro, perché sobo stufi di dover compensare il deficit dei Paesi più indebitati». È questa la lettura che un consigliere del premier tra i più assidui a Palazzo Grazioli dà dello tsunami finanziario che pure ha investito anche la Germania. «L’obiettivo della Merkel è realizzare in modo incruento ciò che Hitler tentò in modo cruento: fare della Germania la più grande potenza occidentale, al cospetto della Cina, tanto più ora che anche l’economia in Usa cola a picco». E c’è chi guarda con sospetto pure all’altolà del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: «L’Italia si sbrighi a fare le riforme strutturali».
A cavalcare l’onda anomala provocata dagli speculatori teutonici sono i poteri forti italiani. Marchionne, certo, ma anche i banchieri, certa imprenditoria, la lobby di Repubblica... Il premier e i suoi vedono allungarsi l’ombra dell’ingegner Carlo De Benedetti dietro questa cordata antiberlusconiana, che prima puntava sulla carta Tremonti, poi su Mario Monti. E oggi guarda al ticket Maroni-Alfano per far fuori il Cav, che ha compiuto il miracolo di far andare a braccetto padroni e sindacati, insieme ai signori delle banche. È partita proprio dalla leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dal presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, il documento delle parti sociali cui hanno aderito i sindacati. Tutti insieme appassionatamente, ieri, al termine del tavolo con il governo, hanno lanciato un ultimatum a Berlusconi. A fare da portavoce è sempre la Marcegaglia: «È finito il tempo delle dichiarazioni, il governo ci convochi già la prossima settimana». Paradosso vuole che a supportare la leader degli imprenditori sia la capa della Cgil, Susanna Camusso: «Siamo insoddisfatti delle risposte del governo».

Vedendosi accerchiata, la maggioranza cerca una sponda nel leader del terzo polo, Pierferdinando Casini. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri accoglie a braccia aperte la sua proposta di una commissione bipartisan per la crescita: «Va realizzata in Parlamento». Concorda il suo omologo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «In questa situazione finanziaria molto grave è necessario confrontarsi con Casini». E anche il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, dà atto al leader dell’Udc di «aver dimostrato concretezza, senso di responsabilità» e soprattutto di «non aver chiesto, di fronte alla virulenza della crisi, che la fisiologia della democrazia venga alterata».

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    19 Agosto 2011 - 18:06

    Sappiamo già chi siete e a cosa volete mirare ma il popolo italiano non dimentica quello che ci avete fatto anche se i nostri padri non ci sono più le ferite che CI AVETE INFERTE LE PORTIAMO ANCORA DENTRO DI NOI. Spero che le nostre nuove generazioni non cadano nei vostri tranelli e quelle dei francesi. Amiamo la nostra libertà, anche quella di sbagliare.

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  • danieletn86

    14 Agosto 2011 - 22:10

    Ma che articolo è? poteri forti?de Benedetti? ahah ma che dici? guarda meno 007 che valiamo meno di 0..i poteri forti contro il CAV..con tutti i dispiaceri che gli ha dato..sono quelli che lo vogliono di più!! la contadina devi fare non la giornalista, con i fessi di lettori di questo giornale che abboccano pure! quel buffone se ne deve andare, altro che poteri forti!!!è tutta colpa sua sta situazione..che è dieci anni che non ha fatto niente, anzi il peggio che potesse fare qualcuno al governo!

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  • walter112

    06 Agosto 2011 - 22:10

    Se veramente tutto l'occidente vuole che Berlusconi se ne vada, che Berlusconi per il bene dell'Italia se ne vada, e' vero puo' barcamenarsi ancora per 18 mesi, ma se ha contro tutta questa gente fra 18 mesi troveranno comunque il modo di fargliela pagare cara: facendogli fare una fine alla Craxi. Che se ne vada, l'Italia non puo' permettersi il lusso di sopportare l'ostilità della Germania, degli USA e di tutti gli altri messi assieme: CHE SE NE VADA, perche lui fara' comunque una fine alla Craxi o anche peggio e noi affonderemo.

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  • marcopcnn

    06 Agosto 2011 - 06:06

    Dopo tanto farneticare di complotti della toghe rosse per far cadere il governo, questa volta il PdL ha perfettamente ragione. Esiste sicuramente un complotto per far cadere il Governo Berlusconi ! Il complotto è ordito da tutti, ma proprio tutti i leader occidentali.. Dopo averlo sopportato per 8 degli ultimi 10 anni si sono detti che la misura è colma e che se gli Italiani non aprono gli occhi da soli è loro compito aprirglieli ! La crisi dei debiti sovrani è differente dalle precedenti ! Nella crisi del 2001 o in quella del 2008 l'Italia era un granello di sabbia nell'immensità del deserto. Ma in questa no. In questa è l'anello debole di una catena che rischia di spezzarsi. Tutti hanno troppo da perdere per poter lasciare al governo dell'Italia un incapace ma soprattutto uno che è ossessionato dal rimanere al governo per salvarsi dai suoi guai giudiziari e che poterlo fare resta immobile nel timore di scontentare qualcuno dei suoi alleati !

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