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La sinistra finisce all'angolo Dimostri di tenere all'Italia

Fino a ieri l'opposizione era la formazione dei "forza crisi". Dopo l'annuncio del premier sarà il partito dello spreco?

La sinistra finisce all'angolo Dimostri di tenere all'Italia
Berlusconi annuncia riforme pesanti, vuol mettere in Costituzione il pareggio di bilancio (l’idea è di Nicola Rossi, un ex Pd)  e la sinistra che fa? Per ora, muro contro muro, come al solito. Magari esponendosi al rischio di passare per i difensori degli sprechi, sorpassati da Casini ben più astuto a spalleggiare un governo che abbia l’energia di fare ciò che serve. Pare quasi che la sinistra nostrana si affidi alla Borsa in negativo per affondare Silvio Berlusconi. Potremmo definirli “i forza-crisi”. Ovvero coloro che vogliono sfruttare la crisi economica internazionale per mandare a casa il governo. E stanno lì, come piccoli Dracula, a sperare che le cose per l’Italia vadano male, che gli speculatori speculino, gli indici crollino, il debito si gonfi e la produzione si affossi. Perché per loro, se la crisi economica galoppa, la colpa è unicamente di Berlusconi e del suo esecutivo.

Si riconoscono subito, i vampiri forza-crisi: lo sguardo accigliato, l’espressione grave, la ruga ancor più increspata sulla fronte, l’andatura affaticata dai faldoni portati sotto il braccio perché “qui c’è poco da scherzare”. Ma a tradirli, come un diavoletto discolo, ogni tanto è uno scintillio negli occhi, un ghignetto fulmineo, un rapido innalzamento nel tono della voce. Insomma, dopo essersi affidati mani e piedi a Ilda Boccassini, dopo aver atteso con ansia le rivelazioni del pentito Spatuzza, dopo essersi ringalluzziti con le lettere di Veronica Lario e aver di nuovo palpitato per i racconti di Noemi Letizia, Patrizia D’Addario e Ruby Rubacuori, ora gli antiberlusconiani di professione sono costretti a riporre tutte le loro speranze nell’indice Mibtel. Prima si sono dovuti fare una cultura sulle leggi non scritte della mafia e degli uomini d’onore, poi sono dovuti diventare esperti divorzisti, infine si sono visti costretti a prendere lezioni di gossip e kamasutra. Ora, per ultimo, una bella ripassata ai bigini di micro e macro economia, giusto per capire cos’è lo spread.
E sembra di vederli, la sera, i vari Ezio Mauro, Bersani, Fini, Travaglio, Santoro, Tg3 in toto (sotto l’occhio benevolo e sornione di Giorgio Napolitano), Camusso mentre attendono trepidanti la chiusura delle Borse. Piazza Affari che fa? Perde? Evvai un’altra pioggia di dichiarazioni ed editoriali contro il Cavaliere. «L’unica cosa che conta adesso è salvare il Paese», scriveva ieri nel suo editoriale il direttore di Repubblica. Dove prima sostiene che «il problema non è più politico e non è più nemmeno Berlusconi» salvo poi, qualche riga più in là, chiederne le dimissioni: «Si faccia da parte, consentendo al Parlamento e al Quirinale di organizzare un governo di salvezza nazionale, prima che sia troppo tardi e nell’esclusivo interesse dell’Italia».

Stesso invito gli ha rivolto Bersani, mercoledì alla Camera e ieri dalla Sicilia. «Dobbiamo far vedere al mondo che l’Italia ha capito: ognuno abbassi la propria bandiera e si inchini al Tricolore. Berlusconi faccia un passo indietro e si formi un nuovo governo per dare le risposte al Paese», sostiene il segretario del Pd. Che poi boccia anche l’anticipo della manovra annunciato dal Cavaliere: «Da irresponsabili senza apportare delle correzioni». «Questo governo fa male al Paese», aggiunge Susanna Camusso. Insomma, per i forza-crisi non va bene mai nulla e l’unica soluzione per uscire dal dramma economico è un bel ribaltone. Che è come dire agli italiani: quelli che avete eletto non valgono nulla, ora vi spieghiamo noi come si fa un vero governo in grado di risolvere i problemi. E’ pronto il professor Monti, scalda i muscoli Mario Draghi, dietro l’angolo ci sono anche Bini Smaghi Montezemolo. Piani per ora andati a monte solo perché, a differenza del 1995, la Lega è contraria. Unica nota stonata, tra le opposizioni, è quella di Pier Ferdinando Casini che, rispetto ai colleghi della minoranza, è forse l’unico interessato davvero a sostenere le misure anti-crisi del governo. Pierferdy lo ha detto chiaramente alla Camera: un passo indietro di Berlusconi non serve, il problema ora non è lui. E il premier punta proprio sull’asse con l’Udc per approvare le misure annunciate andando oltre la sua maggioranza. Gli altri, invece, sarebbero pronti ad assumere anche Gordon Gekko se fosse in grado di garantire la quotidiana chiusura in negativo di Piazza Affari.

di Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Agosto 2011 - 17:05

    Poiché le misure le vota la Lega che non vuole essere italiana. La revisione per avere anticipato le misure é da sciocchi non farla. Prima l'Italia, ma anche Casini dice 'poi Berlusconi a casa'. Non lo sapevi?

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  • imahfu

    06 Agosto 2011 - 17:05

    Ma criticare misure prese oggi per avere effetto tra tre anni, é troppo facile. Non credo che Tremonti e Berlusconi abbiamo la sfera di cristallo per sapere cosa sara' tra tre anni in momenti di volatilità. Il fatto é che erano misure ancora da rivedere, da rinegoziare. Applicate oggi senza revisioni rischiano di non essere seguite dai cittadini, dalle autonomie locali (la Lega ha fatto silenzio e poi?). Nelle misure anticipate non c'é un programma di crescita, di ripresa dell'industria (Confindustria tace ma non acconsente).E la Casta: intatta. Le superpensioni: intatte. I ricchi: non toccati. Chi ha venti ville (non solo il Premier): nulla. Al solito i poveri cristi . E saranno scioperi. Senza revisione, é da pazzi applicare quei tagli. Bersani non mi interessa. Ma ha ragione.

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  • lamberto.bertoni

    06 Agosto 2011 - 12:12

    Fino a pochi giorni or sono hanno criticato con veemenza lo spalmamento della manovra al 2013/ 2014. Ora che viene concretizzato l'anticipo dicono che non va bene! I cittadini non sono stupidi come forse loro sperano. L'economia politica è una cosa seria, la sola politica no! Questo dovrebbe saperlo anche chi, se non sbaglio, si intende di filosofia ma non certo di economia e finanza. L'atteggiamento assunto do costoro è inaccettabile, deleterio e foriero di gravi danni all'Italia e ai cittadini. Questo spero lo comprendano anche gli elettori di sinistra e del PD. L'atteggiamento di Bersani e compagni è patetico e dannoso con gravi conseguenze di cui devono sin da ora farsi carico riflettendo seriamente. Non siamo in campagna elettorale. Bersani stia zitto che fa meglio e se si devono fare passi indietro li faccia lui gettandosi nel pozzo vuoto che sta scavando sotto i suoi piedi nel quale noi cittadini non vogliamo cadere.

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  • ospite

    06 Agosto 2011 - 11:11

    Questa sinistra, prima PCI, poi DS-PDS, ULIVO e PD ha sempre attentato ad un ordine "democraticamente" costituito, ossia eletto dal Polpolo. Del resto, tranne due episodi fallimentari, è l'unico modo per lor signori di "impadronirsi del potere". Ho ascoltato in diretta, a seguito del discorso di Berlusconi, la futile e risibile replica di Bersanil. Conclusioni: sotto la pelata niente.

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