Cerca

L'amico di Bersani moralista solo con le sedie d'altri

Il segretario democratico emiliano chiedeva la testa del sindaco di Parma Vignali. Ora sotto inchiesta è lui, ma...

L'amico di Bersani moralista solo con le sedie d'altri
Il passo indietro lo chiedono sempre agli altri. Per loro la cadrega è sacra, guai a chi la tocca. Ad esempio Stefano Bonaccini, neo-inquisito segretario del Partito democratico dell’Emilia Romagna, ha più volte alzato il ditino contro il sindaco di Parma Pietro Vignali, a capo di un’amministrazione che non naviga nell’oro e ha perso qualche pezzo, però lui non ci pensa proprio a mollare l’incarico. «Dimissioni? Se avessi anche solo il sospetto, me le chiederei da solo, so come ci si comporta in questi casi», ha dichiarato candido. Bonaccini è indagato a Modena per abuso d’ufficio, sebbene il suo legale, Massimo Vellani, abbia provato a smentire che fosse questo il reato contestato. Poi, però, è intervenuto il procuratore capo, Vito Zincani, a confermare. Alla fine, Bonaccini si deve essere ricordato visto che i fatti risalgono al 2003 quando era assessore comunale, si occupava di concessione di beni pubblici e aveva la delega al patrimonio. Una vicenda di favoritismi per la gestione di un chiosco-birreria all’interno del parco modenese dedicato a Enzo Ferrari. Poiché si tratta di soldi pubblici, è intervenuta pure la Corte dei Conti per verificare se oltre all’abuso d’ufficio e alla turbativa d’asta (già prescritta), ci sia stato anche il danno patrimoniale. Nel mirino, inoltre, non c’è solo l’esponente del Pd, ma anche chi ha preso il suo posto in assessorato al Comune di Modena, Antonino Marino, oltre all’ex dirigente comunale Mario Scianti e alla dirigente Giulia Severi. Con loro, risultano indagati i due gestori del chiosco. 
La questione, però, è un’altra e non c’entra con la cronaca. Si ricordano in tanti, a Parma, del segretario regionale Bonaccini in prima fila in piazza con il leader dei democratici, Pier Luigi Bersani (emiliano di Bettola) a gridare a gran voce «dimissioni, dimissioni», all’indirizzo del primo cittadino Vignali. Il quale, a capo di un’amministrazione vicina al centrodestra, è sì nell’occhio del ciclone a causa del debito, delle inchieste della Guardia di Finanza su funzionari comunali corrotti, delle spese gonfiate, delle mazzette dei vigili urbani, e ancor prima (nel 2008) della mano pesante che hanno usato alcuni agenti  della polizia municipale contro uno studente ghanese. Uno scandalo, quello delle tangenti nella municipale, che ha portato all’arresto del capo dei vigili, Giovanni Maria Jacobazzi, per ora rimpiazzato dall’assessore alla Sicurezza Fabio Fecci. Ma per questo il sindaco non risulta iscritto nel registro degli indagati, e non vede ragioni per lasciare il suo posto.
Mercoledì 27 luglio, invece, Bersani e compagni si sono dati appuntamenti davanti al municipio della città per sollecitare l’inquilino del Comune ad andarsene. In prima fila, ovvio, c’era anche Bonaccini, uomo forte dei democratici in Emilia Romagna. «Chi? Quello indagato? Il Bonaccini che è venuto qui la settimana scorsa con Bersani? Forse è un parente...», ha ironizzato Fecci.  Intanto, Bersani dalla Sicilia è tornato sul suo refrain: «Ognuno abbassi la propria bandiera e si inchini al tricolore. Berlusconi faccia un passo indietro». Cioè: gli altri devono fare un passo indietro. A restare attaccato alla poltrona, nonostante l’iscrizione nel registro degli indagati, ci pensa il Pd.

di Brunella Bolloli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gicchio38

    07 Agosto 2011 - 08:08

    l passo indietro lo chiedono sempre agli altri. Per loro la cadrega è sacra, guai a chi la tocca. Ad esempio Stefano Bonaccini, neo-inquisito segretario del Partito democratico dell’Emilia Romagna, ha più volte alzato il ditino contro il sindaco di Parma Pietro Vignali, a capo di un’amministrazione che non naviga nell’oro e ha perso qualche pezzo, però lui non ci pensa proprio a mollare l’incarico. «Dimissioni? Se avessi anche solo il sospetto, me le chiederei da solo, so come ci si comporta in questi casi», ha dichiarato candido. Bonaccini è indagato a Modena per abuso d’ufficio, sebbene il suo legale, Massimo Vellani, abbia provato a smentire che fosse questo il reato contestato. Poi, però, è intervenuto il procuratore capo, Vito Zincani, a confermare. Alla fine, Bonaccini si deve essere ricordato visto che i fatti risalgono al 2003 quando era assessore comunale, si occupava di concessione di beni pubblici e aveva BRAVO CONTADINO bersani CONTINUA COSI' E VINCERAI COL BINOCOLO.

    Report

    Rispondi

  • Borgofosco

    07 Agosto 2011 - 08:08

    Dal dopoguerra questi finti moralisti, giustizialisti e forcaioli," sparano" sugli avversari demonizzandoli. Prima i fascisti (eliminati anche fisicamente così come GP.Pansa ha mirabilmente scritto nel " Il sangie dei vinti"), successivamente sui dc ed infine sui socialisti. Ma in alcune Regioni sono al potere da sempre e soltanto ora, grazie alla Procura di Monza, si scoprono certi altarini che coinvolgerebbero anche "pezzi forti"(cooperative rosse) della Regione del nostro "crozzasemipelato" ideatore dallo stantio ritornello: dimettiti! Ma dimettetevi voi..da persone civili e di buonsenso. Se i "giustizialisti per eccellenza" avessero indagato compiutamente sui soldi smarriti nei corridoi di "Botteghe oscure"...non sareste qui a fare "i moralisti della pagliuzza" si...perchè la trave sta da sempre nel vostro occhio...guerci e mistificatori di verità.

    Report

    Rispondi

  • Pippo47

    06 Agosto 2011 - 16:04

    Bersani , ma sai solo dire dimissioni ? ma dimettiti così non ci rompi più i c@@@@@i

    Report

    Rispondi

blog