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Silvio, operazione miracolo "Non mi faccio comandare"

Presentate le 4 riforme su pareggio di bilancio e welfare. Berlusconi allontana la mannaia dei potenti d'Europa

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Silvio, operazione miracolo "Non mi faccio comandare"
«Occhio a non farci prendere dal delirio di onnipotenza». Frase che ha senso sulla bocca di chiunque. Chiunque, tranne Silvio Berlusconi. Eppure è stato proprio lui, il megalomane per antonomasia, a voler sterzare, esibendosi nella quasi impossibile acrobazia di assecondare l’invito della Bce ad accelerare il risanamento, senza piegarsi ai diktat teutonici. «Io non mi faccio comandare da nessuno», ha ringhiato il Cavaliere al cospetto dei suoi fedelissimi dopo aver incassato il richiamo di Trichet, «se i signori dell’Europa pensano di farmi fuori con la mannaia della crisi hanno sbagliato i loro calcoli». Per capire a chi si riferisce Berlusconi, basta leggere le dichiarazioni pubbliche del presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. «In Europa c’è una questione Germania. Molte difficoltà derivano da una rigidità che rischia di avere effetti rilevanti anche sulla linea della Bce».
La convinzione che circola nella cerchia ristretta del Pdl è che ci sia del dolo nell’attacco degli speculatori, dietro il quale si celerebbe l’intenzione dei tedeschi di colpire l’Italia, e con essa i Paesi più indebitati, per affondare l’Europa dell’euro. Convinzione che fa guardare con sospetto a Berlusconi e ai suoi il richiamo della Bce. Ma come insegna la regola base della strategia di guerra, per non farsi schiacciare meglio scendere a compromessi. «Occhio a non farci prendere dal delirio di onnipotenza», recita, infatti, il mantra berlusconiano di queste ore. Mantra che intende anche togliere l’Italia dall’occhio del ciclone, minimizzando le responsabilità di Palazzo Chigi. «Quello che sta accadendo a livello internazionale prescinde dalle intenzioni dei singoli Paesi», è il ragionamento che Berlusconi ha fatto a un suo ministro, al quale ha fatto notare che «i governi possono condizionare le borse fino a un certo punto, considerato quello che sta succedendo in Usa e in Australia». Per questo il premier ritiene che i governi debbano stare attenti a sottrarre soldi all’economia del Paese: «Così rischiano di ammazzarlo», avverte il Cav. Di qui l’appello a non vendere i titoli di Stato e aspettare che la tempesta passi, convinto com’è che «la crisi non rispetta né la realtà né i fondamentali economici», come ha ribadito ieri. E come va ripetendo a chiunque capiti a tiro, prendendo ad esempio le sue aziende. «Che differenza c’è tra quando le mie imprese valevano 14 euro ad azione rispetto ad oggi che sono scese a 2,8?», è la domanda che ha fatto a un deputato molto in quota nel Pdl che ieri è andato a trovarlo. E si è anche dato una risposta: «Nessuna. Anzi, ora le mie aziende stanno anche un po’ meglio».
Perciò la linea di Berlusconi oggi è «calibrare gli interventi senza farci mettere i piedi in testa dalla Merkel e da Sarkozy». Resta quest’ultimo l’imperativo categorico del premier, più che mai intenzionato a tenere testa alle «prepotenze europee». Ma non può ignorarle. Pena, la crisi di governo. Di qui la sua decisione di tracciare una road mapche anticipa le riforme strutturali, come chiesto da Trichet, senza però ritoccare la manovra. Solo così l’Italia può beneficiare degli interventi di acquisto di bond dei Paesi più indebitati attivati dalla Bce. È questo l’accordo raggiunto ieri con Trichet, che ha fatto slittare di mezz’ora la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il Cav vuole avere voce in capitolo in Europa. Infatti non ha per niente gradito di essere stato escluso dal giro di telefonate tra il presidente francese, la cancelliera tedesca, il premier spagnolo e il capo della Bce. Perciò, a un certo punto ha preso il telefono e ha chiamato prima Luis Zapatero, poi il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e poi Trichet.

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • mignottocrazia 1

    09 Agosto 2011 - 13:01

    libero come la lieturnaya gazeta di SOVIETICA MEMORIA n'dè ca**r.

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  • curcal

    08 Agosto 2011 - 21:09

    chi era costui?

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  • bruno osti

    08 Agosto 2011 - 19:07

    mi sembrate i soldati giapponesi rimasti nelle jungle delle Filippine, in attesa che l'imperatore vi dica "tutti a casa". Perfino Urbani, creatore di Forza Italia", ex ministro, ex di un mucchio di cose, ha detto oggi che sarebbe meglio che Burlesque lasciasse.

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