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Bersani vuole sfasciare tutto Il guaio è sempre e solo il Cav

Crisi, Belpietro: "Io sto con Berlusconi, almeno lui ci prova. Ma l'opposizione è un disco rotto: critica a prescindere. La verità è che se la sinistra avesse una soluzione, non perderebbe tempo nel tiro al Silvio"

Bersani vuole sfasciare tutto Il guaio è sempre e solo il Cav
Mettiamola così: se ti chiami Berlusconi hai torto a prescindere.  Che tu faccia una cosa giusta e richiesta da tutti o che tu quella cosa non la faccia e la rinvii in attesa degli eventi, alla fine il giudizio sarà comunque negativo. Bene che vada ti beccherai la rampogna per avere fatto, ma troppo poco. O troppo tardi o troppo in fretta. È quel che è successo  venerdì, dopo la conferenza stampa in cui il presidente del Consiglio, insieme con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il suo fido braccio destro Gianni Letta, ha annunciato misure urgenti per respingere la speculazione abbattutasi sui titoli di Stato italiani.
Appena letti  i lanci di agenzia che riassumevano le parole del Cavaliere, gli editorialisti si devono essere precipitati al computer per vergare commenti censori. Il più tenero è stato Sergio Romano, il quale  sul Corriere della Sera ha riconosciuto che le misure vanno nella direzione giusta, ma al tempo stesso ne ha reclamate altre, di maggior impatto.  Stessa musica sulla Stampa, a firma di Mario Deaglio. Il quale rimprovera al premier  la mancanza di coraggio: al professore aver anticipato la manovra di un anno sembra poca cosa e avrebbe preferito che il governo non delegasse al Parlamento i provvedimenti su fisco, assistenza e mercato del lavoro. Per Tito Boeri, su Repubblica, questi sono addirittura specchietti per  le allodole, cioè un po’ di sabbia da buttare negli occhi degli italiani se non dei mercati.
Risultato? Berlusconi è bocciato senza appello e la richiesta neppure troppo velata alla fine resta la stessa di sempre, quella che in pratica gli viene rivolta da quando è stato eletto: dimettiti. Che poi è la medesima sollecitazione proveniente dall’opposizione, in particolare dal segretario del Pd  Pier Luigi Bersani. Il quale, uscito dallo stato comatoso in cui era precipitato dal giorno in cui i pm gli hanno arrestato o indagato un po’ di  uomini, deve aver visto la speculazione come una specie di manna dal cielo.  Grazie ai crolli di Borsa e all’aumento dei tassi sui titoli di Stato, i giornali hanno smesso di occuparsi in prima pagina delle tangenti che hanno coinvolto il suo ex capo della segreteria ed è calato il silenzio anche sui pasticci del suo consulente aereo.  La crisi ha fatto passare in secondo piano le relazioni pericolose tra Filippo Penati, ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, e un gruppo di imprenditori. Nemmeno il tesoretto da 43 mila euro trovato sotto la scrivania di un architetto a lui assai vicino è riuscito a bucare l’imbarazzo con cui i principali quotidiani si occupano della vicenda.
Ma tornando alle critiche alla manovra, di che si lamenta Bersani? Delle misure anticipate.  Non gli va bene che i tagli siano fatti nel 2013 e non nel 2014 come era inizialmente previsto. Peccato che questo fosse proprio il principale rimprovero rivolto dal Partito democratico a Tremonti e soci quando fu presentata la Finanziaria. Perché aspettare tanto?,  si erano lamentati i piddini, così si scarica il malcontento degli italiani sulle spalle del futuro governo.  A sinistra l’avevano giudicata una furbata degna di una banda di imbroglioni. Una stangata lasciata in eredità a chi sarebbe venuto dopo.  Ora, andando incontro anche ai desideri del capo dello Stato, Berlusconi acconsente ad intestarsi anche gli interventi per far pareggiare il bilancio. I tagli alle spese e le eventuali misure lacrime e sangue porteranno la sua firma. Ma a Bersani neanche questo va bene.  Neppure il pareggio di bilancio inserito per legge in Costituzione gli ha strappato se non un applauso, almeno un cenno di approvazione.
Si capisce che l’unica misura per la quale i compagni si spellerebbero le mani non ha nulla a che vedere con la situazione dei conti pubblici e con l’andamento delle Borse.  A metterli di buon umore basterebbe che il Cavaliere si dimettesse e si ritirasse a vita privata, possibilmente su un’isola sprovvista di aeroporto così da limitarne gli spostamenti e ritardarne, se non impedirne, il ritorno. Intendiamoci:  non è che la Finanziaria così com’è  sia priva di pecche. Da mesi sollecitiamo interventi decisi che decurtino le spese statali, in particolare quelle che sono veri e propri sprechi. Non parliamo solo delle Province e dei privilegi della Casta, per limitare i quali abbiamo promosso una raccolta di firme tra i lettori. No, pensiamo anche ai molti vincoli che impediscono agli imprenditori di fare il loro mestiere e alla macchina burocratica che invece di aiutare chi apre un’azienda fa di tutto per  inghiottirne risorse e speranze.  Ma noi queste lamentele abbiamo qualche titolo per farle. Al contrario gli uomini del Pd e tutti gli altri membri della Casta con la maglietta rossa sarebbe auspicabile che tacessero.
Insieme alla maggioranza, poche settimane fa, hanno affondato i tagli alle Province e in combutta con i presunti nemici hanno ridotto al minimo necessario le sforbiciate agli emolumenti dei parlamentari.  Di fronte a tanta abilità camaleontica, non resta che una considerazione:  raffrontato a certi membri dell’opposizione,  quella vecchia pellaccia di Berlusconi appare ancora il migliore. Non sappiamo se lui riuscirà a non farci cadere nell’abisso, come dice qui a fianco Giampaolo Pansa.  Ma sappiamo invece che con quegli altri al governo, nell’abisso ci saremmo già da un pezzo.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • venaria

    09 Agosto 2011 - 23:11

    Bersani ,la sinistra tutta , siete il male del paese , voi tutti avete rovinato L'italia voi avete solo odio per Berlusconi ,la vostra politica solo odio nei confronti di un uomo più grande, capace di fare vera politica non come voi al contrario del solo odio, invidia nei confronti di un grande signore . Bersani siete il nulla .............

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  • imahfu

    09 Agosto 2011 - 20:08

    Ho letto l'intervento di chi afferma che l'opposizione per andare algoverno vuole alloontare la dx. Chi ha mai governato lo stesso paese a due? Tassa 10% sull'auto - L'altro: 20 percento. Sarebbe senz'altro un ottimo governo : ciascuno per conto suo, con le sue leggi, un proprio parlamento. Banana Republic sempre e comunque. Il bello é che costui ritiene ignoranti glio ppositori. Evviva!

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  • bruno osti

    09 Agosto 2011 - 19:07

    Siiii-i? Memoria corta, vero? Cosa faceva il CDX quando era all'opposizione?? te lo rammento io, allora: ostruzionismo, ostruzionismo, ostruzionismo e richieste ripetute di dimissioni: non avete più la maggioranza del popolo, anche se l'avete in Parlamento. A casa, a casa! Siete anche scesi in piazza per reclamare questo. Maldestri

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  • guidoboc

    09 Agosto 2011 - 10:10

    Ma un piccolo progetto l'avete?

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