Cerca

Penati nel mirino della GdF: setacciano la sua fondazione

Continuano le indagini su Sesto San Giovanni. Al centro il democratico: chiesti documenti all'associazione Fare Metropoli

Penati nel mirino della GdF: setacciano la sua fondazione
Agenti della Guardia di Finanza si sono presentati ieri a chiedere ulteriore documentazione in merito all’inchiesta per corruzione e concussione avviata dalla procura di Monza a carico dell’ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati.  La richiesta è stata fatta all’associazione Fare metropoli, riconducibile allo stesso Penati, e i documenti, depositati presso la sede di via Galileo Galilei e presso lo studio del commercialista che tiene la contabilità della stessa associazione, «sono stati esibiti e messi a disposizione immediatamente» come ha tenuto a fare sapere lo stesso ex braccio destro del leader pd Pierluigi Bersani, dando notizia in serata dell’accaduto.

Secondo gli inquirenti, che indagano per corruzione e concussione in ordine a sospette tangenti pagate per l'area Falck nel comune alle porte del capoluogo lombardo, l’associazione potrebbe essere servita come canale attraverso il quale Penati avrebbe ricevuto finanziamenti per decine di migliaia di euro. Regolarmente registrate nel bilancio dell’associazione, le somme sarebbero poi state messe a disposizione del comitato elettorale di Penati e registrate quindi nei rendiconti ufficiali di quest’ultimo come provenienti dall’associazione stessa. Un sistema che avrebbe consentito di occultare l’origine prima dei movimenti di denaro.

Presidente dell’associazione - che non ha scopo di lucro e che persegue ufficialmente fini culturali - è Pietro Rossi, che tramite Milano Serravalle Penati dalla Provincia mise nel cda della società per la Tangenziale esterna di Milano. Esponenti del Pd  colleghi di Penati in Consiglio regionale nei giorni scorsi hanno dichiarato di non aver mai saputo dell’esistenza dell’associazione fino a che questa non è emersa dall’inchiesta in corso.

di Carlo Sala

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • linhof

    11 Agosto 2011 - 14:02

    Trattasi di una buffonata, la magistratura quei documenti li ha nei cassetti da circa un decennio, ora, vicino ai termini della prescrizione li tira fuori, finirà come il caso orecchino, (niki vendola) gran casino sui giornali ma giustizia mai fatta.

    Report

    Rispondi

blog