Cerca

Il piano anti-crisi di Tremonti: "Rigore e tasse sulle rendite"

"Pareggio di bilancio in Costituzioni. Bot non si toccano. Libertà licenziare. Intervenire su liberalizzazioni". Napolitano incontra il Cav

Il piano anti-crisi di Tremonti: "Rigore e tasse sulle rendite"
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in audizione davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Camera e Senato -  presenti tutti i 'big' dei partiti - ha esordito parlando di "eterogenesi dei fini", per poi cominciare a illustrare le misure anticrisi decise dal governo. L'impegno per fermare la crisi, ha spiegato, si divide in due parti: da una parte la proposta di pareggio di bilancio inserita in Costituzione, nell'articolo 81. Dall'altra la scelta di anticipo del pareggio in bilancio. "La modifica dell'articolo 81 - ha spiegato - non costituisce un caso di successo" e va cambiato proprio perché "trova difficoltà a funzionare". Il pareggio di bilancio in Costituzione, ha continuato il titolare di via XX Settembre, "segna la fine di un'epoca nella quale l'Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva": la situazione attuale costringe il governo "a scelte di maggior rigore". (Leggi le reazioni dell'arco parlamentare all'intervento di Tremonti).


Tasse e liberalizzazioni - Poi Tremonti ha continuato spingendo sulla necessità di "intervenire con forza su liberalizzazioni, servizi pubblici e professioni. Dobbiamo fare una manovra molto forte su quest'anno e il prossimo - ha poi spiegato - e le scelte di dettaglio sono ancora in corso". Di sicuro "le ipotesi sono quelle di non toccare i titoli di Stato, di ridurre dal 27 al 20% i depositi bancari e postali e di aumentare al 20 dall'attuale 12,5% le tassazioni sugli altri titoli. Su questo c'è grande disponibilità del governo". Tremonti è poi entrato nel dettaglio dei contenuti della 'famosa' lettera spedita all'Italia dalla Banca centrale europea, richiesti a gran voce da partiti e parti sociali. "Nella missiva ci sono anche suggerimenti che riguardano le pensioni di anzianità, le donne nel settore privato e - ha puntualizzato il 'Superministro' - si formula anche l'ipotesi di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Anche questo, però, non è detto che debba essere oggetto dell'attività del governo italiano". ("Il Paese rischia di fallire, ma tra veti e risse è sempre la solita Italia", leggi il commento di Fausto Carioti).

Sul mercato del lavoro - Per quel che rigaurda il mercato del lavoro, spunta l'ipotesi di "una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento - spiega il ministro dell'Economia - del sistema centrale rigido", ma anche con "il licenziamento compensato con meccanismi di assicurazione più felici". Poi Tremonti chiede che si eviti "l'abuso di contratti a tempo determinato". Quindi un accenno ai costi della politica: "Dobbiamo intervenire perché ci sono degli eccessi".

"Un incontro costruttivo" -
In serata il ministro Tremonti, all'uscita di Palazzo Giustiniani, commenta con toni distensivi l'audizione da lui tenuta in Parlamento: "Un incontro positivo e costruttivo pur nella dialettica di una sede parlamentare così vasta. Un contributo sicuramente importante in vista del difficile lavoro che ci aspetta per la discussione del prossimo provvedimento predisposto nell'interesse del Paese". Poi si dice soddisfatto del confronto con l'opposizione: "Sono sicuro che ci saranno altre occasioni di discussione con il contributo determinante dell'opposizione".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • saccard

    12 Agosto 2011 - 17:05

    Con i flussi di capitali dall'Italia alla Svizzera che aumentano, il PdL e Tremonti tassano i risparmi degli italiani. O meglio di quei poveracci che non si possono permettere il conto in Svizzera. Il PdL è assimilabile ai ladri del sindacato.

    Report

    Rispondi

  • honhil

    12 Agosto 2011 - 09:09

    Se si vuole davvero colpire l’evasione fiscale, si devono mettere da parte tutti i palliativi messi in atto finora e passare alle maniere forti. Peraltro, l’unica cosa da fare, se non si vuole che i cittadini che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo scendano in strada per prendere a randellate il famelico parassita chiamato Stato. E non si continui a dire che stanare i sanguisuga non è facile, perché così non è. Anzi, non solo è possibilissimo è anche molto semplice. Poiché mafia ed evasione fiscale sono i due cancri che corrodono l’economia, vanno combattuti allo stesso modo. Allora, agli evasori, che si sequestri tutta la parte dei loro patrimoni non riconducibili (o che non ne possono spiegare la provenienza) alla dichiarazione dei redditi negli ultimi venti anni. Potranno salvare i loro patrimoni pagando le tasse evase negli ultimi cinque anni. Basta una leggina di un solo capitolo. La Guardia di finanza e gli Uffici delle entrane, con i controlli incrociati, faranno il resto

    Report

    Rispondi

  • petergreci

    12 Agosto 2011 - 08:08

    caro Tremonti, il tuo bluff è finito, le chiacchiere le han portate via il vento, la BCE in fondo ti obbliga a fare quello che Visco ha detto anni fà. Con te l'Italia ha perso tempo...stendiamo un velo pietoso su Bossi e Berlusconi.

    Report

    Rispondi

  • carlozani

    12 Agosto 2011 - 08:08

    Quando c'era il governo Prodi ,Berlusconi e soci dicevano che le tasse erano troppo alte e che non si poteva continuare così e se al governo fossero andati loro le avrebbero ridotte.Balle!!! Invece di mantenere quanto promesso le stanno aumentando.Perchè invece di seguire Sarkozy nella campagna Libica dove vengono spesi migliaia di miliardi per la guerra non vengono usati per il bene del Paese? Carlo Zani

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog