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Da un salasso a una rapina: eccovi la nuova finanziaria

Brutta sorpresa: il 'contributo di solidarietà ci sarà per tre anni. Tagli ai costi politica e a poltrone. Nuova contrattazione aziendale

 Da un salasso a una rapina: eccovi la nuova finanziaria
Dopo l'approvazione nel Consiglio dei Ministri di venerdì sera e la prima conferenza stampa, i ministri Giulio Tremonti, Roberto Calderoli e Maurizio Sacconi hanno presentato nei dettagli la manovra, quella che Libero ha definito 'la stangata delle libertà'. E da stangata diventa rapina: l'odiato contributo di solidarietà - venerdì sera il premier Silvio Berlusconi aveva lasciato intendere che sarebbe durato per due anni - si protrarrà per un triennio, dal 2011 al 2013. In precedenza il presidente del Senato, Renato Schifani, aveva consultato i capigruppo di Palazzo Madama per stabilire il calendario per l'esame del decreto: secondo i primi accordi, il dl dovrebbe arrivare in commissione il 22 agosto. Tra il 5 e il 6 settembre è previsto l'inizio dell'esame in aula. Tremonti, nel corso della conferenza stampa-show, ha confermato che sul decreto non verrà posta la fiducia. L'iter alla Camera per la conversione del dl sarà rapido: secondo quanto si è appreso, appena la capigruppo del Senato calendarizzerà il decreto, sarà convocata una apposita capigruppo della Camera. Nella serata di sabato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il dl anti-crisi, ed è tornato a chiedre "un confronto aperto a tutti" per poi invocare che "le proposte siano improntate alla responsabilità".

Contributo di solidarietà - L'odiato contributo di solidarietà (leggi quanto paghi) sui redditi oltre i 90mila euro è stato confermato. Ma non solo: sarà applicato per il triennio 2011-2013. La precisazione è stata fatta da Tremonti che ha spiegato come "la misura è giustificata quando viene varata una manovra di così grandi dimensioni". Il contributo di solidarietà sarà deducibile e plafonato con una clausola di sbarramento. Salta invece una delle misure anticipate alla vigila, ovvero l'aumento della quota Irpef per gli autonomi, a partire dall'attuale 41% per i redditi superiori ai 55mila euro.

Rendite finanziarie - E' stato poi confermato l'aumento della tassa sulle rendite finanziarie dal 12 al 20% (titoli di Stato esclusi), mentre scende quella sui depositi bancari dal 27 al 20 per cento. E' stata confermata anche l'eliminazione del taglio in busta paga ai dipendenti pubblici.

Evasione fiscale
- E' stato confermato che dall'inasprimento della lotta all'evasione fiscale, con le misure della manovra, arriverà 1 miliardo di euro. Si abbassa la tracciabilità a 2.500 euro e vengono messe forti sanzioni per chi non lascia ricevuta o fattura. "C'è la sanzione accessoria - ha spiegato Tremonti - fino all'espulsione degli ordini professionali". Prevista anche una revisione degli studi di settore.

Tagli alla politica - Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ha illustrato tagli alla casta e alla politica, spiegando come "a livello dei parlamentari già c'è stato un intervento degli uffici di presidenza di Camera e Senato con la riduzione delle componenti accessorie. Noi siamo intervenuti rispetto all'indennità fissata dalla legge e abbiamo applicato ai parlamentari quanto previsto per i dipendenti del pubblico impiego raddoppiando l'entità dei tagli: 10% tra 90 e 150mila euro e 20% sopra i 150mila". Poi qualche cifra: "50mila poltrone politiche in meno, oltre a diverse migliaia di dipendenti. I rappresentati dei cittadini a livello locale - ha sottolineato - passano da 1 ogni 428 abitanti a 1 ogni 1.100 abitanti". Poi una nuova replica al governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, secondo il quale la manovra segna la morte precoce del federalismo. "Le regioni virtuose - ha risposto Calderoli - non verranno tagliate. La manovra le aiuta anticipando il federalismo fiscale al 2012". Tremonti è intervenuto per sottolineare che "sono soppressi tutti gli enti fino a 70 dipendenti".

Province, comuni, enti - Il ministro leghista ha spiegato che "per i comuni sotto i mille abitanti ci sarà l'obbligo di svolgere le loro funzioni sotto la forma dell'Unione dei municipi: ne verranno accorpati 1.979. A livello di singolo comune non ci sarà più consiglio o assessori - ha indicato -. Non ci sarà più un unico bilancio e anche la giunta sarà svolta sotto forma dell'Unione dei municipi". Per quel che riguarda l'abolizione delle Province, Calderoli ha spiegato che "non abbiamo numeri certi, ma per dare un'idea della dimensione del taglio siamo tra le 29 e le 35". La bozza del decreto prevede anche che l'altro requisito in base al quale una Provincia potrà essere tagliata è che non abbia una superficie inferiore a 3mila chilometri quadrati. Per quel che riguarda la popolazione farà fede il censimento che si terrà nell'autunno del 2011 (è però già iniziata la 'rivolta delle poltrone': leggi tutti gli escamotage dei signorotti di provincia per evitare il taglio). "Accanto alla soppressione delle Province - ha aggiunto Calderoli - c'è la corrispondente soppressione delle Prefetture e di tutti gli uffici corrispondenti del governo", mentre non verranno toccati gli uffici giudiziari, anche se "probabilmente una rivisitazione a livello più basso andrebbe fatta". Per il capitolo enti, "il Cnel passa da 121 membri a 70", mentre il Sistri (il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi che, dopo una serie di rinvii, sarebbe dovuto entrare in vigore a settembre), viene abrogato: "Una misura fortemente richiesta da tutte le categorie".

Le Province tagliate
- Sono 36. Diciotto attualmente amministrate dal Pd: Benevento, Carbonia-Iglesias, Gorizia, Grosseto, La Spezia, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Olgiastra, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Siena, Terni, Trieste, Vibo Valentia. Dodici sono quelle amministrate dal Pdl: Ascoli Piceno, Asti, Campobasso, Crotone, Enna, Imperia, Isernia, Olbia Tempio, Oristano, Savona, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli. Quattro le province leghiste: Belluno, Biella, Lodi, Sondrio (la provincia natale di Giulio Tremonti, ndr). Una provincia per Mpa e Sel, rispettivamente Caltanissetta e Fermo.

Tfr e pensioni - Sacconi ha poi confermato, nella pubblica amministrazione, il "prolungamento da 6 mesi a 24 mesi per la percezione del trattamento di fine rapporto nel caso di cessazione anticipata del rapporto di lavoro rispetto alla pensione di vecchiaia". Per quel che riguarda gli interventi sulle pensioni "verranno completate le riforme del governo. La principale misura - ha spiegato il ministro del lavoro - è l'anticipo del processo di equiparazione tra età uomini e donne dal 2020 al 2016". Cosa che completa "quel percorso di riforme cominciate dal governo in questa legislatura". "Tra 5 anni - prosegue - parte il graduale percorso di omologazione" e "il punto di incontro avviene a circa 67 anni". Sacconi ha poi voluto ricordare che ci si è trovati di fronte alla "brutta eredità del governo Prodi che aveva abbassato eta di pensione" con pesanti ricadute economiche.

Accordi aziendali - Nel suo intervento, il ministro del Lavoro Sacconi ha spiegato che "è prevista l'estensione erga omnes verso tutti i dipendenti degli accordi che sono coerenti con l'intesa interconfederale realizzati prima di questa intesa e validati dal consenso maggiorato dei lavoratori. Penso a Mirafiori e Pomigliano", ha puntualizzato. In sostanza, la contrattazione aziendale potrà stabilire e derogare quella nazionale su tutto ciò che definisce l'organizzazione della produzione e del lavoro fino ai licenziamenti senza giusta causa, tranne quelli discriminatori. "La norma che risponde alla sollecitazione della Bce - ha puntualizzato Sacconi - rafforza la contrattazione di prossimità, quella aziendale e quella territoriale. "L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - ha poi puntualizzato il ministro - non è stato modificato. Non l'abbiamo toccato. Abbiamo solo previsto la possibilità che con accordi aziendali si possano definire accordi in materia di licenziamenti senza giusta causa". La spiegazione non è piaciuta al segretario della Fiom, Maurizio Landini, che invoca lo "sciopero generale".

Rifiuti - Viene abolito il sistema di tracciabilità dei rifiuti, il cosiddetto Sistri. Il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti fu creato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

Privatizzazioni e liberalizzazioni -
Il governo accelera sulle privatizzazioni: "Stiamo studiando ipotesi di privatizzazione", ha precisato Tremonti senza fornire ulteriori dettagli. Il grosse delle privatizzazioni, comunque, riguarderà le municipalizzate e nella manovra anti-crisi vengono introdotti incentivi per gli enti locali che collocano sul mercato le società controllate. Per quel che riguarda le liberalizzazioni "in una settimana abbiamo impresso una forte accelerazione". Il ministro dell'Economia ha spiegato che il processo di riforme liberali riguarda lavoro, professioni e servizi pubblici locali. Sui servizi locali verranno introdotti "forti incentivi a mettere sul mercato le aziende municipalizzate".

Festività ridotte - Le festività infrasettimanali non concordate verranno spostate al lunedì. Per le feste patronali rilevanti e non accorpabili alla domenica, Tremonti ha spiegato che "si porrà il problema di un decreto ma in ogni caso riguarderà solo il territorio con un effetto minimo sul Pil. Per le festività laiche il governo è libero di disporre, ma per quelle religiose trova il limite nelle Intese". Eccezion fatta per San Pietro e Paolo per Roma, che già rientra nelle Intese come festa religiosa, per gli altri patroni rilevanti si farà un provvedimento ad hoc. Complessivamente la norma sull’accorpamento delle festività alla domenica "mi dicono che possa incidere per lo 0,1% del Pil ma penso che è difficile fare stime precise", ha spiegato il ministro dell'Economia.

Tirocini e reato di caporalato - Tra le misure, anche la limitazione dell'abuso dei tirocini e la definizione del reato di caporalato con relative sanzioni ("la norma contro il caporalato è stata mutuata da un testo dell'opposizione che è stato recepito").

Energia, Robin Hood Tax - L'esecutivo stima di incassare 2 miliardi dalla cosiddetta Robin Hood Tax sull'energia, ovvero l'addizionale Ires sull'intero settore energetico introdotta. Con queste risorse, ha aggiunto Tremonti, potrebbe essere possibile ridurre i tagli ai ministeri e agli enti locali "da 6 a 5 miliardi".

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Commenti all'articolo

  • vadodalaltraparte

    08 Settembre 2011 - 10:10

    Grazie, che ci permettete ancora, di mantenerVi, cari MILIARDARI a capo di noi povere pecorelle. Temevo gia', che Vi tagliassero i stipendi, che noi Vi paghiamo: per fortuna NO! Noi tutti sentiamo gia' le Vostre care mannine nelle nostre tasche ed adesso le facciamo ancora piu' profonde. Compreremo un po' meno, diminuendo tutte le spese un po'. Sono cosi' contento, che il nostro "capo" vive in vari bellissimi palazzi, mentre noi tra poco staremo in strada: ed e' qui, dove tutta la facendo comincera' a farsi interessante: ma TU, caro, hai gia' fatto tuo nido altrove, per quando avrai lasciato "QUESTO PAESE DI M."

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  • gine.detto.cologo

    25 Agosto 2011 - 14:02

    siamo alle solite.........ma carissimi politici ormai gli Italiani nn hanno + le fette di salame negli okki........tassatevi voi......non noi aziende,privati.......... di soldi ne avete avuti anke troppi......c'avete rotto o marroni

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  • Max_x

    24 Agosto 2011 - 14:02

    ... arrestiamo gli evasori ... giusto, a partire da chi come lui porta in giro 100.000 milioni di lire in scatole di scarpe, e poi dice che "restituiva il prestito ad un amico" ... perché fare un assegno x un'analfabeta come lui non é possibile ? X un ex PM ed ora ministro dovrebbero mettere x tale reato non l'arresto, ma la pena di morte ed il sequestro di tutti i beni di famiglia (che incassa 100 e non si sa come faccia spende x 10.000 !!!).

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  • semir

    20 Agosto 2011 - 12:12

    parlano tanto di controlli sull'evasione fiscale.....perche a Prato ,citta' toscana.i cinesi non pagano nessuna tassa ? ne TIA ne IRPEF e altre? inoltre guidano senza patente ,ne assicurazione e ne revisionare l'auto i controlli sono pochi,molto pochi e le sanzioni ..meglio non citarle Fattosta' che tutto cio' che non viene pagato ricade sulla testa dei residenti italiani nello scorso anno sono stati piu' di 6 milioni di euro queli spediti con i money transfer in Cina...e quelli tramite banca? meditate gente

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