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Signorotti E già inizia la rivolta delle poltrone: le Province cercano di non tagliarsi

I padroni dei feudi hanno già trovato i trucchi per evitare la cancellazione: accorpamenti, referendum, fusioni. In prima linea c'è mastella

Signorotti E già inizia la rivolta delle poltrone: le Province cercano di non tagliarsi
Le Province verranno tagliate. I requisiti sono due: saranno cancellate quelle con meno di 300mila abitanti o con una superficie inferiore ai 3mila chilometri quadrati. La casta si spaventa. Poi comincia a riflettere. Affila le armi e lancia la controffensiva: la 'rivolta delle poltrone' è già iniziata.

L'illuminazione di Mastella - Capofila è Clemente Mastella, terrorizzato dalla prospettiva di perdere la 'sua' provincia di Benevento. Ma Clemente è furbo. Ha già trovato l'escamotage: cambiare i confini. Mastella pensa già di riscrivere la geografia della Provincia: accorpare le confinanti Valle Caudina e Valle Alifana, et voilà, il gioco è fatto. Si supera la soglia dei 300mila abitanti e il feudo resiste.

Tutti i trucchi dei signorotti - Mastella però non è l'unico a ingegnarsi per evitare la soppressione del feudo (sono 36 quelli che rischiano). Così anche a Sondrio - Provincia di Giulio Tremonti - cominciano a usare l'intelletto. Massimo Sertori, il presidente, annuncia: "Faremo un referendum. Forse i miei cittadini vorranno accorparsi col Cantone dei Grigioni, la Svizzera". Oppure c'è Massa Carrara, che già pensa a inglobare Lucca (o La Spezia, anche se è in Liguria) e creare così la fantomatica Apuania. Stessa idea hanno già avuto Trieste e Gorizia: così si superà l'altra soglia, quella dei 300mila km quadrati. Poi c'è il caso, per esempio, di Belluno che minaccia il referendum per spostarsi dal Veneto al Trentino, tanto per dare fastidio.

"Magari qualche difficoltà" - Insomma, nemmeno è cominciata la discussione nelle Commissioni - né tantomeno in Aula - del pacchetto anti-crisi che prevede anche il taglio degli enti inutili, e già gli amministratori stanno spremendosi le meningi per cercare un trucco e conservare privilegi, stipendi, posizioni e, soprattutto, sprechi. Silvio Berlusconi, dopo l'incontro di sabato con Tremonti, se lo era lasciato scappare: "Abbiamo chiesto sacrifici alla politica. Questo è un tema su cui ci sarà magari qualche difficoltà". Il Cav tolga pure il 'magari': la 'rivolta delle poltrone è già iniziata.

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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    14 Agosto 2011 - 14:02

    Interpreto la eliminazione delle piccole provincie nel senso che verranno eliminati solo i 19 membri del consiglio, i politici. Gli uffici esistenti resteranno e saranno incorporati nella maxiprovincia che incorporerà quella eliminata. In parole povere per noi contribuenti cambierà nulla nei servizi. per gli addetti agli uffici idem, mentre i politici dovranno cercarsi un altro lavoro. Capisco che dire queste cose sia difficile ma perchè tacerle? Questo senza bisogno di cambiare la costituzione, cioè a babbo morto. Bersani il luc di Piacenza propone di eliminare tutte le provincie, cioè licenziare politici e dipendenti. Non mi senbra giusto e inoltre bisognerebbe modificare la costituzione, cioè se tutto va bene fra dieci anni. Viva l'onestà intellettuale di Bersani che propone anche di ritassare i capitali rimpatriati col condono. Dubbi di costituzionalita a parte sarebbe un comportamento incivile. Nel frattempo a furia di gridare al lupo i capitali sono già scappati, Asvedommia

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  • liberal1

    14 Agosto 2011 - 12:12

    Se questa gente è attaccata alle poltrone perché si mangia bene per loro e non per i cittadini c è solo una soluzione tanti morti e tanta distruzione per rimodulare l'Italia e solo una guerra può rimettere le cose a posto. Se questa gente che amministra non lo capisce che fare un passo indietro significa mantenere la pace la democrazia e la Libertà. THE OPUS OPUS OPUS

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  • mariogi

    14 Agosto 2011 - 12:12

    ...E' chiaro che è difficile far digerire ai nostri politici il boccone amaro di questa finanziaria, ma se non adesso quando tagliare le spese pazze d'italia? Ottimo per me taglio agli stipendi dei ricchi, mi dispiace che sia solo per 3 anni. l'abolizione delle province inutili e l'accorpamento dei piccoli comuni è ok, bisogna però vigilare sui trucchi dei miserabili politici italiani "vedi Mastella", è ovvio, bisogna dare la possibilità che i comuni disciolti possano scegliere il comune con cui accorparsi a seconda delle loro esigenze di vicinanza territoriale e culturale, anche se questo comporta il cambio di provincia.

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  • ghorio

    14 Agosto 2011 - 11:11

    Non ci sono nè ma nè se: le province vanno abolite tutte, perchè sono enti inutili e costosi. I lamenti dei "signorotti"interessati non dovrebbero essere ospitati nei media in genere. Le province dovevano essere abolite nel 1970 alla nascita dei nuovi carrozzoni, le regioni. Un governo liberale dovrebbe essere coerente. Giovanni Attinà

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