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Serve un partito anti-tasse

Siete d'accordo? Scrivete a lettere@libero-news.eu. Lunedì Libero in edicola

Serve un partito anti-tasse
Lunedì 14 agosto Libero sarà in edicola con un'edizione straordinaria per approfondire gli aspetti della manovra varata dal governo e per analizzare il difficile momento politico. Segue l'editoriale di Maurizio Belpietro, che invoca la creazione di un partito anti-tasse. Siete d'accordo? Commentate l'articolo o scriveteci a lettere@libero-news.eu per farci sapere la vostra opinione.

La rabbia dei contribuenti ha intasato ieri la casella di posta elettronica di Libero. Molti si dichiarano elettori del centrodestra. Dirigenti, lavoratori autonomi, imprenditori. Gente che paga le tasse e che dichiara fino all’ultimo euro e che ora, proprio per questo, sarà costretta a subire un super tributo, versando anche per chi le imposte non le ha mai pagate e continuerà a non pagarle. Si tratta di persone che alle elezioni hanno votato per Silvio Berlusconi, convinte che il Cavaliere avrebbe capito i loro problemi e le avrebbe aiutate a risolverli. Altri hanno invece messo la croce sul simbolo della Lega, affidando a Bossi il compito di tenere a bada la voracità dello Stato. In questi anni, tutti, nonostante le aspettative, avevano perdonato alla maggioranza di centrodestra i ritardi nell’applicazione del programma. In particolare la promessa di tagliare le tasse, consci che la situazione economica si era complicata e rispettare gli impegni non sarebbe stato facile.


Nessuno però avrebbe mai neanche lontanamente immaginato che Berlusconi e Bossi potessero dire di sì a una manovra che scarica sulle spalle del ceto medio i costi di errori decennali della classe politica. Nessuno infatti poteva credere a un voltafaccia che obbligasse chi guadagna più di 90 mila euro a versare il 5 o il 10 per cento in più. Il tradimento è ancor più bruciante - e lo si coglie dal tenore delle lettere - in quanto compiuto da chi aveva promesso agli elettori di essere padroni in casa propria e di poter finalmente ottenere il federalismo fiscale, ossia la possibilità che le tasse non finissero nel grande calderone romano, ma restassero a disposizione del territorio che le produce, in modo tale da migliorare i servizi e il sistema di assistenza.

Così non sarà. Il salasso di cui il ceto medio sarà oggetto e che porterà a un prelievo fiscale mai visto prima, servirà ancora una volta a tappare le falle di una spesa pubblica che è da tempo fuori controllo e che questo governo non ha avuto il coraggio di riportare entro i limiti. Il tono delle lettere fa pensare che Berlusconi e Bossi stavolta non abbiano ben valutato le loro mosse. Bastonando il ceto medio essi bastonano gran parte dei propri elettori e sarà difficile che questi tornino a sceglierli come rappresentanti quando se ne presenterà l’occasione. Tra chi ci scrive, molti chiedono di dar vita a un nuovo soggetto politico che interpreti la rabbia dei tartassati, convinti che ormai né il Popolo della Libertà né la Lega siano in grado di rappresentare le loro istanze. Qualcuno addirittura ci invita a prenderne la guida, dando voce a persone che, pur essendo la forza di questo Paese, voce non hanno, al punto da non essere neppure convocate al tavolo in cui si annunciano le decisioni.

Molto probabilmente hanno ragione. Pdl e Lega hanno fallito. Si sono piegati alla demagogia della sinistra, alle ricette di Bersani e compagni, i quali hanno in odio il ceto medio e da sempre sono per l’appiattimento salariale. Invece di tutelare la parte produttiva dell’Italia hanno scelto di schierarsi con quella spendacciona e improduttiva. Un nuovo soggetto politico che avesse come programma la riduzione della spesa e delle tasse, dunque, oggi più che mai sarebbe attuale e se nascesse siamo convinti che incontrerebbe il favore di molti elettori. Non vorremmo deludere i lettori, ma non saremo noi a prenderne la guida. A ciascuno il proprio mestiere e a noi, che a malapena riusciamo a fare gli scribacchini, quello dell’imbonitore di partito verrebbe male. Gli infingimenti e gli intrighi di palazzo non fanno per noi.

Una cosa però possiamo promettere ai lettori. Se qualcuno darà vita a un movimento che propugna il rigore, il rispetto dei redditi prodotti dalle persone e la libera impresa; un movimento che è contro le supertasse; vuole che di imposte se ne paghino meno ma a versarle siano tutti; un partito che si oppone alla spesa pubblica improduttiva, al clientelismo e agli sprechi che minacciano di mandare in bancarotta questo Paese. Se qualcuno avrà il coraggio e la forza di dar vita a tutto questo, bene: noi gli daremo voce. L’unica cosa che in coscienza ci sentiamo e sappiamo di poter offrire. Senza compromessi.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • a.trunfio

    29 Agosto 2011 - 09:09

    Non serve nessun partito. Non serve nessuno stato. Lo stato e i partiti sono il cancro della libertà vera. Quella che ci hanno rapinato, con il voto e l'idea che lo stato, come un ente soprannaturale o divino, provveda per tutti con miracoli e profezie. Nessun partito può combattere le tasse, perchè nessun partito esiste senza tasse. I partiti esistono perchè trovano il consenso, e per trovare il consenso occorre promettere diritti e vantaggi a costo zero. Per fare questo servono le tasse. Serve solo che la gente si organizzi liberamente, senza votare +. Nessuna paura amici, non arriva l'uomo nero e non ci sarà l'anarchia, e non potranno nulla i fantomativi speculatori finanziari, che vengono additati dai politici come i provocatori delle crisi economiche. Arriverà senza votare + per nessuno, solo uno stato fragile e vacillante, incapace di imporre tasse e vincoli alla libertà di ciascuno di noi. AMEN.

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  • seve

    18 Agosto 2011 - 14:02

    Partito per la rifondazione nazionale. Tutti a casa , nuova frontiera , riforma strutturale dello Stato , vecchie cariatidi in soffitta. Ma sarebbe un miracolo nun può succedere . Forse dopo il fallimento , si . Se non così sarà sempre punto e a capo, senza capo nè coda.Non ho più fiducia .Il povero berlusca non si sente più , sanguina . Doveva pensarci prima , ma è vero non ha capito niente.

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  • PICOS

    17 Agosto 2011 - 02:02

    dicevo accompagnati da 4/5 bollettini pèostali che il dipendente dovra' poi pagare entro il 16 del mese dopo --------------paga lorda 3.000 ----netto busta 1300 max 1400 a seconda dei mesi -----------tempo max 2 mesi in modo che anche i lavoratori dipendenti si rendano conto chi sono i parassiti e ci troviamo 2/3 milioni di persone con i forconi a palazzo chigi ..........ora svegliatomi da questo dolce sogno invito tutti a capire che il problema e' lo stato ............costa troppo . da servizi inutili e scadenti , e' elefantiaco , corrotto , e ha una burocrazia autoreferenziale che parla a altri bburocrati ma non si fa capire dai cittadini - proposta semplice per lo sviluppo: mettere in costituzione oltre al pareggio di bilancio dello stato ( cosa ovvia tra l'altro ) una clausola di salvaguardia del cittadino contribuente che in nessun caso potra mai dico mai versare allo stato italiano piu' del 40% di quello che produce ----------------- ad mayora

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  • PICOS

    17 Agosto 2011 - 02:02

    uno stato pieno di burocrati incapaci e boriosi ma molto capaci a rompere la ball..........a chi vuole fare .........si parla di fare l'impresa in un giorno ........ma non sanno o lo sanno e sanno anche di mentire spudoratamente che il problema non e' aprire un'impresa in un giorno ma tenerla aperta e dare lavoro senza essere asfissiati dalla burocrazia e da tutti i balzelli che sembra di essere tornati al medioevo.............il problema e' il costo del lavoro in italia e si badi bene intendo costo del lavoro .............no stipendio netto per il lavoratore ....che sta sempre incazz..............perche giustamente quelli che prende non gli bastano a arrivare a fine mese , che bello sarebbe fare la riforma del sostituto di imposta ............da domani il sostituto di imposta e' abolito , ognuno si paga i propri tributi e contributi sociali da solo --------l'impresa paga al proprio dipendente lo stipendio lordo e accompagna la busta paga con 4/5 bollettini postali

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