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Il Senatùr spara su Brunetta: "Nano, non rompere i c..."

Il Carroccio sul pacchetto anti-crisi. Maroni difende i Comuni. Bossi: "Abbiamo salvato le pensioni". Poi la bordata contro ministro

Il Senatùr spara su Brunetta: "Nano, non rompere i c..."
La Lega Nord ha parlato della manovra, e lo ha fatto con due dei suoi uomini più significativi: Umberto Bossi e Roberto Maroni. La richiesta del ministro dell'Interno è chiara: "Non tagliare i Comuni". Dopo le aperture di Berlusconi ad eventuali modifiche al provvedimento anti-crisi, Maroni ha sottolineato: "La manovra del Governo non è blindata. Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali. Mi auguro che i tagli ai comuni - ha proseguito - si possano azzerare introducendo altre misure". Poi sulla sicurezza: "Il taglio delle province, previsto nella manovra del Governo porta con sè una diminuzione delle prefetture ma non una diminuzione della presenza delle forze dell'ordine sul territorio".

Problemi morali - Il leader leghista, Umberto Bossi, ha invece svelato i suoi problemi di coscienza nella preparazione della manovra: "Salvi i poveracci che non riescono a mangiare o i Comuni che se la cavano?", si chiedeva. Durante il comizio di Ferragosto a Ponte di Legno il Senatùr ha ribadito che "il governo deve salvare gli enti locali, ma non a costo di affamare i poveracci, perché l'economia si sviluppa dal basso. Non avevo alternativa e mi sento la coscienza a posto - ha assiucrato -, agli enti locali ci penseremo dopo".

Bossi: "Nano non rompere i c..." - Bossi ha poi voluto rivendicare i meriti della Lega Nord, in primis "quello di aver salvato le pensioni". Un tema sul quale, ha spiegato il ministro delle Riforme, "abbiamo litigato tutto il giorno e per poco non passiamo alle vie di fatto", ovvero alle botte. Il riferimento, in particolare, era a una telefonata arrivata in CdM a Renato Brunetta da parte di Bankitalia. Bossi ci è andato giù duro: "A Brunetta ho detto: Nano di Venezia, non rompere i coglioni...".

Il ruolo della Bce - Quindi il leader del Carroccio è tornato a parlare anche del ruolo che ha avuto la Banca centrale europea in queste ultime, convulse, settimane. "La crisi che ha colpito il Paese è stato un segnale inequivocabile: è arrivata la fine dell’Italia, questa è la verità. "e Tremonti non vende i titoli di Stato non riesce a pagare pensioni e sanità. Siamo al dunque, bisognava fare un pò di tagli altrimenti l’Europa stavolta ci uccideva", ha inquadrato la situazione Bossi. "Nessuno - ha continuato - voleva fare i tagli, e per noi è stato meglio scegliere a favore dei poveri, che possono andare avanti nella battaglia per l’obiettivo finale: la Padania libera. Noi non ce la facciamo più".

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Commenti all'articolo

  • jarlaxle

    17 Agosto 2011 - 11:11

    e adesso invece tutti incollati alla poltrona!

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  • frank-rm

    17 Agosto 2011 - 10:10

    Mi ripugna scriverne il cognome, pur non essendo un estimatore di Brunetta. Ci ha regalato il Trota e tante parole e gesti volgari e inconsulti!!!! Poi ci scandalizziamo quanto i fatti di cronaca ci raccontano di morti ammazzati con bottiglie rotte, morti per insulti ecc. Questi dovrebbero dare l'esempio, invece sono esempi negativi che hanno contaminato la società civile!!!!!!!!!!! CHE PIANTO

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  • capitanuncino

    17 Agosto 2011 - 05:05

    Ricorrere a certe terminologie risalenti ai fasti di un tempo....Non c'è piu tempo.Adesso è troppo tardi.La gente ha chiesto cose ben precise:allontanamento degli immigrati,sicurezza,lavoro...a cui DOVEVANO seguire i fatti.Purtroppo di parole la Lega ne ha fatte tante,di fatti...meno che zero.La prossima volta perderà gran parte del suo bacino elettorale.Dovevano pensarci prima...Invece di stare a parlare di Ruby rubasoldi,della casa di Finavil a Montecarlo per mesi e mesi,dovevano avere il coraggio di indire NUOVE elezioni per attuare cio' che avevano detto in campagna elettorale.Caro Bossi non serve piu' ritornare alla canotta...la gente adesso si ribella.

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  • Penna Rossa

    16 Agosto 2011 - 20:08

    Che coraggio Brunetta: prima Tremonti gli da del cretino, ora Bossi lo insulta per l'altezza non eccelsa. E lui, indomito, rimane saldo sulla sua poltrona. Un vero eroe. Oppure non riesce a scendere?

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