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Truffaldini La beffa della casta. I tagli? Finti Guadagni previsti dalla relazione pari a zero

La relazione tecnica non ipotizza nemmeno 1 euro di entrate dalla soppressione Comuni e Province: non ci credono neanche loro

Truffaldini La beffa della casta. I tagli? Finti Guadagni previsti dalla relazione pari a zero
Nuove tasse chieste a persone fisiche e giuridiche in Italia: 12,8 miliardi. Tagli previsti ai costi della politica: zero. È  una vera sorpresa quella che viene dalla relazione tecnica (leggi le indiscrezioni filtrate martedì) al decretone di agosto per mettere in sicurezza i conti pubblici italiani. Perché quando c’è da mettere mano al portafoglio e da mettere nero su bianco le cifre di nuove entrate o di minori spese, gli unici che valgono davvero sono in cittadini.

Per mettere le mani nelle loro tasche si è perfino violentato quello Statuto del contribuente che sembrava la Bibbia del centro destra: non si possono cambiare le regole del fisco quando la partita  è ancora in gioco, questa volta lo si è fatto addirittura tornando indietro al primo minuto. Il contributo di solidarietà sui redditi complessivi (stipendio e rendite varie) sopra i 90 mila (5%) e sopra i 150 mila (10%) euro scatta ora retroattivo al 1 gennaio 2011. E in tre anni  porterà nelle casse dello Stato 3,8 miliardi di euro. Scatta invece dal primo gennaio prossimo la nuova tassazione sulle rendite finanziarie: l’aliquota sui capital gain passa dal 12,5 al 20% e dovrebbe essere compensata dalla discesa della tassa sui conti correnti dal 27 al 20%. Solo che con la prima misura i risparmiatori pagheranno 2,1 miliardi   in più all’anno. E con la seconda risparmieranno 277 milioni. Una par condicio così è quella che sogna Silvio Berlusconi quando va in tv. Risultato finale:  nel triennio lo Stato incasserà 4,8 miliardi   in più. E sono tasse anche queste. Come tassa è quella conosciuta come Robin tax, di cui è stato allargato il perimetro e innalzata l’aliquota di 4 punti. La pagano le imprese, ma sempre tassa è: 3,6 miliardi   in più nel triennio. E ancora tasse sulle pmi  vengono dalla rivisitazione degli studi di settore: 0,6 miliardi in più entro il 2014.

Quando si tratta della casta anche i ragionieri del ministero dell’Economia si fanno assai prudenti. Non è stato messo in bilancio nemmeno un euro di risparmio. Per alcune norme (il contributo di solidarietà dei parlamentari) perché se davvero verranno applicate, saranno i bilanci di Camera e Senato a beneficiarne e non lo Stato. Per quel che riguarda la riduzione del numero di consiglieri e assessori regionali si scrive che certo ci «saranno effetti migliorativi sui saldi di finanza pubblica. I conseguenti risparmi di spesa potranno essere verificati a consuntivo e pertanto non vengono prudenzialmente quantificati». Quando si comincia ad usare tale prudenza, si sente  puzza di bruciato: il Tesoro ha messo nelle vecchie finanziarie decine di norme inattuate per ridurre i costi della politica.

Eccoci alla riduzione delle province e al dimezzamento di consiglieri e assessori. La soppressione,  scrive il Tesoro,  «determina un effetto finanziario positivo sui saldi di finanza pubblica, che, allo stato attuale, non si è in grado di quantificare». La riduzione di consiglieri e assessori? «Non si ascrivono effetti finanziari positivi sui saldi di finanza pubblica, in quanto la conseguente minore spesa per le province interessate, tenuto conto dei vincoli posti dalle regole in materia di patto di stabilità interno, determina un verosimile corrispondente incremento delle restanti spese». Vale a dire: se tagliano, poi si giocano i risparmi spendendo in altro. Magnifica prospettiva, potrebbe essere data anche a noi contribuenti comuni. Stessa musica per il taglio dei comuni più piccoli: «Determina un effetto finanziario positivo sui saldi di finanza pubblica, che, allo stato attuale, non si è in grado di quantificare». Nessun risparmio indicato nemmeno per la norma che impedisce agli onorevoli di volare in business class. E si capisce: possono volare solo Alitalia, e il 95% dei loro voli è su tratte nazionali, dove non esiste la business: una beffa. Meno beffa è il fisco futuro: il decreto modifica l’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione, e assicura che ci saranno nuove entrate. Come alza i tetti delle addizionali Irpef comunali e regionali, e arriveranno altre tasse non quantificate perché non le metterà il governo centrale.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • ottina

    17 Agosto 2011 - 22:10

    A quando la discesa a Roma con i forconi? Alle prossime elezioni ne vedremo delle belle, io invito tutti a recarsi al seggio e fare verbalizzare una frase del tipo: mi rifiuto di votare per una classe politica che non mi rappresenta!

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  • saccard

    17 Agosto 2011 - 21:09

    Con la tassazione delle rendite finanziarie si sputa su quanto è stato promesso agli elettori di centro destra in campagna elettorale. Si votava PdL per un unico motivo: si diceva che la sinistra avrebbe alzato le tasse. Adesso che il PdL si è dimostrato uguale al PD di Visco voglio proprio vedere quanto voti questo branco di socialisti malnati riuscirà a raccogliere. Piuttosto che votare PdL voto anche Rifondazione.

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  • raucher

    17 Agosto 2011 - 20:08

    sante parole le sue.E c'è ancora, tra i commentatori, che dice che è da ignoranti tirare in ballo le storie nord- sud, come se fosse una cosina da nulla, e non , a tutti gli effetti, aver mantenuto gran parte del paese per 60 anni.Fanno bene quelli che riparano all'estero, potessi lo farei anch'io, pur con grande dolore. Un mio amico ha ottenuto la cittadinanza austriaca, lo invidio. Buona sera a Lei.

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  • spalella

    17 Agosto 2011 - 20:08

    Ed i 54.000 maiali che grufolano negli enti soppressi sono scomparsi anche loro ? 54.000 sulle centinaia di migliaia della MANDRIA TOTALE sono pochi, ma era almeno un inzio..... dovremo incazzarci e di brutto e ben presto, ho paura, anche per far pagare finalmente le tasse al maledetto vaticano....

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