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Manovra al Senato (deserto) Spunta l'idea: uno scudo-bis

A Palazzo Madama in 11. Possibili modifiche: condono con penale superiore al 5%; Tfr in busta paga; quoziente familiare

Manovra al Senato (deserto) Spunta l'idea: uno scudo-bis
La manovra è approdata in Senato. O meglio, nel deserto: a Palazzo Madama erano presenti soltanto in undici onorevoli (nella foto). Lunedì prossimo inizierà l'esame del testo. Il Pdl, nel frattempo, ha aperto ad alcune modifiche. Tra le ipotesi caldeggiate quella della tassa sui capitali scudati, l'innalzamento dell'Iva e l'introduzione del quoziente familiare nel calcolo del contributo di solidarietà, misura auspicata da Pier Ferdinando Casini. Ma le vere novità sarebbero due. Una riguarderebbe i Tfr, che verrebbero inseriti mese per mese in busta paga per una quota pari all'accantonamento mensile per la liquidazione. La secondo, invece, riguarda sempre lo scudon fiscale per far rientrare i capitali rimasti all'estero. Sarebbe infatti allo studio una versione-bis del provvedimento varato nel 2009, che dovrebbe prevedere una penale superiore a quella del 5% inserita nel condono precedente. La notizia è stata fatta trapelare da fonti vicine alla maggioranza: l'idea sarebbe quella di sfruttare la tobin tax europea caldeggiata dalla Merkel e da Sakrozy e spinta dalla Commissione Ue. La tassa sulle transazioni finanizarei, infatti, renderebbe più difficile l'anonimato degli evasori e spingerebbe il flusso di capitali all'estero verso l'Italia. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, suggerisce di vendere la Rai: "Frutterebbe allo Stato tra i 4 e i 5 miliardi".

L'iter del decreto - Il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, in un'aula sostanzialmente deserta - un bruttissimo spettacolo - ha assegnato il decreto di stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo varato dal CdM il 13 agosto alla commissione Affari costituzionali per quel che concerne i presupposti di costituzionalità. Il testo è stato affidato alla Commissione Bilancio in sede referente. La Commissione Affari costituzionali si riunirà giovedì per incardinare il provvedimento, e successivamente la Bilancio avvierà l'esame di merito. Inoltre, sempre la Bilancio, nei prossimi giorni riceverà i pareri delle commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Finanze, Istruzione pubblica, Lavori pubblici, Industria, Lavoro, Ambiente e Politiche comunitarie, e anche quella della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Alfano rientra a Roma - La manovra, come accennato, è un cantiere aperto. Silvio Berlusconi dalla Sardegna ha ribadito: "Fermo restando che i saldi resteranno invariati, nulla osta che se arriveranno idee migliorative, noi ne terremo conto". E subito dopo ha incaricato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che era suo ospite, di rientrare a Roma per placare gli scontenti del Pdl, annodare i fili con i leader dell’opposizione e raccogliere le loro proposte. Anche Schifani sarà della partita: sotto la sua regia, le modifiche al decreto varato settimana scorsa saranno introdotte nel corso della discussione al Senato, così da presentare alla Camera un testo blindato e definitivo, possibilmente in accordo con l’opposizione. Il premier ha preso in mano la situazione.

Tfr in busta paga - L'altra novità significativa su cui si discute riguarda i Trattamenti di fine rapporto. "Tremonti ha trovato un'idea sul Tfr per il raddoppio dello stipendio dei lavoratori", aveva annunciato Umberto Bossi all'indomani dell'approvazione della manovra. Quindi Calderoli aveva evocato un "intervento per mettere liquidità nel sistema". L'intervento a cui sta lavorando il Tesoro sarebbe un incremento mese per mese in busta paga pari all'accantonamento mesile per la liquidazione, una fetta pari a circa il 7% dello stipendio lordo. In sostanza, sarebbe come avere uno stipendio in più ogni anno, una sorta di quattoridcesima (per chi non ce l'ha) o una 'quindicesima'. La ratio del provvedimento? Portare più liquidità alle famiglie per provare a stimolare consumi e crescita. Il Tfr - un unicum nel trattamento previdenziale del mondo occidentale - perderebbe così la sua funzione diventando una voce del salario.

Tassa sui beni scudati - Berlusconi ascolta anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che insiste sull'idea di tassare i capitali scudati. L'idea, in verità, era stata avanzata anche da Maurizio Lupi. L'imposta si abbatterebbe su circa 60 miliardi di euro fatti rientrare in Italia con una legge approvata dal governo nel 2009. La discussione rimane aspra, in particolare sullo scarto tra l'imposta dell'1-2% dell'aliquota a cui pensa il Cavaliere, un prelievo molto più basso rispetto a quello del 15% invocato dal Partito Democratico.

Quoziente familiare - Il presidente del Consiglio ha preso nota anche dei suggerimenti di Pier Ferdinando Casini, che in un'intervista rilasciata mercoledì ribadiva: "Noi non vogliamo dare una mano a Berlusconi, ma lavorare per il bene dell’Italia". Le crtiche del leader dell'Udc vertevano in particolar modo sulla supertassa, il contributo di solidarietà: "Una stangata iniqua per il ceto medio", la spina dorsale dell'elettorato di centrodestra, "che risparmia gli evasori fiscali incalliti". Così, se come ha ribadito Berlusconi "il superprelievo non può essere toccato perché è un fattore di equità sociale", almeno potrebbe essere mitigato tramite l'introduzione del quoziente familiare, fattispecie che renderebbe la misura più digeribile anche per i centristi guidati da Casini.

Formigoni: "Vendere la Rai" -
Anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni - più volte critico nei confronti del pacchetto anti-crisi - è intervenuto parlando con il Corriere della Sera: "Non c'è tempo da eprdere, la casa brucia". La ricetta proposta dal Governatore? Vendere la Rai, Poste italiane e altri asset pubblici. "La Rai pubblica non ha più senso. Messa sul mercato è un'azienda che troverebbe acquirenti al volo - faccio un nome a caso, Murdoch - e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro". La vendita, secondo Formigoni, permetterebbe di eliminare il canone e le polemiche su Santoro e Floris. Infine il governatore ha rilevato di aver parlato con Berlusconi ed Alfano, chiedendo emendamenti e "una riunione del Pdl per ragionare insieme su come cambiare i contenuti".

Crosetto: "Aumentare l'Iva di 1 punto" - Uno dei punti più dibattuti negli ultimi giorni è l'aumento di un punto percentuale dell'Iva (leggi l'analisi di Franco Bechis sui possibili effetti della misura). Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, in un'intervista al Sole 24 Ore ha affermato che "aprirei una riflessione" al riguardo, aumentando "compatibilmente con la quinta direttica Cee di un punto le aliquote del 10 e del 20£ e lasciando invece ferma quella del 4% che ha un forte impatto sociale. Ma - ha aggiunto Crosetto - serve anche una reale modifica dello Stato". Per Corsetto, inoltre, "il contributo di solidarietà non serve a nulla perché colpisce la parte più ricca del Paese che è anche quella capace di mettere in moto o deprimere l'economia". Infine il sottosegretario, ricordando che "tutti sappaiamo che la manovra è necessaria", si chiede se "non è preferibile l'innalzamento dell'età pensionabile?". Secondo Crosetto andrebbero eliminati "scalini e scaloni" introducendo "un blocco delle pensioni di anzianità per far alzare l'età media da 58 a 63-65 anni. E questo da solo varrebbe svariati miliardi di euro".

"Nel merito non si torna indietro" - Il Pdl cerca il confronto: "Come responsabili della principale forza politica della maggioranza siamo aperti al dibattito ed a ipotesi migliorative che dovessero emergere in Parlamento, da qualunque parte esse provengano", hanno spiegato in una nota conginuta Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello e Massimo Corsaro. I quattro, però, ribadiscono che "nel merito non si può tornare indietro": restano intoccabili i capitoli che riguardano privatizzazioni, costi delle politica, flessibilità, licenziamenti e contratti di lavoro. Cicchitto poi, a titolo personale, ha risposto alle critiche mosse martedì da Antonio Martino e ribadite il giorno successivo in un'intervista concessa a Il Messaggero: "Nella sua polemica rimuove il fatto che di fronte a questa gravissima crisi finanziarie internazionale tutti gli schemi tradizionali sono saltati. Riproporli oggi è solo un tentativo antistorico di recuperare antiche dimensioni ideologiche". 

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Commenti all'articolo

  • minosser

    21 Dicembre 2011 - 11:11

    Non si era mai visto che un governo senza il voto popolare , vuole depredare gli italiani in mille modi vedi; le pensioni allungate di minimo 6 anni col vitalizio diminuito del 20% ,la prima casa tassata col 30% in più dell'ICI , aumento dell'IVA , aumento della benzina e gasolio , aumento certo dell'INFLAZIONE con diminuizione del potere d' acquisto . Si poteva tagliare la spesa pubblica in mille modi recuperando almeno 40 mliardi di euro !!!!! ma questo governo vuole proteggere i politici , le caste i magistrati e i professori universitari anche le banche e le assicurazioni ?? Sempre lo stesso pensiero ,copiamo dalla Spagna andiamo a elezioni anticipate e le schifezze forse non le vedremo più . minosser

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  • raucher

    18 Agosto 2011 - 17:05

    Ha perfettamente ragione , ma ha dimenticato la superpagata Ventura con quelle trasmissioni di m... che fa. Poi osa pure lamentarsi, manco avesse fatto cose di gran qualità invece che porcate ( costosissime) , rifugium peccatorum di prezzemoline in disuso , di famigliari vari , di "opinionisti " ridicoli. Buonasera a Lei.

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  • angelo.ally

    18 Agosto 2011 - 13:01

    Scudo BIS ? Come mai ? Alcuni componenti di questa maggioranza si sono accorti che non avevano altri soldi nei paradisi fiscali e che non avevano condonato l'altra volta o devono condonare la nuova evasione fatta negli ultimi 2 anni ?

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  • highlander5649

    18 Agosto 2011 - 12:12

    le proposte di correzione ed aggiustamento della manovra sono ormai come schegge impazte tutti i giorni saltano fuori proposte alcune valide altre demenziali, certo che se il governo avesse fatto rientrare i capitali dall'estero ad n una aliquota più alta del 5% .. come se il soittoscritto dichiarasse un reddito di 20.000 euro anziche di 50.000 una volta accertata l'evasione pago il 5% di sanzione questo è un invito a nozze per evasori di professione e non solo.. anche un contribuente onesto si sentirebbe autorizzato a sottrarre materia imponibile.. questa manovra ha una solo nome per il cdx .autocastrazione! le vostre palle non ve le compra più nessuno..

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