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Senza Bossi la Lega va fuori strada, ma serve un ritorno alle origini

Il Senatùr è ancora capace di consigliare Berlusconi e di attaccare la Bce. La base non vuole la sostituzione: è ancora lui il leader

Senza Bossi la Lega va fuori strada, ma serve un ritorno alle origini
Sulle pagine di Libero il dibattito su Umberto Bossi. Secondo Maria Giovanna Maglie sarebbe lui il vero problema della Lega Nord: "Dà una linea confusa, provoca e si smentisce, si comporta da piccolo democristiano e delude il suo elettorato. Deve farsi da parte". Risponde Giuliano Zulin: "Sarà anche acciaccato, ma è ancora capace di consigliare Berlusconi e di attaccare la Bce. La base non vuole la sua sostituzione, ma un ritorno alle idee delle origini". Segue l'articolo di Maria Giovanna Maglie.

Umberto Bossi è in difficoltà. Forse sta vivendo il suo peggior momento alla guida della Lega ma senza la sua presenza si sbriciolerebbe il Carroccio e sparirebbe il governo, centrodestra compreso.  Il Senatur ha due problemi grossi: la malattia e il partito. Il colpo al cuore di qualche anno fa l’ha lentamente indebolito, complice l’età. Chi lo segue sa che ha poche ore di autonomia al giorno. Chi lo ama è comunque sempre attento alle sue parole, anche se   sembrano contraddittorie. In fondo la sua linea è cambiata dieci, cento, mille volte in vent’anni. Da anti-berlusconiano ad amico del Cavaliere, da secessionista a centralista, da mangiapreti ad amico dei «vescovoni» vaticani. Insomma, le piroette fanno parte del personaggio Bossi. Le tasse? Sì, nel 1993 proponeva lo sciopero fiscale, ma quando ha preso posto al governo è sempre stato più attento alla pace sociale che alle rivoluzioni. Non c’è da meravigliarsi ora. È bollito? Beh, la crisi economica e finanziaria ha mandato ko tutti. Da destra a sinistra. Per cui è facile prendersela con Bossi, solo perché ha insultato Renato Brunetta o perché continua a fare il dito medio. La verità è che un periodo nero come questo non si vedeva dal dopoguerra, solo che all’epoca c’erano montagne di soldi americani per la ricostruzione. Ora non si sa più dove pescare un euro per mandare avanti la baracca. Anche gli Stati Uniti sono al verde.

Eppure parecchi chiedono un passo indietro del ministro delle Riforme. «Calma» direbbe il Senatur. «Pian, pian». Lo stesso Bossi, da Ponte di Legno, ha detto che non è il momento di far cadere il governo e di andare alle elezioni. Qualcuno ha dubitato che fosse una scusa per garantirsi la poltrona per qualche altro mese, ma la realtà - questa volta - è meno manovrabile del previsto. Forse stavolta non ha secondi fini.

Avete presente la Bce? Manda lettere per dire come e quanto tagliare, quali riforme intraprendere e che settori sacrificare. Ebbene, l’Umberto non è rimasto in silenzio aspettando il commissariamento: si è messo lì a battagliare, in consiglio dei ministri,  per convincere Berlusconi a non entrare con la mannaia sulle pensioni, in particolare per difendere i diritti per l’anzianità, a cui tengono soprattutto in Padania. Ha mandato giù il boccone amaro della supertassa, che colpirà soprattutto il Nord, ma in fondo chi dichiara oltre 90mila euro all’anno non vota Lega. Certo, ha sopportato l’ennesimo taglio ai trasferimenti per gli enti locali, ai suoi cari Comuni, arrivando a bollare come «terroni» gli amministratori padani che hanno chiesto un cambio di marcia a Tremonti. Se fosse per lui farebbe la secessione domani mattina, ma quanti padani lo seguirebbero? Ci ha già provato quindici anni fa e il momento - l’ingresso dell’Italia nell’eurozona - era abbastanza simile a questo. La risposta però è stata deludente. In fin dei conti i contribuenti del Nord non hanno ancora capito che il male assoluto dell’Italia è il Sud sprecone, composto da un esercito di statali e da un’evasione alle stelle. Purtroppo  pensano ancora che il Belpaese sia uniforme, avvolto da quel tricolore caro a Giorgio Napolitano.

Già, il presidente della Repubblica. Il legame stretto fra il Senatur col capo dello Stato non è andato giù a parecchi militanti. Come non è stata digerita una cattiva gestione del partito: gli amici di famiglia hanno oltrepassato il limite, cercando di mettere le mani sull’intero partito tra commissariamenti ed espulsioni mirate. L’Umberto si è fatto consigliare male, in certe occasioni, ma con un colpo di reni è riuscito sempre a rimediare con quel Roberto Maroni, amico di una vita, che in molti indicano come suo unico possibile successore. Gli striscioni di Pontida inneggianti al ministro dell’Interno hanno parecchio infastidito il “capo”, ma solo perché il cerchio magico, geloso del successo di Bobo fra la base,  ha raccontato un altro film all’uomo di Gemonio. Maroni e i suoi, che rappresentano la stragrande maggioranza del partito, non hanno intenzione di fare le scarpe al loro leader. Chiedono solo di tornare alla Lega delle origini, nettamente contrapposta da Roma-Polo e Roma-Ulivo. Sanno bene che senza Bossi il Carroccio sbanda.

di Giuliano Zulin
Leggi il commento di Maria Giovanna Maglie

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Commenti all'articolo

  • ziocosimo

    20 Agosto 2011 - 11:11

    la lega andrebbe meglio senza bossi, calderoli, tremonti, il trota e altri.. chi ha il coraggio di dire bossi:" adesso basta, vattene..." n.b. che la smetta coi terroni e il sud, nella sua famiglia si annida qualche terrone, compreso lui saluti

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  • bruno osti

    20 Agosto 2011 - 11:11

    se il cambiamento lo gesticono Bossi e Berlusconi, ebbene, si', sono terrorizzato. Di quale federalismo sta parlando? delle favole di Bossi e Calderoli? Si' ne sono terrorizzato. Intanto si legga il postato da nonmi2011 | 19/08/2011 alle 18.13 , tanto per rinfrescarvi la memoria. Poi, di quale nord libero parla? le valli bergamasche? dalle Alpi al Po? La Macro regione ipotizzata da Speroni? Liguria, Emilia, Toscana, sono Nord? lo sono le regioni ricche? quindi Marche ed Umbria! Ed il Lazio, terzo polo industriale e secondo PIL, lo tralasciamo? Produce piu' PIL Taormina, Capri o Ponte di Legno? E Parma, portata alla bancarotta da 15 anni di CDX, esattamente come Taranto e Catania, e' Nord o e' Terronia? La buttiamo? E comunque, celebrare Miglio, dopo quello che tra loro e' successo, le sembra serio? Certo, fidandosi di chi ha scarsa memoria...

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  • nonmi2011

    19 Agosto 2011 - 18:06

    Bossi e la lega andavano benissimo quando urlavano roma ladrona, via gli extracomunitari o in galera i ladri. Poi, al governo, hanno dimostrato la loro totale incapacità e la loro irrecuperabile incultura non solo politica. Roma ladrona? Hanno occupato a Roma qualunque posto disponibile (date un'occhiata agli organigrammi degli enti pubblici). Via gli stranieri? Dal 2002 (legge Bossi-Fini) ad oggi sono entrati in Italia 3 milioni di extracomunitari. Galera per i ladri? Hanno votato qualunque legge schifezza per non far andare in galera i ladri (sia quelli in passamontagna sia quelli in giacca e cravatta che siedono in parlamento o nei consigli di amministrazione) ed oggi difendono autentiche nefandezze giuridiche quali il processo lungo. Bossi si è voluto legare mani e piedi alla vecchia DC oggi ridenominata PDL? Ecco i risultati. Costretto a scappare di notte dalla SUA padania per non essere preso a pernacchie.

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  • limick

    19 Agosto 2011 - 10:10

    Scusi e' terrorizzato dal fatto che possa cambiare qualcosa?? :)) Almeno chi vota Lega ha capito quali sono i problemi di chi lavora. Continui pure a contare sulla modernizzazione tramite Berlusconi o Bersani. Che se la fanno addosso come chi li vota tutte le volte che si accenna a qualcosa di federalismo. Sganciatevi dalle paure, vivete una volta da uomini!

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