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Mattone Lo Stato vende casa per far cassa: spunta l'ipotesi dismissioni degli immobili

Manovra. L'idea: mettere sul mercato parte dell'immenso patrimonio immobiliare che vale 500 mld. Si pensa a caserme e uffici

Mattone Lo Stato vende casa per far cassa: spunta l'ipotesi dismissioni degli immobili
Il lavoro per mettere a punto le modifiche al pacchetto anti-crisi è frenetico. Ora spunta l'ultima ipotesi per raggranellare gli euro che servono per raggiungere il difficile obiettivo del pareggio in bilancio: mettere sul mercato parte dello sconfinato patrimonio immobiliare dello Stato. Quello delle dismissioni sarebbe uno degli assi nella manica del governo. L'ipotesi spazierebbe dalle caserme fino agli uffici della pubblica amministrazione.

Patrimonio da 500 miliardi - Almeno 'in potenza', sarebbero parecchi i mattoni che lo Stato può mettere in vendita. Secondo quanto hanno riferito fonti di maggioranza il piano dismissioni potrebbe essere orchestrato tramite Fintecna, alla quale potrebbe essere trasferita una quota degli immobili in cambio di immediata liquidità. Il patrimonio dello Stato, beni degli enti locali inclusi, si aggira intorno ai 500 miliardi di euro. Secondo una recente stima elaborata dal Tesoro, di questa enorme fetta immobiliare sarebbe sarebbe "potenzialmente disponibile" un 40 per cento. Fatti due conti potrebbero essere messi all'asta immobili per 200 miliardi (quando con la manovra se ne mira a raccogliere circa 47).

Caserme e uffici - Secondo quanto si è appreso l'ipotesi, comunque, rimarrebbe l'ultima percorribile. Proprio per questo motivo il governo non ha voluto far trapelare cifre più precise sulla portata dell'operazione. Ma secondo le voci la grossa parte delle dismissioni dovrebbe riguardare le caserme: sarebbero circa mille, di cui 400 già trasferite al Demanio. Negli altri casi si tratterebbe di aree edificabili, con un elevato valore di mercato. Alla partita si potrebbero unire gli uffici pubblici, anche in considerazione del progressivo assottiliamento degli apparati della pubblica amministrazione, e gli immobili dell'enti locali nell'ambito del federalismo.

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Commenti all'articolo

  • sfeno

    20 Agosto 2011 - 11:11

    gli uffici pubblici sarebbe opportuno rimanessero proprieta del demanio altrimenti cadrebbero sicuro in mano a furbi speculatori per via degli affitti.

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  • raucher

    20 Agosto 2011 - 10:10

    sempre che i soldi non finiscano , more solito, in mille rivoli. Senza naturalmente abbandonare l'idea di falciare senza complimenti , la politica , altrimenti l'anno prossimo siamo daccapo.

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  • nastydusty

    20 Agosto 2011 - 09:09

    E a chi verrebbero venduti gli immobili statali? E poi lo stato dovrebbe pagare l'affitto?

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  • giofin

    20 Agosto 2011 - 08:08

    se proprio si dovesse fare dovrebbe essere tassativo l'uso del ricavato per ridurre il debito pubblico, non per coprire i disavanzi correnti, ed insieme dovrebbero porre per legge la responsabilità civile dei politici che rispondono con i propri beni degli sprechi effettuati durante i loro mandati. Esempio, non avendo accorpato i referendum alle elezioni si sono spesi inutilmente 300 milioni di euro? Bene ora li tirino fuori tutti i componenti della maggioranza e della opposizione che hanno votato a favore di quella porcheria, invece di far pagare i ticket ai poveracci. I politici mettano a garanzia della loro attività politica tutti i loro beni. Così per ogni opera pubblica non finita o costata alla fine molto più del preventivato, processi per direttissima per i politici, sentenza definitiva in tre/sei mesi; se sei onesto bene altrimenti galera e sequestro dei beni suoi e della familgia. E che sempre noi, cornuti e mazziati, dobbiamo pagare due volte!!!

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