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Sergio ed Elkann, partito Fiat lancia la sua sfida al governo

E Marchionne sta con Montezemolo: "E' una brava persona, ha il mio appoggio". Ma con Luca si sono già schierati in tanti...

Sergio ed Elkann, partito Fiat lancia la sua sfida al governo
Il partito Fiat scende in campo, e lo fa in maniera aspra, dura. John Elkann ha rivolto una domanda al governo: "L'Italia è ancora intenzionata a produrre auto?". Quindi Sergio Marchionne ha rilanciato: "La voglia di continuare a investire c'è. Fiat vuole cercare di portare lavoro in Italia. Il Paese - ha continuato - se vuole lo fa, sennò non si fa. Ma solo quando avremo la certezza di poter governare i posti in cui investire lo faremo". Il Lingotto, insomma, sfida l'esecutivo. Ma la domanda posta da Fiat potrebbe essere ribaltata: il gruppo ha davvero intenzione di produrre auto? Negli ultimi anni l'impegno è stato rivolto interamente a grandi operazioni finanziarie, sostenute da Libero, prima tra tutte lo 'spostamento' del cervello a Detroit. E poiché Fiat è anche tra le principali voci che hanno contribuito alla crescita del debito pubblico italiano, a maggior ragione la domanda può essere ribadita: le vetture si vogliono ancora produrre? Segue l'articolo di Francesco Specchia.

Alè, e anche la Fiat scese in campo. Con Montezemolo. Anzi, su Montezemolo, travolgendo il Luca Cordero dai propositi tremuli, che solo qualche giorno fa a Cortina ventilò «se farò un partito lo farò fra un anno e mezzo», il tempo di due gravidanze. Marchionne ora ha provveduto a spingere nel travaglio politico ItaliaFutura. Una contrazione ogni 12 ore di Meeting ciellino. Ieri a Rimini, Sergio Marchionne, nel solco della deriva terzista che qui ha accolto il discorso del presidente Napolitano, ha sparato: «Non escluderei la possibilità che Montezemolo entri in politica, e se lo facesse, nonostante il mio consiglio di non farlo, avrebbe personalmente il mio appoggio». Bum! Nell’America tanto cara a Marchionne dicesi endorsement, appoggio incondizionato a un candidato politico, che in questo caso non sospettava d’esserlo.

Al meeting, insomma, sboccia il partito Fiat, Marchionne crea Montezemolo. «Luca è una brava persona abbiamo lavorato insieme tantissimo tempo. Ha fatto un lavoro straordinario con la Ferrari. So che a livello internazionale è conosciuto, ha una grandissima credibilità come personaggio. Se poi queste capacità sono disponibili e applicabili alla gestione del Paese è una domanda a cui deve rispondere Luca, è una persona che apprezzo e continuo ad apprezzare. Il mio consiglio spassionato» ha sottolineato Marchionne «è di non farlo, gliel'ho già detto, più di una volta, e continuo a ripeterglielo, ma se lui è veramente interessato nessuno può bloccarlo». Nessuno. Di sicuro non l’amministratore delegato di Fiat-Chrysler che, da ieri, ne ha reso pubblico il programma. In soldoni: a) No all’aumento dell’Iva: «qualsiasi aumento delle tasse ha un impatto sull'auto e sui consumi»; b) sì condizionato alla patrimoniale: «Chiedetelo a Luca, sono disposto a fare qualsiasi cosa per aiutarlo se l’obbiettivo è chiaro»; c) sì incondizionato all’Eurobond: «Non credo ci siano altre soluzioni alla crisi»; d) investimenti solo se c’è la crescita:  «La voglia di fare e di continuare ad investire c’è, non è cambiato nulla ma non possiamo condizionare la scelta degli investimenti, la Fiat si fa finanziare dai mercati internazionali e per questo deve garantire gli interessi che paghiamo»; e) Berlusconi fuori dalle balle, considerando che solo fino a poche settimane fa aveva affermato che «c’è un problema di credibilità: c’é chi ha compiuto anche scorrettezze nella sua vita quotidiana. In altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi immediatamente. Invece da noi non succede nulla». Le opinioni marchionniane somigliano in modo impressionante a quelle di Tremonti; sarà per questo che a chi gli chiedeva: farebbe il ministro dell’Economia in un governo tecnico, l’abruzzo-canadese ha risposto subito: «Mai, mai!».

Insomma, più che di sfogo, il suo era un discorso programmatico. Non è un caso che proprio di “credibilità” abbia parlato John Elkaan presidente Fiat – altro fan di Montezemolo - , che ieri sul sito Il Sussidiario.net vedeva sparire la frase “Marchionne l’ho voluto io..” (si stanno già creando le correnti interne del neo-partito?).  Non è un caso che, con le suddette dichiarazioni, ieri il titolo Fiat si rafforzava in Borsa guadagnando il 4,2% a 4,11 euro: con la controllante Exor era in rialzo dell'1,5% e Fiat Industrial +5,32%.

Sostiene un collega: «Ho un deja vu: mi pare di rivedere Berlusconi quando scese in campo nel ‘93». Ed è vero. Fiat, come Mediaset ai tempi, non è messa benissimo. Secondo gli analisti, è costretta a muoversi con la palla al piede di un indebitamento ancora troppo elevato. A fine anno, a detta di quanto prevede lo stesso Marchionne i debiti industriali del gruppo potrebbero toccare i 5 miliardi di euro, contro i 3,4 miliardi di fine giugno. Urge dunque scendere in campo, e Montezemolo ha proprio le phisique del centravanti. Ora bisogna che gli amici di ItaliaFutura -  Diego Della Valle, il presidente della Banca Nazionale del Lavoro, Luigi Abete, magari Carlito Rossella e Clemente Mastella- lo spingano nell’agone.

Alla discesa in campo montezemolata risponde, ad ora, il solo Sacconi: «Fiat ha avuto dall’Italia tutte le certezze che chiedeva per avviare gli investimenti. Le hanno garantite la maggioranza riformista del sindacato, le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti interessati, nonostante i cambiamenti richiesti nei tempi di lavoro e quindi di vita, le istituzioni in termini di politiche del lavoro e dell'innovazione. Le chiacchiere stanno a zero». Montezemolo, invece, da zero passa a uno...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • spalella

    26 Agosto 2011 - 13:01

    Ce li siamo finalmente tolti dalle nostre tasse questi parassiti del clan degli AGNELLI, e quel loro campione di presunto manager dell'avv che tesseva le trame con la malapolitica è finalmente sparito.... siamo liberi, come siamo anche liberi dall' alitalia, dalla tirrenia, ecc. ORA QUESTI PARASSITI SI FANNO DI NUOVO SOTTO E NON PER IL NOSTRO BENE, VISTO CHE A QUESTO O CI PENSIAMO NOI CITTADINI O SE NE FREGANO TUTTI, MA SOLO PER RICOMINCIARE A MUNGERE LE NOSTRE TASSE...NON RICADIAMOCI, SAREBBE DAVVERO DA STUPIDI.

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  • curcal

    26 Agosto 2011 - 10:10

    chi è? cosa ha fatto da solo! La Fiat corre ai ripari (dello Stato), anziche pensare a a rinnovarsi nei modelli. Il nuovo susanno, andrà a cercare denaro nel nuovo sta to libico.

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  • PICOS

    26 Agosto 2011 - 03:03

    Montezemolo , il piu' grande fancazzista d'italia si candida ? ma manco l'amministratore della bocciofila gli farei fare ................ ma se sei cosi' bravo e fico .............perche' hanno chiamato un'altro alla FIAT ? E TI HANNO MANDATO A CAZZEGGIARE ALLA FERRARI ...........

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  • Daniele.Cardella

    26 Agosto 2011 - 00:12

    Concordo con Marchionne,glielo sconsiglio di prestarsi alla politica. Non abbiamo di certo bisogno di un manager che guidi il paese,ormai quasi allo sbando.Quindi signor Montezzemolo:stattene dove sei ne abbiamo abbastanza di personaggi..... Noi giovani abbiamo bisogno di legislatori che fanno gli interessi del Paese.Intesi ?

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