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Le tangenti (e le luci) rosse: "Così gli pagavo le nottate" Quante pene per Filippo

Prove gravissime contro l'ex sindaco di Sesto, che non va in carcere per un cavillo. I pm: locali e viaggi offerti da un imprenditore

Le tangenti (e le luci) rosse: "Così gli pagavo le nottate" Quante pene per Filippo
Eccolo qui il sistema Sesto - che poi, visti gli sviluppi, non sarebbe così azzardato ribattezzare sistema Penati. Tangenti, favori non confessabili. E ora vengono fuori anche le «nottate», per usare le parole messe a verbale da Piero Di Caterina, che di Penati - dopo essere stato per anni sodale e amico - è ora il grande accusatore. Viaggi in Svizzera, Ucraina, Russia, Lituania e Romania. Con scambi di mazzette da una parte e visite a locali notturni dall’altra. A spese degli imprenditori. Il tutto a disposizione di Filippo Penati, del suo un tempo braccio destro (ora non più) Giordano Vimercati, Antonino Princiotta (ex segretario generale della Provincia di Milano) e per l’appunto Di Caterina, ovvero colui che quelle nottate le pagava. La novità emerge ancora dalle carte a disposizione del gip monzese Anna Magelli. All’ordinanza da lei firmata è infatti allegato un verbale d’interrogatorio allo stesso  Di Caterina, che riferendosi a fatti dal 2004 al 2008 racconta: «Davo soldi anche per pagare i conti di tante serate e nottate passate in Svizzera. In precedenza, sempre con Princiotta, Penati, Vimercati e Maggi [collaboratore di Penati, ndr] , avevamo fatto viaggi in Ucraina, Romania, Russia, Lituania. A loro pagavo il soggiorno, necessità varie, ristoranti e locali notturni».  Serate e nottate,
A quanto è dato sapere, non ci sono altri riferimenti a viaggi di piacere da parte dell’allegra combriccola. Certo è che, per quanto riguarda le circostanze relative al pagamento di tangenti - al netto delle nottate, dunque - le dichiarazioni di Di Caterina sono risultate convergenti con quelle di Giuseppe Pasini, l’altro imprenditore che versava soldi ai politici sperando di ottenerne vantaggi. E anche di Pietro Fondrini, proprietario della Sesto Autoveicoli, la concessionaria d’automobili più importante di Sesto San Giovanni: la sua imponente sede, certo architettonicamente scenografica, è sorta proprio dopo gli accordi con Penati e Di Caterina - fu Fondrini, su indicazione di Penati, a cedere a Di Caterina un terreno di valore ottenendone in cambio un altro molto meno prezioso: in questo modo lo stesso Penati avrebbe pareggiato i soldi a lui versati in precedenza da Di Caterina e Fondrini «evitato ostacoli - si legge nell’ordinanza - da parte dell’amministrazione comunale alla realizzazione dei progetti edificatori».
«E comunque non siamo solo noi, gli imprenditori triturati da questo sistema - ha aggiunto lo stesso Di Caterina, che in questi giorni si trova fuori Sesto per motivi di lavoro - Spero davvero che i magistrati monzesi vadano avanti, perché non è finita qui...».

di Laura Marinaro
Andrea Scaglia

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    28 Agosto 2011 - 00:12

    per favore cambia nick, mi fa schifo solo leggerlo

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  • bruno osti

    27 Agosto 2011 - 12:12

    Tanto per mettere i puntini sulle i: "Il 6 dicembre del 1994, poco prima che si riuscisse a tenere alla Procura di Milano l'interrogatorio, che era previsto per il 26 novembre, dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagato per corruzione, Di Pietro si dimetterà dalla magistratura. ...Il 9 novembre 1997 si tengono le elezioni suppletive che Di Pietro vince con il 67,8% dei voti. Diventa così senatore e, come indipendente, aderisce al gruppo misto. "

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  • antorno

    27 Agosto 2011 - 12:12

    Si toglie (parzialmente) la censura sul malaffare dei sinistri . 1) Compito del politico "organico" è sostenere con ogni mezzo il Partito (PCI-PDS-DS), unico vero soggetto di cambiamento 2) Quest'attività è ultimamente "morale" 3) La sinistra (ex-comunista) ne ha fatto SISTEMA e METODO.Una cappa di controllo ammorba le "loro" amministrazioni. (Cooperative,Sindacato (CGIL),Informazione,Clientele) 4) Questa è la vera questione morale ! (non sono le le tangenti,solo effetto collaterale)

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  • vin43

    27 Agosto 2011 - 11:11

    Spero che la Procura di Monza possa far luce chiara sulla vicenda di Sesto San Giovanni. Possa svelare i complotti orditi dagli artefici. E’ come scoperchiare una grossa tomba all’interno della quale ci sono altre tombe. Ovvero in ogni città, paese e paesino c’è da scoprire un sistema Penati. Sono tante le aree dismesse da fabbriche o opifici che, ritornando nella proprietà comunale, sono state “acquistate” da amici di amministratori dando inizio a una serie di corruttele. Per ottenere, quelle aree si è ricorso a tutti i mezzi legali e NON. Su quelle aree sono stati costruiti appartamenti e venduti o comprati da amministratori o loro amici. Un sistema di compravendite fittizie tale da scoraggiare qualsiasi inchiesta.

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