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L' immobiliare di Tremonti ha più ricavi Paradosso: è in rosso

Ministro beffato dalla propria politica: l'impresa di via Crocefisso gallina dalle uova d'oro spennata dal fisco

L' immobiliare di Tremonti ha più ricavi Paradosso: è in rosso
Prima delle elezioni del 2008 fatturava 281mila euro. Oggi, nonostante la crisi, il suo giro d’affari è raddoppiato: 572.226 euro. Tre anni fa aveva un patrimonio di 1,2 milioni di euro. Oggi è dieci volte superiore: 11,2 milioni. I debiti che allora erano di poco inferiori a mezzo milione, oggi sono scesi a 307 mila euro. C’era tutto, davvero tutto per fare dell’Immobiliare di via Crocefisso a Milano una gallina dalle uova d’oro, pronta finalmente a macinare utili. Ma la società non aveva fatto i conti con l’uomo del fisco, che come un avvoltoio è passato di lì, si è portato via tutti i guadagni e ha perfino lasciato un conto salato da pagare: 225.556 euro di perdite. Chi legge penserà: quell’imprenditore immobiliare dopo questa esperienza avrà mandato tanti di quegli accidenti a Giulio Tremonti. E sbaglia. Perché il proprietario di quella immobiliare tartassata dal fisco è proprio il signor fisco in persona: Tremonti Giulio, che ha l’86% delle azioni, mentre il restante 14%è saldamente in mano a Fausta Beltrametti, la moglie del ministro dell’Economia.
È l’unico caso in Italia in cui gli improperi verso la rapacità del fisco possono essere pronunciati solo davanti a uno specchio.
A guardare i conti al 31 dicembre 2010 della Immobiliare di via Crocefisso (il bilancio è stato depositato solo venerdì al registro delle Camere di commercio), però il colpevole è proprio il tax rate. Anche per scelte tecniche o degli azionisti o degli amministratori della società (il bilancio è firmato dal presidente, Marco Paracchi). Perché il 31 dicembre del 2007 alla voce imposte c’era un tondissimo zero. A guidare le Finanze all’epoca c’era il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, acerrimo nemico di Tremonti. Pur di non versare a lui un solo euro, fu scelto di rimandare agli anni futuri il pagamento delle imposte. Così quest’anno in bilancio è stato registrato alla voce “oneri straordinari” il pagamento delle imposte pregresse pari a 225.494 euro, cifra quasi identica alla perdita finale in bilancio. In più c’erano anche 19.421 euro di imposte correnti di esercizio: 7.344 euro di Irap e 12.077 euro di Ires. E poco conta che si vanti un credito Iva verso l’erario di 85.489 euro: quello verrà saldato a tempo debito.
Il Tremonti che deve fare i conti con le sue supertasse è notizia che farà gongolare milioni di altri contribuenti, ma che non getta certo nel dramma il ministro dell’Economia. Anche perché l’eccesso di peso fiscale che la società ha dovuto sopportare è in gran parte legato ai benefici avuti da una delle prime leggi varate da Tremonti quando è tornato al governo in questa legislatura: quella sulla rivalutazione degli immobili. Al momento del varo della legge la Immobiliare Crocefisso ne possedeva due attraverso leasing. Il costo storico era di poco superiore al milione di euro. Gli immobili sono stati rivalutati di 2,9 milioni di euro e portati così a 3,9 milioni. Poi sono state accantonati 912.373 euro per le imposte differite sulla quota rivalutata (799 mila euro di Ires e 113 mila euro di Irap). Il valore lordo delle immobilizzazioni materiali, che incide sul patrimonio netto della società, però è cresciuto assai di più: da 1,1 a 11,6 milioni di euro. La differenza è tutta in un buon affare colto dal ministro dell’Economia sul mercato immobiliare e portato a termine l’11 giugno 2009. Dando un’occhiata alle occasioni che si coglievano fra le pieghe dei guai del gruppo Risanamento di Luigi Zunino (che un mese dopo si sarebbe dimesso da tutte le cariche per evitare il fallimento), la società di Tremonti aveva adocchiato una palazzina in via Clerici. Che poi è stata acquistata dalla Nuova Parva in liquidazione controllata da Zunino e dalle banche creditrici. Non è noto il valore della transazione, ma a bilancio risulta nel 2009 un versamento fatto da Tremonti e dalla consorte per 8,1 milioni di euro “a titolo di finanziamento infruttifero in conto futuro aumento di capitale, destinato all’acquisto di unità immobiliari”. Comprata la palazzina in via Clerici, le immobilizzazioni materiali sono cresciute di 7.450.878 euro, che dovrebbe essere il presumibile valore di acquisto.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • Dieguz99

    28 Agosto 2011 - 17:05

    Bechis, i numeri che lei riporta, che vanno dall’enorme aumento del patrimonio, alla drastica diminuzione dei debiti, al grosso credito IVA, sono un po’ sospetti. Consiglierei ai “segugi” di Libero di fare una bella indagine sulla strana società del ministro protettore degli evasori!

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  • Dream

    28 Agosto 2011 - 17:05

    a casa mia Informare non vuol dire infangare! se tu nel 2009, lo sapevi, tanti di noi no!

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  • giusebono

    28 Agosto 2011 - 17:05

    Ho sempre più ragione quando dico, che il posto di Tremonti lo deve prendere la moglie del casseintegrato, che almeno riesce a far quadrare il bilancio in casa propria con 800 euro mensili. Tremonti non riesce neppure a fare i conti in casa propria, figuriamoci in casa delle imprese, in fatti le sta riducendo tutte sul lastrico col suo braccio armato, cioè Equitalia,cosa aspetta Silvio a mandarlo a casa, per un corso di economia gestito dalle moglie dei casseintegrati. Quanto è bravo a tenere i conti publici a posto, quello che è certo e bravissimo a sfasciare i conti delle piccole imprese. g. bonomo un artigiano dalla sardegna.

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  • tamiso

    28 Agosto 2011 - 16:04

    è dal 2009 che le sapete ste cose e guarda un po ora escono. Giulio dai le dimissioni prima perchè questi non si fermano ecco che arriva la macchina del fango.

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