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Nessun aumento dell'Iva, addio supertassa e province / Votate la manovra

Vertice di Arcore: sparisce il superprelievo per redditi sopra 90mila euro, controlli a tappeto anti-evasione. Il sondaggio

Nessun aumento dell'Iva, addio supertassa e province / Votate la manovra
Stretta sulle pensioni, con interventi sui riscatti della laurea e del servizio militare: soglia fissata a 40 anni di contributi considerando «gli anni effettivi di lavoro».  Giro di  vite sull’evasione fiscale: nel mirino le società di comodo e i patrimoni immobiliari occulti. E colpo secco alle cooperative: sotto tiro agevolazioni tributarie per oltre 800 milioni di euro annui. Il governo riscrive la manovra bis da 45 miliardi di euro e cancella la supertassa che avrebbe colpito i redditi sopra i 90mila euro, cioè uno dei punti più contestati delle misure di Ferragosto. Salta anche l’abolizione dei piccoli comuni. Per i dettagli delle correzioni al decreto legge varato lo scorso 12 agosto bisognerà aspettare ancora qualche giorno. L’accordo politico raggiunto ieri ad Arcore dai vertici di Pdl e Lega, in ogni caso, c’è. E prevede, tra altro, la diminuizione dei tagli ai comuni per circa  2 miliardi di euro. entre sulle province confermata la soppressione tout court come pure il dimezzamento dei parlamentari: entrambe le misure saranno però oggetto di un disegno di legge  costituzionale. 


 
Niente aumento Iva - Non ci sarà l’aumento dell’Iva e neanche la patrimoniale sugli evasori. Alla fine le due opzioni della vigilia, pensate per fare cassa e scongiurare il contributo di solidarietà e i tagli eccessivi agli enti locali, sono state  messe da parte. Troppo forti i veti incrociati sia del Popolo delle libertà sia del Carroccio. Ed è proprio grazie all’intesa tra il premier Silvio Berlusconi e il numero uno della Lega Umberto Bossi che la nuova manovra ha preso forma. Sette ore di verifica nelle residenza dal Cavaliere. Il tutto con l’attenta regia del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, tornato a occupare una posizione di peso dopo un periodo non semplice.

Pensioni - Nel menù di modifiche alla manovra che esce dal lungo confronto di Arcore ci sono, insomma, interventi drastici sulle pensioni, con il calcolo dell’anzianità che sarà effettuato sui soli anni effettivi lavorati, escludendo quelli riscattati per l’università e il servizio militare, che pure saranno conteggiati ai fini del calcolo dell’ammontare dell’assegno. La soglia per smettere di lavorare verrebbe fissata, quindi, in 40 anni lavorativi di contributi. Misura dalla quale, stando alle prime stime solo sullo stop per l’anno di militare, si potrebbe ricavare circa 1-1,5 miliardi di euro.   

Cooperative nel mirino - Di rilievo anche le ipotizzate misure sulle coop. In ballo ci sono quattro tipi di agevolazioni che in tutto garantiscono sconti tributarie per 853 milioni di euro. Il governo, secondo indiscrezioni, potrebbe salvare i 103 milioni assicurati al comparto agricolo e fare cassa, quindi, per 750 milioni. Una decisione che dovrà necessariamente essere pesata sul piano politico visto che si corre il rischio di colpire una fetta dell’elettorato di centro-destra.

Lotta all’evasione - Tutte da chiarire, poi, anche le annunciate misure per inasprire la lotta all’evasione volte in particolare a far emergere i patrimoni immobiliari occultati nei bilanci e nelle società di comodo, cioè le cosiddette “scatole vuote” utilizzate come paravento spesso tra i beni di lusso e il contribuente.
   Già da stamattina i tecnici del Tesoro e di palazzo Chigi lavoreranno alle correzioni. Che prevedono anche   la sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che indichi «l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonchè il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri» spiega una nota del governo. Salvi i piccoli comuni, dunque, con le funzioni che andranno accorpate e il taglio del numero dei consiglieri. Parte delle  risorse per alleggerire i tagli agli enti locali dovrebbero arrivare, stando alla nota di palazzo Chigi, da «maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate». In sostanza, ha poi spiegato il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, i tagli saranno comunque praticamente «dimezzati» perchè bisogna considerare anche «il miliardo» di proventi della Robin Hood Tax (la metà di quelli previsti, perchè l'altra andrà ai ministeri) già destinato in manovra alle amministrazioni locali, e pure, «il recupero dell'evasione fiscale» che ora i Comuni che collaborano alla lotta all’evasione percepiranno «al 100% (e non più al 50%)».

Addio province - Mentre è prevista,  con un ddl di modifica della Carta, la «soppressione delle province quali enti statali e il conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali». Stessa sorte per la riduzione dei parlamentari, che verrebbero dimezzati con lo stesso percorso. Il nuovo assetto della manovra ha creato   malumori nelle file dell’opposizione, ma ha trovato consensi, tra i quali quelli di Confedilizia: «Sconfitto il partito della patrimoniale».

Bilancio - Restano i dubbi sulla copertura: riuscirà il governo con i nuovi interventi a mantenere i saldi invariati per raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2013? L’obiettivo resta ambizioso. Per evitare incidenti di percorso, l’esecutivo potrebbe giocare per l’ennesima volta la carta della fiducia e blindare in un maxi emendamento le correzioni. Mossa che di fatto manderebbe in soffitta le promesse di dialogo con l’opposizione, auspicate anche dal Quirinale. Ieri sono stati presentati circa 500 emendamenti al dl di Ferragosto. Ma è assai probabile che nemmeno uno venga preso in considerazione.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • uldebass

    31 Agosto 2011 - 11:11

    non mi convince il taglio delle province da affidare ad una legge costituzionale, la storia insegna che quanda si deve toccare la costituzione poi non si combina mai nulla. staremo a vedere, comunque la dichiarazione di Berlusconi sui drastici tagli alla politica mi sembra una grandissima presa in giro

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  • amb43

    31 Agosto 2011 - 08:08

    Mi trovo d'accordo sul pensionamento dopo 40 anni lavorativi . Il riscatto degli anni di università, ora come ora, non conviene più al lavoratore in quanto costerebbe troppo denaro !

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  • emilioq

    31 Agosto 2011 - 07:07

    L'aumento dell'Iva sarebbe stato da mentecatti perché voleva dire ammazzare i consumi! Se la vittoria è quella di avere fregato le fasce più deboli e avere accontentato quelli che senza batter ciglio avrebbero potuto essere tassati allora vuol dire che opprimere chi ha meno voce è molto facile però è veramente da delinquenti!!!!!!!!!!

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  • imahfu

    31 Agosto 2011 - 07:07

    Milano e Francoforte gli unici in negativo, il dato di fiducia dei consumatori bassissimo. Le critiche sono 'globali ' e non per 'leso interesse' personale.

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