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Il commento: Previdenza, una mezza fregatura

L'uscita dal lavoro slitterà per oltre 100mila persone: non saranno conteggiati servizio militare e università: altri 2 miliardi all'anno

Il commento: Previdenza, una mezza fregatura
La stretta sulle pensioni alla fine è arrivata, e sia pure indirettamente toccherà anche i trattamenti di anzianità che ormai solo l’Italia e pochi altri paesi europei ancora hanno nel proprio ordinamento. L’ipotesi più drastica sulla carta, quella di bloccare per il triennio le pensioni di anzianità. avrebbe interessato circa 150 mila uscite annue con un risparmio per i conti pubblici intorno ai 3 miliardi di euro. La soluzione trovata è più indiretta, ma comunque incisiva e strutturale.

La stretta riguarderà l’esclusione dei periodi di riscatto contributivo per il servizio militare e per gli anni di università che hanno portato alla laurea dal conteggio per i requisiti minimi dell’età pensionabile. I contributi figurativi per il riscatto del servizio militare e quelli effettivamente versati per il riscatto degli anni di laurea saranno invece conteggiati nell’importo del trattamento pensionistico erogato a ciascuno avente diritto. In pratica: per calcolare l’età in cui andare in pensione non saranno validi l’anno di servizio militare o quelli universitari, ma solo quelli di lavoro effettivo. Per calcolare l’importo della pensione sia con il retributivo, che con il sistema misto e il contributivo invece quegli anni saranno conteggiati.

Sulla carta secondo gli ultimi rapporti dell’Inps l’esclusione del servizio militare dal conteggio dell’età pensionistica sarà equivalente ad avere alzato di un anno l’età pensionabile per 80 mila italiani che ogni anno chiedono quel riscatto (offerto dallo Stato). La misura sarà strutturale per circa due decenni e varrà per chiunque abbia fatto il servizio militare obbligatorio. Sempre sulla carta questo allungamento di un anno varrà 1,5 miliardi di euro circa (l’importo medio delle pensioni erogate è di 19 mila euro all’anno). Il riscatto degli anni universitari invece riguarda in media 25 mila ex studenti, per cui l’età pensionistica sarà allungata quindi in media di due-tre anni (di solito non vengono riscattati tutti quegli anni). Il risparmio potrebbe essere di altri 500 milioni di euro all’anno.

Tutto questo però vale per la statistica e sulla base dell’esperienza fin qui accumulata, ma i risparmi effettivi dipenderanno dal testo della norma. Non è chiaro se ad esempio sia valida solo per chi ha intenzione di riscattare la laurea o anche per chi l’ha già riscattata perché gli serviva per anticipare la pensione. Se fosse compreso questo ultimo caso, potrebbero sorgere contenziosi giudiziari rilevanti e forse anche profili di legittimità costituzionale. Perché sulla base della normativa vigente era chiaro che con quel riscatto che in parte pesava sulle tasche dei cittadini (l’importo è commisurato allo stipendio del richiedente al momento della domanda e deducibile dal reddito complessivo) si acquistava un diritto alla pensione anticipata. E a spesa fatta cambiare le regole del gioco è più che antipatico. Bisognerà vedere se sarà sufficiente per evitare il profilo di incostituzionalità il semplice recupero della somma versata nei ratei di pensione quando successivamente la si percepirà.

Come si coglie nei dubbi appena esposti l’intervento sulla previdenza al fine c’è stato, in modo però un pizzico confuso e tartufesco. Ed è il suo limite principale, perché alla fine tocca le pensioni facendo finta di non averle nemmeno sfiorate e mettendo in gioco sia profili di equità che di giustizia. Visto che gli effetti anche economici sulla carta non sono così differenti, sarebbe stato assai più semplice chiudere le finestre per le pensioni di anzianità e accelerare gli scalini della riforma in modo da renderle presto inutili. Il messaggio sarebbe stato più diretto, più equo (ormai i lavori usuranti sono protetti da apposita legge),  più comprensibile agli italiani, e soprattutto all’Unione europea e ai mercati finanziari che avevano bisogno di messaggi semplici e concreti. C’è da sperare che il giochino su laurea e servizio militare alla fine non procuri più guai che benefici alla spesa previdenziale.

di Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • minimo

    31 Agosto 2011 - 18:06

    Non vedo il cambiamento così drammatico come viene descritto in alcuni giornali. Gli anni di lavoro rimangono 40, mentre prima con il riscatto degli anni universitari si sommavano alla anzianità di lavoro. Ora gli anni universitari si inseriscono nel calcolo dell'assegno. E se uno farà dei calcoli precisi vedrà che qualcosina guadagnerà.

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  • malta_knight

    31 Agosto 2011 - 07:07

    L'italiano si indigna delle ingiustizie solo quando colpiscono lui. Nel 1999 fu approvata una legge in base alla quale il cittadino italiano residente all'estero DEVE ESSERE LUI A DIMOSTRARLO, in barba ad ogni principio costituzionale di presunzione di innocenza. Qualcuno di quelli che oggi scrivono arrabiatissimi si è forse indignato per questo? Se si applica il principio che "il fine giustifica i mezzi", prima o poi vengono colpiti tutti, e prima o poi TUTTI VERRETE COLPITI CON LEGGI INGIUSTE, anche quelli che oggi vengono risparmiati. Non chiedete per chi suona la campana, tanto suonerà anche per voi....

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  • venaria

    30 Agosto 2011 - 22:10

    Da denuncia, cosa che farò. non possono togliermi 15 mesi del servizio militare fatto nel 1968 , che codesti mesi mi consentivano la finestra nel 2012 con 64 anni di età di poter andare in pensione, non ci sto, denuncerò questo infame sopruso alla procura della repubblica essendo tale una norma che la costituzione italiana non può negare nei confronti di tutti i lavoratori.

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  • antikomunista10

    30 Agosto 2011 - 20:08

    Vedo che molti commenti sono fuori tema : la manovra sulle pensioni l'hanno decisa Silvio e Umberto, cioè l'abbiamo decisa noi, e quindi VA SOSTENUTA CON FEDE ED ENTUSIASMO. E poi basta con la buffonata dei "profili di incostituzionalità", arma di chi non vuole le riforme. Chi ha riscattato la laurea sapeva benissimo che stava facendo un scommessa rischiosa, alcuni l'hanno vinta, altri la perdono, così vanno le cose della vita e poi a 70 anni si può benissimo lavorare ancora. E infine : è Silvio che decide cosa è giusto per il popolo e cosa non lo è,E HA DECISO PER IL BENE SUPREMO DELLA NAZIONE. Cari laureati fatevene un ragione, e per favore, evitate di rendervi ridicoli minacciando di scioperare. Una decina di scioperanti in galera e vedrete quanto dura il vostro sciopero.

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