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Senato alza i prezzi del menù Ma privilegi e sconti restano

I pasti più cari a Palazzo Madama, ma pur sempre pagando il 30% in meno. Dopo la polemica, per la Casta un sacrificio minimo

Senato alza i prezzi del menù Ma privilegi e sconti restano
Pasti più cari, ma pur sempre con lo sconto del 30%, per i senatori della Repubblica. L’ondata di indignazione anti-casta che si era scatenata a metà agosto, dopo la diffusione del menù a prezzo ridotto di Palazzo Madama, il collegio dei questori non chiede la rinuncia totale ai privilegi del laticlavio: per ora si tratta solo di un piccolo sacrificio. Gli spaghetti al pomodoro costeranno 6 euro circa, chi li vuole conditi con l’astice spenderà 15/18 euro, per un primo si andrà dai 6 ai 24 euro, il secondo varierà dai 10 ai 24 euro, un antipasto dai 5 ai 15, un contorno sarà sui 5-6 euro. A seconda degli ingredienti e della qualità, ovviamente.

Rispetto alle cifre simboliche pagate finora, si triplica. Ma si tratta comunque di uno specchietto per le allodole perché resta comunque un trucco. È vero che sono stati riparametrati i prezzi «ai livelli di mercato, con incrementi in misura differenziata rispetto alla fascia di qualità dei piatti consumati, in tal senso in base a proiezioni effettuate, prendendo a riferimento i dati del trimestre maggio-luglio 2011», Eppure un contributo a carico dello Stato, cioè del contribuente, rimane. Si ammette infatti, nel comunicato ufficiale, che «la spesa complessiva a carico dell'Amministrazione sarà ridotta di circa il 70%». Vale a dire che quella percentuale residua, il 30%, peserà sul bilancio di Palazzo Madama. «Era una decisione dovuta, che abbiamo preso insieme e che sarà immediatamente operativa, a partire dalla prossima settimana con la ripresa dei lavori», spiega Angelo Maria Cicolani (Pdl), ma tra gli effetti collaterali «potrebbe esserci un calo di affluenza», anche se «in realtà anche nei giorni ordinari il numero di senatori, funzionari e giornalisti che frequentano il ristorante è abbastanza contenuto rispetto al totale».

Lo sforzo, insomma, c’è. Soprattutto in prospettiva. Per quanto riguarda il alcune, sono state predisposte alcune «linee guida per interventi volti ad attuare l'impegno prioritario assunto in sede di esame del bilancio interno, consistente in una rilevante riduzione delle spese del Senato nel triennio. A tale fine, tra l’altro, si è deciso di sottoporre alla valutazione del Consiglio di Presidenza un pacchetto di proposte rigorose in tema di servizi assicurativi per i senatori». Nessun risparmio, invece sui prezzi della mensa del personale, «in quanto tale argomento sarà più correttamente affrontato con i sindacati in una riunione della Rappresentanza del Consiglio di Presidenza per i problemi del personale, trattandosi di questione che riguarda appunto tutti coloro che lavorano in Senato, dai dipendenti dell'Amministrazione a quelli dei Gruppi, al personale a contratto e alle Forze di polizia».

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • kingapache

    02 Settembre 2011 - 09:09

    pensavo di essermi sbagliato nel leggere l'aumento dichiarato,pensavo che potessero aumentare del 300%. il vero problema è di togliere ,chiudere la buvette i ristoranti e quant'altro . bisogna togliere i privilegi : loro non possono essere meglio degli altri cittadini che sgobbano dal mattino alla sera e per un pugno di euro. loro fanno la Bella vita,quando vanno in parlamento ( raramente) fanno forse 3 o 4 ore forse anche dormendo o guardando internet e poi prendono anche una brca di euro. i cittadini devono organizzarsi meglio e scendere in piazza a montecitorio per continuare a protestare contro queste nefendezze.e tutti i giorni non sporadicamente.tutti i parlamentari dovrebbero farsi il bagno di folla perchè così capirebbero molto meglio la realtà della gente e con la gente.

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  • sparviero

    01 Settembre 2011 - 21:09

    Quando avremo ridimensionato le spese , i privilegi , " le competenze " della casta , passeremo ai dentisti (Vedi Ungheria la spesa si riduce a 1/6 . Invito gli italiani a informarsi ) ,avvocati ,commercialisti ,professionisti vari, artigiani. ( Tremonti ? con fattura o senza fattura) Io da dipendente ho sempre pagato le tasse, però dopo tanti anni comincio rompermi.

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  • herbavoliox

    01 Settembre 2011 - 20:08

    ... qualcuno mi spieghi perchè io, disoccupata, devo dar da mangiare a questi nullatenenti! Se li paghino tutti al 110% i loro pasti altrochè... ma vogliono prenderci in giro? Lazzaroni e mangiapane a sbafo di chi sta peggio di voi. Francamente mi vergognerei di essere un parlamentare che usufruisce di questi pasti da mensa dei poveri. Stranamente se ne stanno tutti zitti sull'argomento, è un'inezia, capisco, ma è da queste cose che si qualifica una classe dirigente, ho detto dirigente e non digerente... VERGOGNA AL 100%!!!

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  • riccardorama

    01 Settembre 2011 - 19:07

    aumentati i prezzi«potrebbe esserci un calo di affluenza»: è la dichiarazione di un padrone del ristorante che teme il calo degli incassi! Non si preoccupi, ci pensa lo Stato, perchè quei pezzenti di senatori non arrivano a pagare il prezzo pieno.

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