Cerca

Tutta l'ira del premier: "Manovra in alto mare"

Berlusconi furioso: l'accordo torna in dicussione. Poi insiste per l'aumento dell'Iva. il videoeditoriale di Belpietro.

Tutta l'ira del premier: "Manovra in alto mare"
Era tutto a posto. Era. Il vertice di Arcore, quello di lunedì scorso tra Pdl e Lega, aveva dato la suggestione del chiarimento: un elenco di modifiche da apportare alla manovra per levare l’odiosa supertassa (invisa anzitutto a Berlusconi) e individuare altre fonti di gettito meno impopolari.


Accordo, soddisfazione, stretta di mano. Si trattava solo di tradurre le decisioni politiche in emendamenti al decreto che è all’esame della Commissione Bilancio del Senato. Ecco, appunto: in questo passaggio si è incartato tutto. La Lega ha sbullonato la parte del lodo di Arcore relativa alle previdenza: ieri, dopo un incontro tra i ministri Maurizio Sacconi e Roberto Calderoli, si è deciso di non toccare le pensioni di anzianità. Neanche quelle di chi ha riscattato naja e anni di università. Sulle altre questioni (contributo di solidarietà, evasione fiscale, tagli agli enti locali, Iva, eccetera...) rimangono altrettanti punti interrogativi.

Ieri sera a Palazzo Madama erano attesi gli emendamenti del governo. Mai arrivati. Tanto che è dovuto intervenire il presidente Renato Schifani  - consapevole che il Quirinale è irritato a causa dei tira e molla governativi - per chiedere all’esecutivo di darsi una mossa. Oggi è il giorno, lo assicura il sottosegretario all’Economia Antonio Gentile. Sarà. Vige l’alea, l’incertezza. È  difficile pure capire chi materialmente sta scrivendo gli emendamenti. «Se ne occupano gli uffici», è la voce che gira al Senato. Certo è solo il disimpegno  di  Giulio Tremonti.  Scomparso, non pervenuto. Il Professore ieri non era a Roma, non seguiva il provvedimento in Parlamento, né dalla sua scrivania di via XX Settembre. Motivi personali, dicono. Ma anche un po’ di stizza residua per come è andato il vertice di lunedì scorso. Indigesti  i toni accesi, soprattutto la dialettica pepata con il presidente del Consiglio. Stufo dell’atteggiamento professorale di Tremonti, Berlusconi l’avrebbe interrotto bruscamente mentre parlava: «Basta! Adesso io ti spiego come stanno le cose!». E Giulio se l’è legata al dito. Desaparecido. Senza una parola, ma con un sottotesto: vediamo cosa siete capaci di fare senza di me.

La maledizione di Tremonti ha colpito. Ieri sera, incontrando il leader dei repubblicani Francesco Nucara, Angelino Alfano ha riferito che, al momento, l’unica certezza è l’inviolabilità dei saldi. Sugli emendamenti alla manovra anche il segretario del Pdl non ha potuto essere più preciso. Arcore, Brianza: «Siamo ritornati in alto mare», è costretto ad ammettere  un Berlusconi molto irritato parlando al telefono con i suoi interlocutori. Il lavoro di mediazione fatto lunedì è quasi tutto andato in fumo.  Salta l’intervento sulle pensioni di anzianità, non sarà nel decreto legge. Ma il Cavaliere è comunque intenzionato ad affrontare in maniera organica la materia previdenziale con una riforma da presentare  entro l’anno. Nel frattempo, però: come si fa a far quadrare i conti? «Non è un problema mio», si è innervosito Berlusconi con i ministri, «questo pasticcio lo avete combinato voi, trovate una soluzione per uscirne. Io non me ne occupo, non ci metto la faccia».

Stamattina è convocata una riunione di gabinetto. All’ordine del giorno c’è l’approvazione di un decreto legislativo e non dovrebbe essere trattato l’argomento manovra. Se ne parlerà in un vertice tra ministri competenti convocato a seguire. E ci dovrebbe essere anche Tremonti, sceso in nottata a valle dopo alcuni giorni trascorsi in Cadore. Berlusconi? Oggi Silvio non sarà a Roma, ma a Parigi per un vertice internazionale sulla Libia. Il premier - che, pensioni a parte, continua a ritenere «valida» l’intesa di Arcore e «certe» le coperture -   ha dato istruzione ai suoi  di insistere con Tremonti perché accetti l’aumento  dell’Iva «di un punto, un punto e mezzo» come «scorta» per far quadrare i conti «nel caso non risultassero sufficienti le  misure già individuate». L’altra ipotesi in ballo è un concordato fiscale (il limite è che si tratta di una “una tantum”) abbinato a un giro di vite per chi evade il fisco. Pene inasprite fino a prevedere il carcere per chi non paga le tasse.          

di Salvatore Dama

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • amb43

    03 Settembre 2011 - 08:08

    Sembrano, nella discussione della manovra , Penelope . Se Ulisse non arriva subito, siamo fregati.

    Report

    Rispondi

  • ale710

    02 Settembre 2011 - 18:06

    fortuna che la maggioranza è coesa altrimenti... qualcuno ha deciso di affondare l'italia ma penso che i forconi andranno a ruba

    Report

    Rispondi

  • fossog

    02 Settembre 2011 - 18:06

    ma porca miseria, ma un idiota che comanda davvero in questo governo di m....a c'è o non c'è ? e se non c'è facciamo una rivoluzione, tiriamo fuori un Robespierre che tagli un pò di teste come in francia in epoca passata, e poi ricominciamo da capo. Non sono così disorganizzati nemmeno in un branco di animali selvatici ove c'è sempre un capo e ruoli ben precisi... meglio gli animali che gli italiani di oggi ? SI' è proprio il caso di dirlo !

    Report

    Rispondi

  • anna.arween

    02 Settembre 2011 - 18:06

    Riassumiamo: Supertassa o se volete contributo di solidarietà: per i “fortunati” non statali che lavorano (forse meglio dire faticano) solamente 14 ore al giorno per 100.000 euri al mese, tassazione al 44% con ventilata estensione al 48% .Sembra sia scomparsa ma chissà... Aliquote IVA: aumento in vista, signori! Un punto due punti, da 10 all’11, dal 20 al 22. Chi offre di più? Sapete cosa si fa: non si spende signori, si recupera il baratto. “Capitolo statali”: conosco insegnanti, poveracce, che hanno sempre sbandierato formazione, informazione, professionalità, assenze 0 (dico zero) et similia. E questi cosa ti fanno ... bloccano i contratti, gli scatti, procrastinano le liquidazioni dei TFR , minacciano di non pagare le tredicesime in caso di sforamenti dell’amministrazione. Cavolo, mi chiedo, ma non si parlava di merito (dove sei brunetta...?). Festività laiche: toccherà ammalarsi per recuperare un po’ di fiato. Su questo mare di liquame galleggia, nota positiva, la lotta all’evasione. Insieme a Confindustria si mette di traverso B (?). E’ bene che si sappia: qui si ruba cavaliere, e i lavoratori dipendenti per recuperare potere d’acquisto la fattura non la vogliono più (poveri cristi, non sanno che saranno i sempre e soliti somari oltre che muli). Il signor Bertone (non ho mai letto che Cristo utilizzasse la parola “cardinale) ha dato fiato alle trombe ... ma diamine, le cooperative , NO!! Ok, allora paga tu, fai una questua (ammesso che tu ci riesca a raggranellare qualche spicciolo), vendi qualche oggettino, svestiti dei paramenti sacri, paga l’ICI, , insomma sporcati le mani (l’anima no, quella ha un colorito fumè). Non voglio parlare dell’UE che chiede riforme strutturali, della Camusso che ha detto alt ma che è sorda alla chiamata (dovessi rimetterci io con i compagni della uil e della cisl e della ....), dei tanti parlamentari che inneggiavano all’abolizione delle provincie, della sinistra che al momento rischia di vedere il pentolone del malaffare scoperchiato, ma un pensiero speciale per Bocchino voglio averlo. Come faccia a pontificare da quel di Mirabello è e rimarrà un mistero. Era lui che qualche giorno fa girava per Ravello in compagnia ignota (e chi se ne frega), con auto blu ed autista al seguito ?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog