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Tremonti, niente condono Critiche di Ue e industriali

Giulio alla Commissione: "Non serve". Evasione, Confindustria: "Sconcertati da approssimazione della manovra". L'Europa scettica: "Troppe misure fiscali"

Tremonti, niente condono Critiche di Ue e industriali
Non ci sarà nessun condono, perché una misura una tantum "va evitata". Lo ha spiegato giovedì il ministro dell'Economia, Giulio tremonti, davanti alla Commissione Bilancio del Senato. E' quanto si può leggere nel resoconto sommario della seduta. Il titolare del dicastero di via XX Settembre "conferma l'intenzione di non procedere a nessuna misura di condono, poiché si tratterebbe di un intervento una tantum che genera introiti di cassa ma che modifica l'assetto della finanza pubblica". Tremonti ha sottolineato come sussista "l'esigenza di evitare interventi singoli di rimpatrio di capitali che forniscano un gettito solamente una tantum".

"Non c'è squilibrio" - Il ministro dell'Economia ha poi sottolineato che nella manovra "non c'è un eccessivo squilibrio della componente fiscale rispetto alla decurtazione della spesa".  Nel resoconto si legge che secondo Tremonti, la proporzione inizialmente prevista "viene infatti mantenuta e confermata, ove si consideri che il contributo di solidarietà viene sostituito da misure prettamente fiscali, quantunque nella loro gestione vengano inclusi i governi locali". Non pare avere la stessa opinione il premier, Silvio Berlusconi, che ha parlato di uno "Stato di polizia tributaria".

Le critiche di Confindustria - Da Confindustria, però, arrivano critiche dure alla manovra. "Siamo sconcertati per le misure di contrasto all'evasione fiscale previste nell'emendamento presentato dal Governo - afferma una nota di viale dell'Astronomia -. Le misure presentate ieri risentono della fretta e dell'approssimazione con cui è stato predisposto l'emendamento".

I dubbi della Ue - Anche l'Unione Europea mostra di non gradire la manovra e lancia segnali d'allarme rispetto alle modifiche annunciate al provvedimento di correzione dei conti. "Siamo preoccupati dal vedere un eccessivo affidamento alle misure sulla lotta contro l'evasione fiscale". Così Amadeu Altafaj, il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn.

Bollino verde da Berlino - La Germania, da par suo, si mostra più ottimista. Da Berlino arrivano parole rassicuranti. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha spiegato che il governo tedesco "ha piena fiducia nel fatto che l'Italia, anche con i recenti cambiamenti alla manovra, approverà le misure necessarie a rispettare il risparmio previsto per arrivare agli effetti attesi sul bilancio pubblico".




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Commenti all'articolo

  • amb43

    03 Settembre 2011 - 08:08

    A quando la manovra definitiva ? Uffa ! sono delle banderuole, cambiano ad ogni spirar del vento ! Ci prendono per cretini ? Mai successa una scemata tale da che mi ricordo ! Berlusconi,datti una mossa prima che noi italiani cadiamo nel baratro! Saprei io chi ci vorrebbe ...........

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  • Landlord

    03 Settembre 2011 - 07:07

    La lotta all'evasione va bene ma forse non hanno calcolato i tempi. Per testare e mettere online tutte le denunce dei redditi diciamo che occorrono tre mesi, il prossimo 730 è fra un anno circa, tempi di verifica altri sei mesi , tempi dei ricorsi un anno. Pattegiamento e riduzione della cifra (Pavarotti, Rossi ecc.) Questi soldi si possono vedere fra due anni, e intanto cosa facciamo.

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  • peroperi

    03 Settembre 2011 - 00:12

    Si è tolto la maschera da sapientone il buon Tremonti ed ha dimostrato quanto ci sa fare con i conti e la politica. Non ha fatto altro che rimandare il problema al 2015 per quanto riguarda le pensioni. Andremo in pensione a 25 anni + 40 = 65 se avremo lavorato ogni giorno della nostra vita senza pause nè licenziamenti, quindi intorno ai 70. Con un'aspettativa di vita media di 75/80 anni percepiremo la pensione solo per un massimo di 10 anni dopo aver versato per 40. Meno le vedove dei Generali ( p.es)che riceveranno senza aver lavorato un giorno l'80 per cento delle pensioni dei de cuius. Come se loro stesse fossero dei generali. Povero Tremonti, la montagna d'ingegno economico finanziario che saresti tu ha partorito il topolino della manovra senza considerare che l'anno prossimo gli interessi del debito pubblico aumenteranno come sono aumentate le vendite dei bond italiani e saremo daccapo.

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  • pcoschi

    02 Settembre 2011 - 23:11

    Caro direttore perche ora che il contributo di solidarietà non interessa più le sue tasche ,ma solo quelle dei poveri e tartassati dipendenti pubblici lei non ne parla più? La pressione fiscale nella mia busta paga ha raggiunto con gli oneri contributivi soglia 57% non le sembra sufficiente? Avrei piacere di sentire una sua presa di posizione sull'argomento e sulla eventuale incostituzionalità della tassa- Grazie Paolo Coschiera

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