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Napolitano detta i tempi: "Manovra da varare subito"

Il presidente a Cernobbio: "Impegno comune tra maggioranza e opposizione". All'Europa: "Subito governance anti-crisi"

Napolitano detta i tempi: "Manovra da varare subito"
Giorgio Napolitano mette fretta all'Italia e all'Europa. Intervenuto al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio, il presidente della Repubblica ha auspicato un "varo rapido" della manovra e la creazione entro i sei mesi della presidenza polacca europea di un "pacchetto di governance economica" comunitaria, che sappia rispondere alle sfide della crisi. Napolitano ha rassicurato il mondo finanziario riunito sul lago di Como, assicuarndo che nonostante "la discussione travagliata sulla manovra", c'è "Impegno comune di maggioranza e opposizione" per approvarla entro i 60 giorni previsti per l'approvazione definitiva del decreto. All'Italia il Quirinale chiede "chiarezza e certezza d'intenti e risultati". C'è poi il capitolo euro. Napolitano ha sottolineato come l'Italia non sia riuscita a "adeguarsi alla nuova realtà" e come ora "senta tutto il pesod del vincolo del debito". Sulla moneta unica l'Italia ha mancato di coraggio: "Si è ritardato ed esitato ad affrontare il vincolo che doveva essere allentato e sciolto dell'indebitamento pubblico. La conseguenza - ha proseguito - è che nei 10 anni dall'ingresso dell'euro si è sentito questo peso". Infine, l'invito all'Europa ad accelerare sulla governance e su politiche comuni. Non è un caso che tra la platea ci fossero il commisario Ue agli affari economici Olli Rehn e il presidente della Bce Jean-Claude Trichet. A Napolitano risponde idealmente il presidente del Senato Renato Schifani, che assicura che non ci sarà "nessun rallentamento nei tempi" della manovra economica. "Il Parlamento sta lavorando di sabato, lavorerà anche domenica".

L'invito di Trichet - E proprio Trichet ha preso la parola
per ribadire che la Banca centrale europea non può sostituirsi ai singoli governi, che devono invece "procedere, soprattutto in Italia, a riforme strutturali". Poi, rivolgendosi direttamente ai vertici italiani, aggiunge: "Gli obiettivi definiti dal governo devono essere raggiunti". Tra questi, l'obiettivo di diminuzione del debito "è essenziale che sia pienamente confermato e implementato". Ma "non è sufficiente controllare soltanto l'inflazione per combattere la crisi ed evitare la recessione". "Le preoccupazioni di Trichet - ha risposto a distanza il ministro degli Esteri Franco Frattini - troveranno risposta nei fatti: mantenere i saldi invariati, garantire la parità di bilancio già nel 2013 e certamente garantire la rapida approvazione della manovra".

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Commenti all'articolo

  • emilioq

    04 Settembre 2011 - 07:07

    In considerazione della crisi togliete questa figura inutile assieme alla pletora di senatori a vita e al 50% minimo degli sfaccendati che popolano Parlamento e Senato, questo tanto per cominciare!!!!!!!!!!!

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  • imahfu

    03 Settembre 2011 - 15:03

    E' quello che ha tagliato di piu' sui fondi che riceve. Se non ci fosse lui, saremmo in piena dittatura con leggi di favore, salva Premier, Previti alla giustizia, Verdini al Tesoro. In due giorni con Dell'Utri, mangia tutto e non c'é bisogno di manovra! -------Comunque lasciando da parte le cavolate dei fanatici, tra le righe ha replicato a chi vorrebbe un governo tecnico. Lui non puo' nulla finché il governo ha la maggioranza (non ha parlato di fiducia-sapendo che quella popolare non c'é). La precisazione é comunque propedeutica a un Berlusconi che si fa da parte ,malgrado dica di ripresentarsi nel 2013. Anzi la ricandidatura va letta al contrario, tipico di Berlusconi che grida al ladro quando ha le mani nelle tasche altrui. E' un personaggio da esaminare da psicanalisti. Il complesso della statura, della vecchiaia, dell'apparenza (bitumatura in testa e cerone in faccia). Il complesso di inferiorità che si manifesta nell'atteggiamento opposto. Autodifesa f.to Freud

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  • bussirino

    03 Settembre 2011 - 11:11

    Il comunista ha imparato bene come stare al potere. con una mano prende e con l'altra tiene ben stretto. Insomma i suoi proclami sono volti speronare gli altrui ma tiene ben stretto sia la sua pensione elevatissima sia allo stipendio elevatissimo. Ma il cittadino italiano si domanda: come può un politico come Napolitano far credere di aver dato la vita per il bene del Paese se non considera un privilegio l'essere nominato Presidente della Repubblica non stipendiato? Uno stipendiato non lavora per il bene del Paese ma Perchè è stipendiato e quindi è un suo serio DOVERE. Non è così? Quindi prima di parlare Napolitano faccia un passo indietro e rinunci al suo lauto stipendio. Allora si che potremmo onorarlo per il suo "prestigio" se lo farà altrettanto bene!

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