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Manovra e intercettazioni Silvio studia la riscossa

Berlusconi pensa alla campagna d'autunno. Dopo l'approvazione, modifiche al decreto. Caso Tarantini "schifezza"

Manovra e intercettazioni Silvio studia la riscossa

Che fare: riscrivere di nuovo il decreto anti-deficit o approvare la manovra così com’è, senza perdere altro tempo, e mettere in cantiere  altri provvedimenti per l’autunno? È il dubbio che arrovella Silvio Berlusconi.
A furia di rimaneggiare quel testo di legge («Nato molto male», per ammissione dello stesso premier) la situazione si è bella che ingarbugliata. Le prime due versioni della manovra  si sono spiaggiate, per un motivo o per un altro, prima ancora che il Senato cominciasse davvero a votare. In principio - era Ferragosto - l’impalcatura si reggeva attorno al contributo di solidarietà per i redditi medio-alti. Poi l’esecutivo ha puntato sull’intervento relativo alle pensioni di anzianità. Quindi l’altro giorno una nuova svolta: adesso è il recupero dell’evasione fiscale la pietra angolare che tiene in piedi la baracca. E che garantisce il rispetto dei saldi.

Peccato che gli emendamenti firmati dal ministro Tremonti convincano poco Bruxelles. Dalla Commissione europea trapela «preoccupazione» per il fatto che il governo italiano stia facendo «eccessivo affidamento» sulle misure anti-evasione, il cui impatto sui conti pubblici non è «facile» da quantificare. E poi c’è il Quirinale. Dal Colle pretendono un intervento più coraggioso sui tagli alla spesa pubblica. Napolitano chiede certezze sul taglio delle Province e di altri rami secchi e improduttivi dell’apparato statale. Una cura dimagrante seria, insomma. Berlusconi? Come sempre queste ingerenze - quella europea e quella quirinalizia -   lo infastidiscono. «Ieri (l’altro ieri, ndr), a Parigi, ho rassicurato la Merkel e Barroso sui contenuti e la tempistica della manovra», ricorda Silvio, e adesso quelli della Commissione europea cosa vogliono, si domanda.

Sa, Berlusconi, che il decreto è discutibile in molti dei suoi contenuti. È il primo ad ammettere che «poteva essere scritto molto meglio» e che «ci fa perdere un sacco di voti». Ma adesso la tentazione del presidente del Consiglio è quella di licenziare il provvedimento quanto prima. Il problema è che ogni giorno si mette altra carne al fuoco, esce fuori qualche nuova misura da inserire con un nuovo portato di proteste e liti nella maggioranza. «Ma così non ne veniamo più a capo», si sfoga  Berlusconi, che inizia a  temere per  la credibilità del governo e per la tenuta della maggioranza.

Va tirata una riga: «Approviamo questo decreto subito, poi studieremo altre soluzioni». Silvio rimane convinto della necessità di aumentare l’Iva e di intervenire sulla previdenza. Ma non con questa manovra qui, saranno varati altri provvedimenti nelle prossime settimane. Paludata in questa situazione, la politica offre l’humus ideale per l’inciucio. E si torna a parlare di governissimo. Berlusconi ha arricciato il naso alla notizia della “discesa in campo” di Alessandro Profumo: «I poteri forti si stanno muovendo contro di me. Avete visto, adesso si fa avanti anche il banchiere di Prodi?
Dobbiamo darci una mossa...».

Il premier osserva schifato anche quello che succede alla procura di Napoli, dove si indaga sul presunto ricatto ai suoi danni ordito da Lavitola, Tarantini e signora. Dopo aver letto i quotidiani di ieri Silvio ha avuto un conato di vomito: «È una schifezza!», riferendosi alla pubblicazione delle sue conversazioni telefoniche con Lavitola. Allora è tornato alla carica: «Dopo la manovra», ha annunciato ai suoi, «metteremo subito in calendario la legge sulle intercettazioni. Non possiamo più tollerare...».

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • cioccolataio

    05 Settembre 2011 - 10:10

    avevo detto molte volte che il problema non era tanto il bunga bunga, ognuno a casa sua può fare quello che vuole (se non commette reati, come andare con minorenni o abusare della sua posizione), ma era invece l'alta probabilità che un Presidente del Consiglio comportantesi in questo modo potesse essere ricattato. Abbiamo saputo che sono state fatte d Lui donazioni, per svariati milioni, anzi decine di milioni di euro a: Dell'Utri, Lele Mora, Tarantini, Ruby e Olgettine varie, eccetera, eccetera. Tutta povera gente in difficoltà, aiutata perché Lui ha buon cuore. Tutti disoccupati, extracomunitari, precari. E' evidente che le cose non stanno così. Non sappiamo con esattezza quando questa storia sia cominciata e quanti e quali siano coloro che hanno ricevuto o ricevono queste dazioni 0, peggio, altro! Possiamo andare avanti così? Lo chiedo indipendentemente dalle convinzioni politiche di ciascuno di noi: voi ricevereste a casa vostra gente come quella?

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  • emi58

    05 Settembre 2011 - 09:09

    Non ho ancora capito se siete giornalisti o servi, ma avete capito che berlusconi ha rovinato l'italia, e nonostante tutto difende ancora i gaglioiffi come lui (cane non mangia cane) pensa di ricandidarsi per fare cosa? non ci ha rovinato Abbastanza?

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  • imahfu

    04 Settembre 2011 - 19:07

    Il Premier dice di aver avuto un conato di vomito ma molti hanno vomitato a sapere le sue imprese da nonnino col Bunga Bunga. E un milione a Tarantini (droga e prostituzione) che lui vorrebbe farci credere ''pietà'. Vuoi vedere che é la pietà di Michelangelo? Leggi le intercettazioni e dirai 'assurdo!'

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  • imahfu

    04 Settembre 2011 - 19:07

    In gran silenzio, alla chetichella, ecco che si tenta di mettere l'art.8 della manovra che annulla l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori; libertà di licenziamento (anche per antipatia personale). Così si abbassano le paghe come se non fossero già le piu' basse d''Europa. E' un solenne errore (Sacconi gioisca ma ci dica di che son pieni i suoi sacconi). La Confindustria aveva detto di 'riflettere' Bonanni 'é una truffa fuori dagli accordi' (e rinsalda l'unità che non c'era tra sindacati). Ma la tassa ai ricchi: niet. E' contrario alla Costituzione, contrario alle norme europee: un contratto aziendale, anche in peggio, si sovrappone a quello nazionale collettivo. Il colmo. Sara' un'altra figuraccia del governo, se insistono ma dimostrano l'insipienza ignorante. Fatta la manovra... a casa, altro che ricandidatura.

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