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Da Profumo a Montezemolo: ecco il governo dei trombati

Ci sono anche Fini e Monti: la carica dei silurati che vuole le stanze del potere

Da Profumo a Montezemolo: ecco il governo dei trombati
L’intervista a Beppe Pisanu apparsa ieri su Repubblica è la prima avvisaglia d’un tormentone destinato a montare non appena la squinternata manovra economica terminerà il suo iter parlamentare. «Serve un governo di larghe intese, un patto di fine legislatura», ha detto il presidente della Commissione antimafia: scenario da lui lungamente accarezzato, ma che potrebbe, di qui a qualche settimana, varcare il confine che separa le speranze dalla  realtà. La prospettiva d’una compagine di transizione, o di unità nazionale, sembrava tramontata il 14 dicembre dello scorso anno, quando la risicata fiducia ottenuta da Berlusconi stroncò la faida finiana. Nonostante le malvagie ironie su Scilipoti&C, la maggioranza parve in grado di reggersi. Negli ultimi mesi, però, il precipitare dei mercati ha mutato d’improvviso il quadro. Berlusconi, per la prima volta, non sembra in grado di padroneggiare la situazione con efficacia.

Se gli effetti della manovra dovessero mostrarsi inferiori alle attese, l’ipotesi di una crisi non sarebbe peregrina. Di andare subito a elezioni non se ne parla: a sconsigliare il ricorso alle urne non è il timore d’uno schianto finanziario, quanto l’impreparazione delle forse in campo. In compenso, sono in tanti a sognare un governo tecnocratico, nato fuori dal recinto dei partiti. Lo vorrebbe Napolitano, che nella sua videoconferenza allo Workshop Ambrosetti di Cernobbio s’è quasi scusato di non poter prescindere dalle maggioranze in Parlamento; lo vorrebbero il patto di sindacato del Corriere, la Confindustria della Marcegaglia e i banchieri che, sempre a Cernobbio, non hanno lesinato bacchettate al centro destra. Farebbe comodo al Pd, che avrebbe così il tempo per decantare la propria situazione interna, e non dispiacerebbe a parte della Lega, Maroni in testa, desiderosa di liberarsi dall’abbraccio col Cav. Quanto a Casini e al Terzo Polo, sono stati i primi a invocare la grande ammucchiata. Dunque tutti d’accordo, o quasi.

Ad apparire disperante, però, è il profilo esibito dagli aspiranti salvatori della Patria. Il titolo ideale d’una fotografia che li ritraesse in gruppo sarebbe “la compagnia dei trombati”: ciascuno sembra alla ricerca d’un qualche risarcimento per gl’insuccessi personali. Un gran trombato è lo stesso Pisanu, costretto al ruolo di comparsa in seguito alla pessima figura rimediata da ministro dell’Interno nella notte dei brogli del 2006. Trombati di lusso, e di charme, anche gli uomini sui quali puntano Pd e terzopolisti, cioè Alessandro Profumo e Luca di Montezemolo. Berlusconi scese in politica all’apice del successo; loro stanno meditando il gran passo all’apice dell’insuccesso: l’uno messo parte da Unicredit, l’altro da Fiat e da Confindustria. Mario Monti, il più corteggiato di tutti, sembra non essersi mai riavuto dalla delusione d’aver dovuto abbandonare il posto di commissario europeo. Il minimo che si aspetta, per ricompensare i suoi meriti, è la presidenza del Consiglio.

Intorno ai supereroi gravitano alcuni trombati cronici: Fini, cassintegrato della politica in mobilità lunga il cui progetto è a dir poco in crisi; D’Alema, un ex premier passato a prendere schiaffi da Vendola e piazzato al Copasir; Rutelli, preso a sberle prima da Berlusconi poi da Alemanno. Tutti costoro, per raggiungere i propri obiettivi, devono superare un impiccio trascurabile: la democrazia elettiva, quel perfido sistema che impone il consenso degli elettori. Ci provassero: con i mezzi e le amicizie di cui dispongono, non dovrebbe essere difficile. I tecnocrati – salvo uno, Romano Prodi – sono allergici al responso delle urne.  Si ritengono i migliori: non ne hanno bisogno.

di Renato Besana

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Commenti all'articolo

  • gpaololeandro

    09 Settembre 2011 - 18:06

    Ormai la fantapolitica ha contagiato tutti.Sembra di essere al bar dello sport,in una di quelle tante tenzoni in cui tutti si cimentano a fornire il meglio di se stessi,quali profondi conoscitori di una qualsiasi disciplina sportiva,nell'ipotizzare la composizione di una qualsivoglia compagine agonistica.Così,nel nostro Paese,a livello di aggregazioni politiche,di circoli pseudo intellettuali,di media impegnati,tutti a formulare ed indicar ricette (fasulle),tutti a lanciare nell'agone i grandi tecnocrati( Montezemolo,Monti,buon ultimo,Profumo).Ultimo éscamotage,nel carosello quasi carnevalesco,la proposizione dei vari Pisanu (il nuovo che avanza,un enfant prodige!),o quella che riguarda Fini (l'abusivo dei fondi marini!).Senza voler esaltare la figura di Berlusconi,che a questo punto sembra brillare come una stella di prima grandezza,c'è veramente da restare sconcertati nel vedere l'esibizione di coloro che dovrebbero costituirne l'alternativa!...torniamo allo sport...!

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  • carpa1

    09 Settembre 2011 - 14:02

    Non è mia intenzione cercare di farle cambiare idea, ma semplicemente precisare meglio il mio pensiero. Ho 70 anni e, quindi, credo di conoscere abbastanza bene come sono andate e vanno attualmente le cose in Italia. Le vorrei far notare quanto sia sotto il profilo economico che etico e mortale, i problemi non sono nati nè oggi nè nel recente passato, ma dagli allegri comportamenti dei nostri politici sin dai primi decenni del dopoguerra; ed in questo avevano già surclassato di gran lunga i governi Berlusconi molto tempo prima del '94. Forse potrebbe dare un'occhiata a link http://italiapiu20.wordpress.com/2010/11/28/il-debito-pubblico-italiano/ da cui si può percepire quanto gli incremento sia diminuit in termini percentuali e, maggior ragione, tenuto conto della svalutazione anno su anno. Lo stesso dicasi per le tasse. Quindi, per quanto anch'io non sia d'accordo coi comportamenti, soprattutto privati, di SB non posso che confermare quanto già da me espresso nel post precedente.

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  • imahfu

    09 Settembre 2011 - 09:09

    Non é possibile. Meglio Scilipoti o un comico qualsiasi. Ricordati il dire dal 94 e guarda quanto fatto. L'Italia é allo sbando non solo sotto il profilo economico. C'é quello morale ed etico, entrambi difficili da ristabilire. Pensa alla montagna di bugie che ci hanno accompagnato per anni. '''Dopo il 30% di imposte, non si deve pagare''. Siamo al 44.5 %

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  • lallo1045

    09 Settembre 2011 - 08:08

    Gli italiani, oggi, meritano di maglio: svuotiamo il parlamento di Tutti sti figuri, adattiamo la Costituzione ai giorni nostri e facciamo rielezioni. NESSUNO, dico NESSUNO, della vecchia guardia a livello dirigenziale e con già in tasca 2 mandati si può candidare, né partecipare alle future coalizioni o partiti. Sono tutti da rottamare, non senza prima aver tolto tuttu il maltolto e fatto pagare per i DISASTRI combinati nella carriera politica.

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