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Incontro coi pm, Ghedini: "Nessuna decisione presa"

Berlusconi accerchiato dopo l'ultimatum del pool di Napoli. Smentito l'incontro giovedì con i magistrati. Silvio è vittima, ma sono pronte le manette

Incontro coi pm, Ghedini: "Nessuna decisione presa"
Il succo è questo: almeno la metà delle Procure italiane vuole arrestare Silvio Berlusconi. Il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore martedì ha sbottato A Radio 24 paventando l’eventualità di un "accompagnamento coatto del premier", qualora non si fosse presentato entro domenica davanti agli inquirenti che indagano sulle presunte estorsioni di Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola ai danni dello stesso Berlusconi. Ironia della sorte: la caccia al Cav dura da almeno 15 anni e potrebbe concretizzarsi proprio nel processo in cui non è imputato ma parte lesa. Anche per questo la prima reazione del premier è stata stizzita, di pancia: "Io non ci vado, non li voglio vedere. Quelli stanno cercando di incastrarmi". Ma secondo quanto riporta La Repubblica, Berlusconi avrebbe deciso di incontrare i giudici domani, giovedì 15 settembre. Una mossa con cui il premier vuole mettere a tacere le fitte polemiche che negli ultimi giorni si sono sviluppate su questo caso e con cui cerca di respingere l'assalto della magistratura. In serata, però, il legale del permier Niccolò Ghedini ha smentito: "C'è stato un contatto con la procura di Napoli, ma non è stata presa nessuna decisione né da parte nostra né da parte loro". A chi gli faceva notare che il pool partenopeo ha indicato delle date per il nuovo appuntamento con il premier, Ghedini ha risposto: "La nostra decisione è correlata anche ai comportamenti della Procura". Alle 12.30 Berlusconi è salito al Quirinale per parlare con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al centro del dialogo, naturalmente, la manovra che è stata definitivamente approvata dalla Camera, ma sicuramente si è anche discusso del 'braccio di ferro' con la magistratura.

Lo sfogo del premier - In una giornata ad alta tensione Berlusconi si è poi sfogato con alcuni deputati del Pdl, che ne hanno riferito i pensieri. Il premier ha rimarcato come sia vittima di una vera e propria persecuzione che ormai dura da 17 anni. "Sono perseguitato - avrebbe detto il premier -. Sono vittima di certi pm che usano in modo illegittimo la giustizia e la usano a fini politici. Di questo - avrebbe aggiunto - dovrebbero preoccuparsi tutti, tutte le forze politiche perché ora la vittima sono io, ma domani potrebbe essere uno di loro". Parlando con gli onorevoli al termine del voto di fiducia, il Cavaliere è tornato sulla vicenda Tarantini, ribadendo di non aver commesso alcun reato. Il premier avrebbe ribadito di essersi limitato ad aiutare una famiglia che si trovava in un momento di forte bisogno, in un momento di difficoltà, "come del resto ho fatto e continuerò a fare quando ce n'è bisgno: sono un generoso - avrebbe concluso -, faccio beneficenza. Anche nel caso della vicenda Tarantini mi sono limitato a fare beneficenza, senza commettere alcun reato".

Silvio non ci sta - Lo sfogo del premier viene da sé, poiché l'accerchiamento delle toghe nei suoi confronti è in grande stile. Il legale di berlusconi, Nicolò Ghedini, è stato ascoltato dagli inquirenti fino a sera. "Non mi sono mai occupato della contabilità personale del presidente Berlusconi", ha spiegato l'avvocato e deputato Pdl. "E' fisiologico che un avvocato penalista possa essere avvisato dal proprio cliente di una richiesta estorsiva. Così non è stato, ma anche  se tale notizia mi fosse stata comunicata, non sarebbe nulla di illecito o di deontologicamente scorretto". E nell'attesa che si compia la verifica sulle audizioni dei legali di Tarantini Nicola Quaranta e Giorgio Perroni annunciata dal ministro della Giustizia Nitto Palma, al Cav non resta che resistere. Non gli va giù l’ultimatum della Procura sulle date (dal 15 al 18 settembre). E' un forzatura che lascia allibito il capo del governo: "Non c’è nessun rispetto. Non dico per la mia persona, ma per la Presidenza del Consiglio che io rappresento". Martedì il legittimo impedimento (il mini tour europeo tra Strasburgo e Bruxelles") ha "salvato" il presidente del Consiglio dall'audizione a Napoli.

Flagranza di reato - In realtà la Procura di Napoli ha uno strumento spuntato per convincere Berlusconi a comparire. Essendo il premier deputato, è necessaria l’autorizzazione della Camera per l'invito a comparire. Tempi lunghi: la pratica va prima esaminata in Giunta per le autorizzazioni e poi votata dal plenum. Insomma, se ne può andar via anche più di un mese. Possibile la mediazione del Quirinale. Secondo Repubblica, il premier si presenterà (o si farà ascoltare) dai pm giovedì o venerdì prossimo, accompagnato dai suoi legali. Tutto finito? No, forse solo iniziato. Perché una volta "sotto torchio" da teste, Berlusconi dovrà dire tutto quello che sa sul caso Tarantini. Se esita o si mostra reticente rischia le manette immediate per "flagranza di reato" (senza passare, dunque, dall'autorizzazione a procedere"). E' la legge, non fantapolitica. Come se non bastasse, c’è Milano: martedì c'è stato il vertice a Palazzo di giustizia sul caso Ruby. Le toghe milanesi devono decidere come rispondere al conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera. E' corsa tra Procure.

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Commenti all'articolo

  • giovinsignore

    17 Settembre 2011 - 17:05

    Quando tutto il putiferio delle 100000 o 200000 intercettazioni illegali e di solo gossip (che noi tutti abbiamo pagato) ordinate, per conto del PD, del fascista Fini e dei poteri economici forti da questa magistratura comunista, si trasforma in un tentativo di colpo di stato (tipo Koemini) é necessario che chi, come me, ha già subito persecuzioni dai nazifascisti ed ha partecipato alla lotta liberale con Franchi e Boeri, si prepari a eventualmente reimbracciare le armi per difendere ancora gli Italiani dalle eversioni e inviti tutte le persone di buon senso a fare subito di tutto per evitarlo ma a tenersi pronte piuttosto che ricadere in una nuova dittatura.

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  • ssansonetto

    15 Settembre 2011 - 08:08

    C'è un triste parallelo che si stà formando ed è quello tra Italia e Iran. Mi spiego: l'Iran dello scià Reza Pahlavi si stava lentamente ma continuamente incamminando verso una società moderna e più democratica quando una rivoluzione islamica partita da Parigi e guidata dall'Ayatollah Khomeini cambiò gli eventi e la storia del paese introducendolo in un periodo oscurantista . La mia paura è che in Italia l'avvento di un certo tipo di magistratura condizioni la politica odierna e futura indifferentemente da chi siede a palazzo Chigi . Tutto ciò può avvenire basta guardare cosa stà succedendo nel nostro paese dove le regole non vengono più rispettate proprio da chi dovrebbe farle rispettare,dove le leggi vengono quotidianamente "interpretate" a seconda dell'uso politico,un paese dove non esiste più il rispetto istituzionale ed ogni scempiaggine,il più delle volte falsa o mal interpretata, finisce regolarmente sui giornali. Finirà male se và avanti così.danisan

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  • Camillo Rosica

    15 Settembre 2011 - 00:12

    Fortunatamente ( perché immagino quanto gli piacerebbe ! ) i magistrati di Napoli non potrebbero in nessun caso disporre l'arresto di Berlusconi. L'art. 68 2° comma della Costituzione consente l'arresto del parlamentare, senza dover chiedere l'autorizzazione a procedere, soltanto nel caso di reato per il quale é previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. L'art.380 1° comma cod.proc.pen. prevede l'arresto obbligatorio in flagranza per reati per i quali é prevista una pena minima non inferiore a 5 anni ed una massima non inferiore a 20. Orbene, per i reati eventualmente contestabili a Berlusconi, art.371 bis (false informazioni) e 378 (favoreggiamento) del codice penale, é prevista una pena massima di 4 anni. ( ex ) Avv. Camillo Rosica

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  • claudio maestri

    14 Settembre 2011 - 23:11

    Perfetto il giudizio di Sarame e perfette le sue conclusioni. Il tempo e' scaduto e se vogliamo salvare questo nostro paese dobbiamo armarci di randelli e forconi e menare a piu' non posso cominciando dal Quiriinale che ha consentito di arrivare a questo schifo col suo silenzio rumoroso ogni qualvolta si prende di mezzo Berlusconi, valga per tutti l'esempio delle schifezze uscite dalla bocca di Fini in veste di Presidente di Montecitorio! Caro Rosso antico in questo caso la Costituzione non e' stata turlupinata?Ma vi rendete conto di quante schifezze passano sotto silenzio ogni giorno? Altro che estorsione a Berlusconi! A napoli poi!!! Vogliamo davvero farci prendere ancora per i fondelli? Basta armiamoci e partiamo...Io vivo all"estero ma giuro di imbarcarmi sul primo aereo disponibile al primo cenno della spedizione su Roma. DAI SARAME! FAI TUTTO IL POSSIBILE per TROVARE qualcuno che organizzi. Autorizzo LIBERO di dati il mio indirizzo email per metterci in contatto.Grazie e auguri.

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