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Paragone attacca il Senatùr. "Bossi, hai tradito te stesso"

La Lega difende a spada tratta la manovra anche a costo di rompere coi i suoi sindaci. Caro Umberto, così non va

Paragone attacca il Senatùr. "Bossi, hai tradito te stesso"
La Lega è un partito dove si ubbidisce al Capo, come dimostra anche il no all’arresto di Marco Milanese ex braccio destro di Giulio Tremonti, quindi i sindaci ribelli finiranno col rientrare nei ranghi. Niente manifestazione, ha ordinato Bossi: chi sfila contro il governo si mette contro il movimento. Questa è la legge di via Bellerio, così si fa. Punto, basta, fine. Poi però i vertici lo dovranno spiegare agli elettori: perché Papa si sbatte dentro e Milanese no? Perché ai borgomastri va tappata la bocca mentre dicono cose di buon senso?

Il cartellino giallo ai Tosi e ai Fontana è quanto più di lontanamente leghista ci possa essere. Nel dna del Carroccio la difesa del locale viene prima di qualsiasi intesa romana – o almeno questo è lecito aspettarsi -; Roma non può soffocare le rivendicazioni che partono dal basso. Sono anni che Tremonti e più in generale i governi del centrodestra (di ciò che hanno fatto quelli di centrosinistra manco a parlarne però lì te lo aspetti, qui no…) costringono i Comuni a tagliare di qua e di là, di sopra e di sotto, alla fine era normale che la prima linea sbottasse in barba alle appartenenze partitiche e agli ordini delle segreterie. Quei sindaci col fazzoletto verde nel taschino sono una cosa bellissima, sono la faccia onesta di una politica che rimette l’accento sui problemi concreti: perché non possono essere liberi di manifestare con gli altri colleghi contro i tagli?

Noi stiamo coi sindaci perché lo siamo sempre stati; non è un caso che la fiducia verso i sindaci sia più alta di quella verso i parlamentari. (E a tal punto si dovrebbe lasciar perdere il qualunquismo un tanto al chilo e dire che gli stipendi degli amministratori locali sono troppo bassi per le competenze e le responsabilità che l’incarico necessita. Proposta: meno soldi ai parlamentari e aumento dello stipendio a sindaci e assessori). Tosi, Fontana e gli altri borgomastri padani fanno bene a lamentarsi dei tagli, perché alle casse vuote corrispondono minori servizi pubblici, quindi abbassamento del consenso. Se la Lega non prende il consenso sul territorio dove lo va a prendere? Insomma, quella di richiamare all’ordine i “sindaci ribelli”mi sembra una mossa abbastanza avventata e comunque di respiro corto. Sarebbe stato meglio lasciare fare ai primi cittadini la voce grossa contro la manovra, non fosse altro per tenere fede a quel binomio “di lotta e di governo” che a questo punto tramonta definitivamente.

Non capisco infine perché i vertici del Carroccio si ostinino a difendere una manovra che di politico ha ben poco, che è nata per mano europea e sotto la stella finanziaria. La Lega ha evitato che i tagli fossero più pesanti? Bene, giusto, ma restano pur sempre dei tagli asfissianti per i Comuni. La mossa di mettere fuorigioco due importanti alfieri leghisti sul terreno a loro più congeniale – la difesa del territorio – li esporrà ora a facili attacchi da parte dell’opposizione: come faranno a parlare di federalismo fiscale dopo una manovra così? Voglio ricordare alla Lega che alle ultime amministrative il risultato è stato al di sotto delle aspettative: tutti pensavano infatti che a raccogliere i voti berlusconiani in uscita ci avrebbe pensato il Carroccio, invece le urne non sono state affatto così generose. Non c’è stato lo sfondamento sperato. Forse perché – domando con un pizzico di malizia - sta temporeggiando eccessivamente?

Per chiudere: caro Bossi, togli il bavaglio ai tuoi sindaci, lasciali liberi di protestare. Il bello della Lega era ed è la non prevedibilità, il politicamente scorretto. Se proprio si deve, Umberto, quel dito medio che a te piace tanto fallo levare ai sindaci contro Roma. Pazienza se tra chi comanda a Roma c’è pure il Carroccio…

di Gianluigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • ginspa

    15 Settembre 2011 - 15:03

    Contro le cattiverie Flavio Tosi, è ora di alzare la voce e di dirla, finalmente, forte e chiara una parola in difesa di Berlusconi. Questo Gran Signore, invece di impiparsene del nostro destino e fare la bella vita che si merita, si svena per salvare dalla prostituzione ragazze un po' troppo credule, ipoteca chissà quante sue ville per riscattare dall'ignominia lenoni come Lele Mora e ricattatori come Tarantini e Lavitola, rischia forse il tracollo finanziario per evitare incidenti diplomatici (vedi il caso Ruby) o per assicurare menti elette al suo governo (vedi la costosissima cooptazione di un pezzo da novanta come Scilipoti) e questi magistrati, micragnosi e incarogniti, son lì a tormentarlo, a mancargli di rispetto, a impedigli di lavorare. E poi ditemi se questo non è "un paese di merda". (Gino Spadon)

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  • giobat

    14 Settembre 2011 - 13:01

    è diventata ormai un partito romano BOSSI è fottuto mi pare che non si renda conto delle stronzate che sta facendo è provabile che la malattia lo abbia rimbambito non si rende conto che alle prossime elezioni la Lega verrà cancellata!!! si può scordare anche il mio voto come quello di tantissimi che l'avevano votata non dimenticatelo!!!!

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  • ciccetto

    14 Settembre 2011 - 13:01

    Non si abbandona la barca quando affonda. Tutti su e tutti giù! Questo è il tacito accordo. Se non fosse per il Bossi e il Berlusconi saresti a fare il lavoro che ti compete e non certo dove sei. E' stato bello ma sta finendo. Fatti una ragione.

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  • wilegio

    wilegio

    14 Settembre 2011 - 12:12

    Approvo il sistema maggioritario e il premio di maggioranza, ma non capisco perché abbiano tolto le preferenze. Non ho votato per il pdl perchè il mio voto rischiava di andare a persone poco gradite... e avevo ragione, come ha dimostrato fini di lì a poco... Ho votato Lega, perché mi piaccevano le loro idee, soprattutto nel contrasto all'invasione (da qualcuno chiamata immigrazione), e il loro coraggio nel sostenerle. Adesso però non li voterei più alla cieca e spero che alle prossime elezioni si possano di nuovo esprimere preferenze. In tal caso voterò ancora Lega, ma indicando chiaramente nomi dell'area di Maroni e Tosi. Se invece non cambierà niente, allora mi rivolgerò verso altri lidi, sempre a Destra, perché il mio voto a B. & B. non sono più disposto a darlo: mi hanno deluso troppe volte.

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