Cerca

Lega e Tosi, faida tra sindaci Gobbo critica, Fontana incerto

L'attacco di Flavio a manovra e governo divide il partito. Il rivale veneto: "Rispetti l'alleanza". Il varesino: "Mai contro Bossi"

Lega e Tosi, faida tra sindaci Gobbo critica, Fontana incerto
Ci hanno provato, a sbatterlo fuori dalla Lega. Ma Flavio Tosi è uscito dal consiglio federale di lunedì un po' più forte, soprattutto perché ha capito che Umberto Bossi è troppo debole per mettere da parte il sindaco di Verona e uno dei leader più in vista del partito in Veneto. E così Tosi, uomo di Maroni, torna all'attacco e guida la carica dei sindaci. Contro la manovra, sì, ma soprattutto contro Berlusconi. Al Corriere della Sera aveva detto che "un ciclo è finito e che il premier deve farsi da parte, subito". Parole pesantissime che hanno scatenato le reazioni del Pdl e pure della Lega. Dove, però, la battaglia è soprattutto interna. Perché contro Tosi ci sono il Cerchio magico e il suo principale avversario in Veneto, il sindaco di Treviso e segretario regionale Gian Paolo Gobbo. Che al Corriere della Sera commenta: "Non è una questione di Tosi o Berlusconi. Il fatto è che la Lega è al governo e in una crisi economica del genere ha un’alleanza, la mantiene e la rispetta. Quanto all’espulsione di Tosi decideranno gli organi del partito".

Il dubbio di Fontana - Sta di fatto che Tosi, riguardo alla protesta dei sindaci contro la manovra finanziaria, ribadisce di "non sentirsi fuori dalla linea del partito", sebbene il consiglio federale leghista abbia invitato i suoi primi cittadini a non aderire al corteo. La posizione di Tosi non è isolata. Insieme a lui c'è un altro papavero del Carroccio, il sindaco di Varese Attilio Fontana. Il presidente regionale dell'Anci è in prima fila tra i manifestanti: "So di essermi comportato, fin qui, in pieno accordo con i bisogni della cittadinanza, delle istituzioni che rappresento e anche con lo spirito del partito". Dalle pagine de l'Unità, però, si dice ancora combattuto: "Rimarrò leghista, ma valuterò se sia il caso di rinunciare ai miei incarichi nell'Anci, se mi adeguo al richiamo non posso certo rappresentare altri Comuni. Qualunque sia la mia soluzione, non entrerò mai in conflitto con le disposizioni del partito cui appartengo".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • schnee

    14 Settembre 2011 - 14:02

    Tosi l'ha capito e tanti politici hanno capito che Berluscò è alla fine,ormai è solo contro tutti.Con profondo rammarico,da elettore di destra,mi rendo conto che egli ha avuto i numeri per cambiare le carte in tavola.Non c'è riuscito,vuoi per l'acredine di una certa Magistratura,vuoi perchè i suoi lecchini tirapiedi hanno inserito il freno a mano,vuoi perchè Fini è andato con il cervello a farfalle...Di fatto Berluscò è cotto,ricotto e tra poco mangiato e digerito.PErtanto facessero Tosi come PdC,io non potrei che esserne orgoglioso.Ha dialettica,va dritto al sodo ed è un veronese,uno abituato a lavorare per mangiare.Non mancherebbe nulla e gente come lui,sono certo,diverrebbe bipartisan e non più sdoganato come leghista. Tosi è un uomo intelligente che arriva al sodo,ovvero è un politico incapace vista la insussistenza della classe politica. Vai Flavio,mangiateli tutti!!!

    Report

    Rispondi

  • Guderian

    14 Settembre 2011 - 14:02

    Ovviamente sta studiando la sua strategia di uscita, potrebbe fare diversamente ?

    Report

    Rispondi

blog