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Il presidente è vecchio, i suoi antagonisti decrepiti / Facci

Chi contesta il Cav non è ancora il nuovo, altrimenti il premier se ne sarebbe già andato

Il presidente è vecchio, i suoi antagonisti decrepiti / Facci
L’antiberlusconismo è una variabile indipendente da Berlusconi e dalle sue opere: non c’è nessun legame tra l’andamento buono o cattivo dei suoi governi e l’accanimento di chi cerca di sbarazzarsene da quasi 18 anni. L’avrebbero inquisito in ogni caso, perseguitato in ogni caso, odiato o venerato in ogni caso. Si dice sempre che Berlusconi passerà alla Storia, ma passerà alla Storia anche questo Paese attraverso di lui, ciò di cui lui è stato il catalizzatore, soprattutto l'acceleratore. Può piacere o non piacere il futuro post-politico in cui Berlusconi ci ha scaraventato da una Repubblica all'altra, può certo disorientare questo Paese mediatizzato e americanizzato che ha precipitato i quadri della vecchia Italia in un pauroso ritardo culturale, qualcosa in cui il massimo dell'utopia politica - il nostro sol dell’avvenire - è diventato il pareggio di bilancio. Ma Berlusconi, pur nella sua unicità, di questo presente e futuro globalizzati è soltanto la maschera occasionale, una maschera che oltretutto è anagraficamente datata. Il problema è che gli antagonisti di Berlusconi non sono ancora il nuovo: se così fosse lui potrebbe anche andarsene; gli antagonisti di Berlusconi, e di milioni di noi, sono ancora il vecchio, sono ciò che, da quasi 18 anni, cerca di espellere un corpo che ritiene estraneo. Berlusconi è vecchio, loro sono decrepiti. E vanno ancora combattuti.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    15 Settembre 2011 - 16:04

    ... non intenda tanto una età anagrafica, ma, piuttosto mentale, il che è ben peggio. Contro l' età anagrafica non c'è possibilità di combattere. Ma contro quella mentale si, eccome. Ma per farlo ci vuole uso costante del misterioso organo chiamato cervello, curiosità della vita e del mondo, apertura alle idee nuove (il che NON SIGNIFICA supina accettazione del nuovo in quanto tale!), buon senso e capacità di confrontarsi con la realtà, e umiltà per accettare le sconfitte e trarne conclusioni che ci aiutano a migliorare, e soprattutto non restare fossilizzati in quattro posizioni apprese, spesso pappagallescamente, negli anni formativi. Beh, parlatene all' on. Bindi, o all' on. Di Pietro ... Fino a non molto tempo addietro mi sembrava che il sen. Cossiga ed il sen. Andreotti (si pensi quel che si crede delle loro posizioni politiche) fossero tra i più intellettualmente giovani ...

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  • GINO47

    15 Settembre 2011 - 13:01

    Dobbiamo tanto a Berlusconi per aver impedito che il Paese, nel 1994, passasse, di colpo nelle mani del PCI. In questi anni, in cui si è alternato al Governo del Paese con il centrsx (anche se questi dicono ci sia stato sempre lui!!!) ha fatto cose buone e meno buone, scivolando, negli ultimi tempi, in grossi errori che lo hanno reso vulnerabile. A questo punto, sempre riconoscenti, non possiamo aspettare oltre per il premierato di Alfano! E' la ruota dela vita...anche politica!

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  • Vito la Civita

    15 Settembre 2011 - 13:01

    Trovandoci in un momento di crisi in Italia, perchè non chiudiamo tanti reparti geriatrici dei nostri ospedali e trasferiamo i nostri cari vecchi tutti a montecitorio visto che il nostro parlamento ne è pieno da più di sessant'anni ingrassandosi le chiappe a nostre spese?Largo ai givani!

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  • bepper

    15 Settembre 2011 - 11:11

    Allora teniamocelo, d'altra parte chi sarebbe stato in grado di far salire il debito di 53 miliardi da marzo a luglio?

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