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Con un debito a 1.911 miliardi tagli e tasse sono già inutili

Dopo la fiducia alla Camera. Il costo delle misure è di 5.700 euro a famiglia. Ma con questo debito il pareggio è molto difficile

Con un debito a 1.911 miliardi tagli e tasse sono già inutili
La manovora bis da 54,2 miliardi di euro è legge. Tutto secondo copione: ieri la Camera ha dato il via libera definitivo alle misure varate per tenere a galla i conti pubblici del nostro Paese.  L’ok di Montecitorio è arrivato con il voto di fiducia chiesto dal governo di Silvio Berlusconi. A questo punto, dunque, manca solo il visto del Quirinale, che stavolta dovrebbe essere  una formalità.

Alla firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, arriva un altro pacchetto patchwork, dopo quello confezionato con la manovra di luglio da 47,8 miliardi. In totale, tanto per fare due conti, stiamo parlando di 102 miliardi di euro. Una montagna di quattrini che potrebbe crescere ancora, visto che l’Unione europea ha chiesto al Cavaliere di pensare già a un eventuale terzo intervento. Sul tavolo, per ora, c’è la manovra bis e il  menù, riveduto e corretto per ben quattro volte dal governo e dalla maggioranza di centro destra, è assai ricco. Ci sono nuove tasse tasse, i tagli ai ministeri e agli enti locali, le novità sul lavoro e le pensioni (donne a 65 anni dal 2014), la riforma dei tribunali, la revisione delle indennità per i parlamentari e i comuni piccoli con apparati più snelli.

Sui cittadini peserà l’aumento dell’Iva, che passa dal 20% al 21% e scatta dall’entrata in vigore della manovra. Il costo aggiuntivo sarà di 700 milioni, solo per quest’anno mentre a partire dal 2012 sono atteso 4,2 miliardi. Arriva inoltre l’addizionale della tassa automobilistica, a partire già da quest’anno, per gli autoveicoli con potenza fiscale superiore a 225kw.  Per le famiglie, secondo la Cgia di Mestre,  un salasso da 5.700 euro a testa. Corposo il capitolo fisco: dalla lotta all’evasione  alle rendite finanziarie al 20%. La Camera, obbligata ad approvare la manovra senza modifiche per evitare una terza lettura del Senato, si è sbizzarrita a introdurre una serie di corpose integrazioni sotto forma di ordini del giorno su condono fiscale, condono edilizio, Ici sugli immobili della Chiesa, mamme prima in pensione, persino uno spiraglio per la revisione dell’articolo 8 sulla libertà di licenziare. Bocciatura secca da parte delle grandi imprese. Per Confindustria è una manovra tutta tasse che non è in grado di risolvere i problemi dell’economia.

L’obiettivo del governo, fra le perplessità solo in parte ammorbidite di Bruxelles, resta ambizioso: raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Nessun intervento, invece, sullo stock del debito dello Stato che continua a crescere: ieri, secondo i dati della  Banca d’Italia, è arrivato, a luglio,  a quota 1.911,8 miliardi. Rispetto a giugno, il buco nei conti statali è aumento di 10 miliardi. Un tale ammontare non può non destare preoccupazione e il taglio del debito, con misure anche straordinarie, come la dismissione di patrimonio pubblico, sarebbe  allo studio dell’esecutivo. Tra privatizzazioni e immobili da vendere  si parla di una gigantesca operazione da 400 miliardi di euro.  I tempi sono stretti e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta portando avanti il piano. Per ora, il responsabile di via Venti Settembre guarda alle (poche) buone notizie. A esempio quelle sul fronte   delle entrate tributarie: nei primi sette mesi del 2011 sono arrivate a  221 miliardi, (+1,3%). Andamento che, però, non pare in grado di frenare la corsa del debito verso la soglia critica dei  2mila miliardi.

di Francesco De Dominicis

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  • encol1

    16 Settembre 2011 - 15:03

    L'esempio di un debito sovrano che vale per tutti la SANITA'. Da anni sotto lente d'ingrandimento, è talmente "voraginoso" che ci vogliono gli attributi quadrati per metterci un po' d'ordine. Qualche tempo fa venne pubblicato il resoconto statistico della UE rispetto alle istituzioni comuni a tutti i Paesi dell'unione. Mi saltò all'occhio un dato che riguardava proprio la sanità; in breve siamo in questa situazione. Inghilterra, Francia, Belgio, Germania hanno in media 2 medici x 1000 abitanti , Italia 8 x 1000 abitanti. Tutti noi italiani sappiamo che questi medici sono tutti a carico delle ASL ovvero dello stato siano essi geni o somari. Il primo errore lo commette la scuola il secondo l'istituzione incapace di operare una cernita già a partire dal punteggio accademico ottenuto .Chi ha un punteggio inferiore a 80 su 100 non entra in graduatoria. E' tanto complicato? sarebbe un primo passo e non da poco, per gli altri c'è sempre la libera professione.

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  • opzionemib0

    16 Settembre 2011 - 10:10

    1992, ultimo governo Andreotti e tramonto della Prima Repubblica con il debito che raggiunge il 98% rispetto al Pil. Il rapporto debito pubblico/Pil s'impenna e sotto la guida di Amato e Ciampi passa dal 98% al 121,8%, record assoluto per l'Italia. Nel 2006 le elezioni vengono vinte da Romano Prodi e nei due anni di governo di centrosinistra vi è prima un aumento al 106,6% e poi un calo al 103,6%. Nel 2008, anno di transizione da Prodi a Berlusconi il debito pubblico risale al 106,3%, ma sono gli ultimi due anni ad aver visto un nuovo balzo. Complice la crisi economica e le politiche di governo, infatti, il rapporto tra debito pubblico e Pil nel 2009 si è attestato al 116% e al 119% nel 2010. Come detto, le previsioni vedono un'ulteriore crescita al 120,4% per quest'anno, anche se la conferma arriverà dai numeri ufficiali.INSOMMA il defit e' spesso frutto di governi ciofeca dal 1992 ad oggi e non si e' mai sentita voce politica lamentarsi dell'aumento della spesa.

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  • opzionemib0

    16 Settembre 2011 - 10:10

    Si sente ancora la ciofeca che il debito pubblico dipende dagli anni 70. In quegli anni si aumento il debito, ma l'italia cresceva anche molto e nessuna azienda,qui voglio semplificare al massimo, capirà chi e' in grado o vuole capire,cresce ,per semplificare al massimo senza aumentare le scorte .in fondo il debito pubblico tende ad aumentare anche solo per effetto dell'inflazione, pensiamo ai dipendenti pubblici che prendono di piu' ,ai costi maggiorati delle merci per causa inflazione.quindi anche stando fermi il debito aumenta.Ma veniamo al punto nel 1992 il governo amato consegno con la manovra rapina e pesantissma i conto con un debito pubblico al 97%. ben al di sotto della soglia di rischio. Adesso ci troviamo al 120 e da amato in poi si sono succeduti governi sia comunisti , Prodi ,sia governi di forza italia .e gli schieramenti se ne sono fottuti bellamente.Dire che il debito pubblico e' colpa della prima repubblica e' sostanzialmente un falso, vediamo..

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  • estremista

    16 Settembre 2011 - 10:10

    fare il pareggio di bilancio nn significa ridurre il debito pubblico, ma nn aumentaro, e il fatto che la manovra permette di farlo nel 2013 significa che a essere ottimisti fino a tutto il 2012 almeno il bebito pubblico aumenterà. cmq l'italia paga circa 80-90 miliardi di interessi sul debito all'anno e questa è la cifra che occorre tirar fuori una volta pagata la restante spesa pubblica (fino ad ora spesso non abbiamo fatto pari neanche con quella)

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