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Appello alla coesione di Fini Risposta? In tre via da Fli

Gianfranco parla all'ufficio di presidenza futurista. Pensa di essere a Giannturi a pescare stelle. Ma la sua barca fa acqua

Appello alla coesione di Fini Risposta? In tre via da Fli
Il Gianfranco Fini che interviene all'ufficio di presidenza di Futuro e Libertà crede di essere ancora a Giannutri a pescare molluschi. Parla, infatti, con animo vacanziero, della "barca su cui siamo che è la barca di tutti". Non si rende conto,  il presidente della Camera, che la barca sta affondando e perde acqua da tutte le parti. Mentre il Gianfranco abbronzato si rivolge alla platea dei suoi, arriva infatti la notizia che altri tre "autorevoli" esponenti del suo partito starebbero per passare di nuovo alla maggioranza. Ma Fini continua come se nulla fosse successo e fa appello alla coesione, alla collaborazione e alla sincerità.

Poi, quasi rapito dallo spirito da tribuno, il presidente della Camera indossa le vesti di Michele Santoro e parla di "atti d'amore". Sente, il leader di Fli, che la richiesta di una sua maggiore presenza nel partito è una dimostrazione di affetto da parte dei suoi, che gli vogliono bene, che non lo vogliono lasciare. "D'ora in poi sarò presente in prima persona", sentenzia. Anche perché l'unica persona che rischia di rimanere nel partito è lui.
 
Ma Fini è lungimirante. conosce le debolezze dell'animo umano. E sa che il risvolto dell'amore è sempre la gelosia. Per questo invita Fli a non lasciarsi rapire dall'invidia. "Piuttosto marciamo tutti uniti" esorta, scimmiottando l'eloquio di quello che lui, una volta, riteneva "un grande statista". Ma il traditore tradito, ex leader di tutto, ex delfino di chiunque, e ora subalterno a ciascuno,  dà il meglio alla fine. Quando, con aria profetica, annuncia: "Capisco che in alcuni di voi ci siano incertezze ed incognite. Ma molti problemi è impossibile risolverli oggi perchè non si sa che cosa accadrà". Ma come? Un partito che si chiama Futuro e Libertà non riesce a vedere chiaro nel futuro? Se non c'è più il futuro di una volta, resta però almeno la libertà. Sì, la libertà di lasciare il partito. Che d'ora in poi Gianfranco dedicherà al suo amico fedele. Da Futuro e Libertà per l'Italia si passerà a Futuro e Libertà per Italo.

D'altronde i due compagni animalisti (a Fini piacciono le stelle marine, a Italo Bocchino le Api regine) hanno di che consolarsi. All'ordine del giorno nell'ufficio di presidenza c'è un tema caldissimo. Le elezioni in Molise. La riscossa di Fli parte da lì. Altro che Roma, altro che Milano. Fli rinasce a Campobasso. O forse a Montenero di Bisaccia, magari con la complicità di di Pietro.

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    16 Settembre 2011 - 14:02

    A un traditore non dovrebbe essere nemmeno concessa la possibilità di replica. Mentre chi é stato tradito ha il diritto di desiderare sia messo alla gogna tre giornate alla settimana in ogni piazza d'Italia.Se si avverasse sarebbe la piu grande delle mie soddisfazioni.

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  • petergreci

    16 Settembre 2011 - 11:11

    La sua opera d'arte fu quella di affossare la legge sulle intercettazioni. Ha sofferto qualche pena quando tal latitaante Lavitola (le manette lo aspettano, tempo al tempo) gli andò a frugare le carte della faamosa casa monegasca, insomma in fondo grazie Fini.

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  • colani

    16 Settembre 2011 - 10:10

    Povero Fini, ormai è sempre più solo, piano piano comincio ad avere simpatia per lui, perchè ad un certo punto non poi infierire più di tanto contro uno che è gia a terra, sembrerebbe il fatidico colpo di grazia. E invece no, a Fini è di vitale importanza infierire ancora di più, fino a tramortirlo da impedirgli ogni possibilità di rialzarsi.

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  • folgore38

    16 Settembre 2011 - 10:10

    IL fli del primo ballerino di Montecitorio fa acqua da tutte le parti e il FINIto lo sa gia da parecchio tempo. Le sue uscite sono vecchie come la sua faccia di autentico buffone,non cinematografico,sintende. E',per intenderci e': spergiuro, falso,bugiardo , rinnegato e tre volte traditore. Insomma e' un po' miserabile e un po' fa veramente schifo per tutto il male che ci ha fatto.In compenso, pero': c'e' sempre la casa di MONTECARLO donata al Partito ( a.n.) dalla Nobile Donna Anna Maria COLLEONI per la giusta causa.Invece; guarda caso: e' finita nelle mani del quasi cognatino e truffaldino Giancarlo TULLIANI fratello della attuale compagna del primo ballerino di Montecitorio FINIto.

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