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"E' preoccupato per le ragazze"

Berlusconi: "Non mi faranno dimettere". Un pensiero ad Arcuri&Co: "Marchiate come prostitute. Troveranno un marito?"

"E' preoccupato per le ragazze"
Milano, Bari, Napoli. Poi ancora Bari e di nuovo Milano. Berlusconi pianta le bandierine sulla cartina geografica come l’Emilio Fede dei bei tempi: cinque inchieste qui, un’altra  lì, un’altra là. «Ma se i giudici pensano di costringermi alle dimissioni, sbagliano: vado avanti, ho le spalle larghe». Piuttosto Silvio è in pena per le ragazze: «Mi dispiace per la Arcuri e per le altre. I pm non hanno avuto alcuna remora nel marchiarle con l’etichetta infamante di prostitute. E adesso come faranno a trovare marito?».

È ora di pranzo a Palazzo Grazioli e Silvio riunisce il “gabinetto di guerra”. Al tavolo siedono Gianni Letta e gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Materia di discussione ce n’è a sazietà. A Milano chiedono il rinvio a giudizio del presidente del Consiglio per l’affaire Unipol-Bnl; da Bari arrivano le prime indiscrezioni sulle centomila intercettazioni del caso Escort. La mancata trascrizione delle telefonate del premier rende meno amara la purga, leva all’inchiesta la cifra impicciona e pecoreccia. Ma il giudizio berlusconiano sulle toghe cambia poco: «La mia vita privata viene sistematicamente spiata, la mia intimità spiattellata sui giornali: è una cosa vergognosa». Silvio inorridisce per la puntualità certosina con cui gli inquirenti annotano i luoghi degli appuntamenti accanto alla generalità delle ragazze: Sardegna, Arcore, Roma, questa e quella residenza del premier: «Sembra il mattinale compilato in Questura», s’inalbera. Tanta lena nel controllare le sue abitudini e poi, si domanda, «quali risultati hanno ottenuto? Nessuno. Dall’enorme massa delle intercettazioni viene fuori che sono io la parte lesa. Io la vittima. Tutte queste cose (Gianpi che reclutava le ragazze per andare alle feste del premier, ndr) avvenivano alle mie spalle, dalle carte emerge chiaramente che non ne sapevo nulla». Silvio ammette di sentirsi «umanamente tradito» da Tarantini, a maggior ragione con il senno di poi, «dopo averlo aiutato economicamente nel momento di difficoltà». Ma la sostanza - taglia corto l’uomo di Arcore - è che «non ho commesso alcun reato».

Risalendo lo stivale c’è Napoli: altro caso giudiziario aperto. La procura partenopea vuole sentire Berlusconi come testimone nell’inchiesta che vede i coniugi Tarantini e Valter Lavitola indagati per estorsione. Silvio è restio. Teme la fregatura. A un certo punto, nel pomeriggio, si diffonde la voce di un imminente incontro tra il premier e i pm: infondata. A meno di cambi di programma dell’ultim’ora il Cavaliere riparte oggi per Arcore e da lunedì sarà a New York per tre giorni: c’è l’assemblea generale dell’Onu. In realtà, non è il tempo, sono i presupposti che mancano per la testimonianza di Berlusconi. Silvio vuole essere ascoltato con le garanzie che toccano a un indagato, il procutatore capo Lepore non acconsente. E questa resistenza, al premier, puzza troppo di zolfo.

In ogni caso, la prima preoccupazione berlusconiana rimangono le intercettazioni. Va limitato l’utilizzo e vietata la pubblicazione. Fallito il blitz dell’altro giorno (Napolitano si è opposto all’ipotesi di un decreto legge), Silvio ha ordinato ai suoi di accelerare l’iter del disegno di legge che giace alla Camera: «Entro un mese deve essere approvato», l’imperativo categorico del presidente del Consiglio. Che, nonostante l’aggressione giudiziaria, prova a guardare avanti. L’altro giorno Berlusconi ha pranzato con un po’ di dirigenti del Pdl. Li ha intrattenuti con un discorso realista, il Cavaliere, non ha negato le difficoltà: «È vero, siamo indietro nei sondaggi e questo per l’effetto della manovra. Ma abbiamo tutto il tempo per recuperare». I mesi che mancano alla fine della legislatura vanno investiti al meglio: «Se facciamo la riforma del fisco e se Tremonti ultima in tempo il piano per lo sviluppo, possiamo risalire la china e vincere le elezioni». Discorso che ha come presupposto la sua permanenza a Palazzo Chigi: «Io tengo duro, nessuna inchiesta può abbattermi». Alternative tecniche o politiche «non hanno speranze». A Silvio hanno raccontato che i centristi starebbero lusingando Alfano, proponendo al segretario Pdl la poltrona da premier di una coalizione targata “balena bianca” e allargata a Udc e ai democristiani eletti col Pd. «Ma Angelino non è stupido», minimizza Berlusconi, «non accetterebbe mai una proposta del genere».

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • spalella

    17 Settembre 2011 - 16:04

    Se fosse vero, sarebbe davvero comico.... e se fosse vero sarebbe anche il trionfo dell'inconsistenza personale, il segno che, della vita, a quasi 80anni berlusconi non ha capito nulla.

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  • Dream

    16 Settembre 2011 - 16:04

    :-)) Illustrissimo professore, si evince dai vostri (suoi) post, la profondita' del suo contenitore di materia grigia, certo con il suo illustre Golgota non puo' fare le faccende domestiche, come noi (io) povere fantesche! ma mi lasci dire: lei s'impone nell'arte del deficere! Con reverenza e stima !

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  • marino43

    16 Settembre 2011 - 16:04

    Ieri Cameron e Sarkozy, in Libia come eroi e noi? Noi(noi figurativo!) che abbiamo baciato le mani alla moda mafiosa? Noi abbiamo il vostro (nostro) premier a farsi il cerone per presentarsi da Atreju a dire che i giudici sono dei criminali! Grande statista e grande imprenditore! Pavido per paura che qualcuno lo faccia fuori data la sua amicizia con il rais? Nel frattempo Francia e UK ci fregano il petrolio, che si arriverà anche a noi ma dopo. E il gas? sì anche quello ci arriverà ma a che prezzo? Nel frattempo si viene a sapere ufficialmente quello che tutto il mondo sa e che al contrario qui viene o negato o sottovalutato. Veda, gentile casalinga, i nostalgici in ogni epoca ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Ci sono persino ancora i trotskisti pensi lei a che livelli siamo e ci saranno le casalinghe come lei che mentre lavano i piatti spargeranno lacrime al pensiero del povero vecchio. chissà cosa passerà per il suo semplice cervello al pensiero di non essere stata invita!

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  • tuccir

    16 Settembre 2011 - 16:04

    Un po' ridicoli gli ultimi difensori del miglior Premier, non sanno più a cosa aggrapparsi! Oggi è il giorno della Libia...

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