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Per fortuna che Angelino c'è

Il segretario è l'erede perfetto di Berlusconi: ha tutti i pregi del Pdl e ci può salvare dagli incubi giudiziari del passato

Per fortuna che Angelino c'è
Non si può certo dire che Berlusconi - nella selezione della classe politica - le abbia azzeccate tutte. Fra coloro che ha investito e "inventato" alcuni (e alcune) dovrebbero tornare in campagna: non quella elettorale, ma a zappare la terra. Invece bisogna riconoscere che nella scelta più importante ha dato il meglio, con un'intuizione che ha sorpreso tanti e che probabilmente prospetta un futuro di governo al centrodestra e un futuro migliore all’Italia. Parlo di Angelino Alfano. Che martedì sera si è letteralmente "mangiato" un vecchio e astuto dinosauro della politica come Pier Luigi Bersani. E lo ha fatto, oltretutto, in campo avverso (molto avverso), quello di Ballarò. E in un momento molto difficile per la maggioranza e per il governo.

Esordio giovanissimo
- Quando Berlusconi intuì le sue qualità e lo chiamò a collaborare al suo fianco, Alfano era un giovanissimo deputato, sconosciuto a tutti, pure ai giornali, anche perché - e questo è un bel pregio - è uno che lavora e non è il tipo che smania per andare sulle agenzie, non è di quelli che sgomitano per accaparrarsi poltrone o che cercano i riflettori per cinguettare "io io io".
È anzitutto una persona perbene, è un tipo simpatico e facile al sorriso pur essendo molto serio nel portare le sue responsabilità. 
È un uomo nuovo (quarant’anni), uno che "non se la tira", che ha il calore e la passionalità dell’uomo del Sud (viene dalla terra di Luigi Sturzo delle cui idee si sente erede) e ha il rigore e l’operatività di chi - giovane - è andato a formarsi a Milano, assimilando i valori della capitale dell’efficienza manageriale.
Dicevo delle poltrone. Alfano ha accettato nel 2008 di prendersi una grana colossale, la responsabilità del ministero della Giustizia, da cui tutti fuggivano come si fugge dalla peste. Ebbene, da quell’incarico "che non lasciò già mai persona viva", è uscito dopo tre anni a testa alta, avendolo svolto con competenza, con dignità, equilibrio e sapendo ascoltare la magistratura, ma anche sapendo tenere il punto con grinta nelle controversie con soggetti difficili come i magistrati italiani.

Nel giugno 2011 è diventato segretario del Popolo della libertà perché di fatto rappresenta la sintesi e il punto di equilibrio delle diverse correnti culturali del centrodestra, una famiglia politica composta da tradizioni cattolico-liberali, riformiste, socialiste e più sensibili ai valori nazionali.
Nel confronto con Bersani, a Ballarò, Alfano ha confermato la sua statura di leader politico. È uno che sa cantarle chiare, ma con rispetto ed eleganza, senza mai cadere nella volgarità dell’insulto, dell’invettiva demagogica o della denigrazione che oggi connota purtroppo il discorso pubblico.
Così mostra di avere la professionalità politica dell’antica scuola democristiana, ma senza i doroteismi e le fumisterie verbali della prima repubblica. Anzi, incarna il meglio della seconda repubblica avendo assimilato la novità della comunicazione berlusconiana e appartenendo alla generazione della modernità televisiva, che impone di parlare alla gente un linguaggio chiaro e concreto.
Ora dovrebbe cominciare a qualificarsi lanciando alcun idee innovative che provino a dare risposta alle attese degli italiani. Dovrebbe preparare attorno a sé una Camelot di giovani con idee nuove, preparazione e spessore. Nell’attuale situazione la sua leadership può affermarsi.
È un uomo che non ha scheletri negli armadi, che non ha affatto la smania di "uccidere il padre" per affermarsi, ma che anzi difende dagli attacchi il leader fondatore del suo schieramento sia per lealtà (qualità rara in politica), sia perché convinto del valore storico dell’innovazione berlusconiana. Senza servilismi, con dignità e argomenti solidi.
Non ha complessi d'inferiorità culturale nei confronti della sinistra e in questo fa tesoro della svolta del Cavaliere, ma - a differenza di certi improvvisatori del centrodestra che mostrano dilettantismo e povertà culturale - Alfano è un uomo di solida formazione, di buone letture e che può legittimamente richiamarsi a De Gasperi e Sturzo senza che nessuno abbia da eccepire.
È un cattolico convinto, ma non è un clericale, ha buoni rapporti con la Chiesa e in parte li deve costruire con il ricco e variegato mondo cattolico. Sa destreggiarsi bene con i diversi poteri e le diverse  istituzioni ed è colui che più di ogni altro può ricostruire un rapporto con l’Udc di Casini e con quel che resta del Fli.

Parole sincere
- Dunque un uomo che sa muoversi nel Palazzo, che sa assumersi responsabilità di governo e sa confrontarsi con le élite, ma che ora deve anche - perché sa farlo - mettersi in maniche di camicia in una piazza e parlare con sincerità ai giovani dei suoi ideali e alle categorie sociali dell’Italia che vuole costruire. 
Perché è un uomo che si entusiasma per i suoi ideali e crede, con l’impegno comune e l’intelligenza, di poter cambiare in meglio il suo Paese. L’Italia non ha mai avuto leader quarantenni come tutti gli altri paesi. Lui potrebbe essere il Kennedy del centrodestra italiano. Quello che ci salva dal ritorno agli incubi politici e giudiziari del passato. Se non si sciupa e se non lo giubilano, potrebbe rappresentare la stagione nuova, un salto generazionale e qualitativo che manda in soffitta una casta politicante (soprattutto di sinistra, ma non solo) vecchia e insopportabile.

di Antonio Socci

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Commenti all'articolo

  • eleonor

    01 Aprile 2012 - 13:01

    Socci a ragione su tutto: paradossalmente gli unici che oggi si oppongono alla dittatura della "grande finanza" sono Bersani e Camusso. Sono anche io tra quelle che non voterà piu PdL: ma 'stavolta non è che non voto, al contrario, voto Di Pietro o Bersani, proprio contro gente come Alfano che ha il coraggio pure di dire "Forza Fornero". Ma come dice Socci, a lui la cosa sembra che non lo riguardi: si troverà un altro partito dove mungere i propri privilegi, alle spalle della gente che lo ha votato. ele

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  • 15335

    20 Settembre 2011 - 19:07

    Ho letto sul nostro giornale l'articolo di Socci, giornalista e scrittore che apprezzo, per il suo modo di essere e di proporsi. Quindi condivido ciò che ha scritto del Segretario del PDL e spero, ma voglio anche crederci con fermezza, che il nostro futuro politico sia ben riposto. Sarò sempre grato all'uomo Berlusconi che con il suo intervento ha impedito " alla gioiosa macchina da guerra di Occhetto" di mettere l'Italia nelle mani dei "sinistri". Troppo male hanno fatto e fanno al nostro paese. Ma ora, anche con una profonda tristezza, dico che per ragioni anagrafiche e per tutto quanto sta succedendo, dobbiamo aiutare il nostro Segretario Alfano a prendere con il necessario entusiasmo e determinazione, una gravosa eridità per il bene del nostro paese. Mi auguro che il nosro partito sappia concludere con successo la legislatura, viatico indispensabile per vincere le elezioni politiche del 2013. Quindi affezione a chi ha indicato la strada fiducia in chi saprà proseguire la corsa.

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  • fustigor

    18 Settembre 2011 - 17:05

    Premesso che è di tutta evidenza che ,solo per i berlusconiani "irriducibili",il sig. Alfano può essere considerato un "politico di rango",in vero la realtà, dettata dalla onestà intellettuale, lo marchia "indelebilmente" come una "marionetta" (o se preferite, un guardiaspalle) del "Pifferaio (cartapecorito, modello Atrjus) di Arcore".,Potrei citare decine di sue dichiarazioni recentissime in cui mostra "spudoratamente" una suddistanza oscena al suo "unico elettore" (il suddetto Pifferaio) ma per rispetto all'intelligenza dei lettori non lo faccio. Il ruolo di Alfano (nelle intenzioni del suo creatore, sempre il suddetto Pifferaio) è "banalmente" duplice, ossia continuare a buttare "fumo" negli occhi, agli ormai residuali elettori del PdL (illudendoli della sua democraicità, sempre del suddetto Pifferaio) e farlo giocare nell'area in sua vece, per alimentare le contrapposizioni e le baruffe con la finalità di distogliere l'attenzione dai suoi guai. AD ASTRA PER AASPRA,Fustigor

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  • autores

    18 Settembre 2011 - 12:12

    senza di me la vostra esistenza non ha valore e voi avete completamente rovinato il nostro rapporto che e' da sempre nel interno Costitutivo e dell'operazioni segrete,politiche etc,etc.

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