Cerca

Bersani nel caos, la fuga fallita In ginocchio da Nichi e Tonino

Il leader Pd diserta le loro feste a Firenze, Caracalla e Bologna ma alla fine va a Vasto, dall'Idv. Di Pietro e Vendola dominano

Bersani nel caos, la fuga fallita In ginocchio da Nichi e Tonino
Esserci o non esserci? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
A metà tra Shakespeare e Nanni Moretti, un Pierluigi Bersani divorato da rovelli interiori, esausto, sgualcito nei sogni oltre che nell’aspetto, ieri s’è finalmente palesato alla festa nazionale dell’Idv di Vasto. Torna a Canossa. In realtà a quella festa, sul palco con Tonino Di Pietro che lo strattonava da una parte e Nichi Vendola che lo rimbambiva di terrificanti  utopie anarco-rivoluzionarie dall’altra, Bersani non ci voleva andare. Gli sembrava d’essere fuori posto. Lì, Cristo in croce fra i due ladroni (senza sottintesi), piantato proprio tra i due che, alle Primarie, sarebbero i primi a  fargli le scarpe, be’ gli pareva triste. A dire il vero -come ricorda Luca Telese sul Fatto-  Pierluigi aveva mostrato una straordinaria vocazione all’ “illegittimo impedimento” già prima. Come saponetta umana, latitante in Barbagia, anguilla tra le mani sudaticce di un doroteo, Bersani era già riuscito a scansare il faccia-a -faccia con Vendola alla festa della Cgil a Caracalla incentrato sullo spinoso tema dei miracoli di Enrico Berlinguer. La scusa ufficiale dell’ una visita a Berlino; ma dopo era apparso a Ballarò, a meno che non fosse un sosia, tipo quelli di Saddam.

Poi -Nichi sempre in agguato- il segretario aveva evitato, all’ultimo, la festa della Fiom a Bologna e il congresso nazionale del Sel a Firenze, dove aveva mandato la Finocchiaro. Di Pietro, pur di averlo ospite, aveva fatto slittare di una settimana la sua kermesse. Bersani, come al solito, prima gli aveva detto che sì, sarebbe venuto; poi no, “devo andare in Germania” (ma che cavolo ci sarà in Germania?); e infine di nuovo “vengo”, contrordine arrivato dopo il cazziatone piovutogli da mezzo centrosinistra. Ma davvero non ci voleva stare lì, Pierluigi. A confrontarsi, magari, sul caso Penati tra i sorrisetti di quei forcaioli dell’Idv; e ad intrupparsi in una nuova versione dell’Ulivo sul quale poteva finire impiccato, dopo tanto lavorio per inciuciarci l’Udc. Poi, siccome Di Pietro è un martello e il Pd gli ha fatto notare che in Molise le reunion con ologrammi tecnologicamente ancora non usano, Bersani a Vasto s’è dovuto palesare, sperando che non gli facessero scherzi da prete.

Cosa che s’è puntualmente verificata. Di Pietro l’ha fatto accogliere con le note di “Canzone popolare” di Fossati, l’inno dell’ex Ulivo; Vendola l’ha subito agganciato con un «Abbiamo bisogno di metterci insieme e convocare una grande manifestazione: «Che altro dobbiamo attendere?». E Pierluigi lì  a balbettare, a ripiegarsi su se stesso come una piadina troppo cotta: «La vedo una manifestazione tutti assieme, ma quando non ci fanno la foto di quelli che protestano...». Naturalmente ecco subito la frustata dell’Udc: «Se Bersani va a Vasto per un dibattito con Di Pietro e con Vendola ovviamente non c’è questione. Se il dibattito sottintende l’ineluttabilità di quella alleanza, la questione invece è grandissima. Un’alleanza di quel tipo sarebbe lo snaturamento del Pd». Stroncato. Per bocca, tra l’altro neanche di Casini, ma di Follini. Ne è seguito inutile dibattito. La prossima volta, perso per perso, forse è meglio mandare la Bindi...

di Francesco Specchia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • filadelfo

    19 Settembre 2011 - 21:09

    ... e Niki Vendola che lo rimbambiva di "terrificanti" utopie anarco-rivoluzionarie: azzeccatissimo aggettivo. Mi ha fatto fare una bella risata. Grazie!

    Report

    Rispondi

  • gangisalvo38

    19 Settembre 2011 - 07:07

    tutti gridano berlusconi a casa, bene dico io, e poi? ki farà il governo, ventola una nullità, bersani senza cervello un disco con repit, di pietro sarà unaltro mussolini "un dittatore" il tempo mi darà ragione, comunque spero ke si facciano un esame di coscenza "se c'è l'anno" e guardano la realtà, tutti papponi, e non risolveranno alcun problema se non manderanno almeno il 50% di parlamentari a casa e senza pensione tutti sono parassiti e hanno massacrato gli italiani.

    Report

    Rispondi

  • vice

    18 Settembre 2011 - 19:07

    PCI- PDS-DS- PD. L'altro- altro ieri, l'altro ieri, ieri. oggi. Domani chissà. Forse DC? Ieri Ulivo, oggi ancora neo Ulivo. Che fantasia, signori! Le ulive sono finite e sono rimasti solo i noccioli che sono andati di traverso al signor Prodi. Non avete ancora capito che siete finiti, siete una pallida e informe massa senza nè storia, nè patria e dalle ideee molto confuse. Siete i nuovi Camaleonti, non della canzone italiana, ma della partitocrazia italiana. E' ora che tutti ve ne torniate a casa, come si augura il "compagno" Renzi.

    Report

    Rispondi

  • piffi

    18 Settembre 2011 - 16:04

    oramai sti porcelloni tronfi, hanno fatto la loro epoca ! si sono solo arricchiti alle nostre spalle, dimostrando la loro più completa incapacità politica. ma ci pensate ad un governo formato da questi idioti?DEVONO SPARIRE DALLA CIRCOLAZIONE LA LORO EPOCA E' FINITA!!!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog