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Tonino: "Casini è una escort". Così tramonta l'asse con l'Udc

Di Pietro insulta il leader centrista e mette la parola fine all'impossibile alleanza tra Bersani e Pier. Che vira a destra...

Tonino: "Casini è una escort". Così tramonta l'asse con l'Udc
L’atmosfera da  flirt era incrinata  da tempo, ma ora l’aria sembra decisamente cambiata, tra Pd, Idv e  Udc. I centristi in fuga dalla sinistra, dunque, con un occhio fisso anche a quel che potrebbe avvenire nel dopo-Berlusconi,  come dimostra anche l’ultimo botta e risposta a distanza tra Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. Dopo che il leader Idv ha accusato l’Udc di essere il partito «escort della politica, vanno con chi vince», Casini taglia corto dicendo di non voler replicare in quanto parla per Di Pietro la sua carriera da magistrato. La replica dell’ex pm non si fa attendere: «La mia è stata una carriera da magistrato al servizio della giustizia e della legge, e ne ho pagato le conseguenze».

Ma se Casini non infierisce pubblicamente, ci pensano i militanti udc a infierire via web. «Che di Pietro si metta in cattedra   per impartire lezioni morali è già di per sè singolare. Che lo   faccia dando della escort a Casini solo perchè ha il difetto di   contrastare la sua demagogia e il suo populismo, è addirittura   paradossale. Qualcuno dovrebbe ricordare al leader dell’Italia dei   valori i tempi in cui da magistrato si affannava a restituire soldi   nelle scatole da scarpe ai suoi imputati. Ma forse quelli erano solo   prestiti», si legge infatti sul sito nazionale dell’Udc. Del resto, lo stesso Casini pone una personale epigrafe sul progetto-tentativo in corso di far rinascere una specie di Ulivo, rilanciando l’alleanza Pd-Sel-Idv e commenta così l’incontro avvenuto a Vasto tra Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Di Pietro: «Il Paese non è nostalgico di quella strada». Casini continua a proporre la propria, di  ricetta,  per uscire dall’impasse politico attuale. Ossia un governo «di responsabilità nazionale»  che veda insieme Pd e Pdl perché «c’è bisogno di pacificare».  

Intanto i “richiami” rivolti ai centristi sono tornati a farsi sentire. Secondo  Fabrizio Cicchitto «bisogna lavorare per consolidare l’alleanza con la Lega, ma anche possibilmente per aprire con l’Udc un confronto positivo», dice il capogruppo Pdl alla Camera. Maurizio Gasparri, capogruppo al senato,  non è da meno: «Bisogna ragionare, in vista di future scadenze politiche ed elettorali, sulla ricomposizione di una vasta area moderata e di centrodestra». A Casini guarda con interesse crescente una parte del Carroccio, quella vicina al ministro Roberto Maroni, che dialoga con Alfano e avvia 'contatti’ con Casini. .  E da Cortina, durante un convegno del Pdl veneto, anche Maurizio Sacconi, ministro per il Welfare,  rilancia  il progetto di allargare la   maggioranza anche all’Udc. Pensando al futuro Partito popolare italiano. «C’ è un dichiarato progetto politico del   Pdl e del suo segretario nazionale Alfano», ricorda infatti Sacconi, progetto  «che è quello di   riunire tutti i moderati che si ricollegano al popolarismo europeo», sostenuto da  «molte prove di   dialogo in atto».

Certo è che per Sacconi «sarebbe auspicabile che si realizzasse  anche domani mattina una maggioranza parlamentare più ampia», ricostruendo quella alleanza politica   che in passato abbiamo avuto, che comprendeva tanto la Lega che l’Udc.  Ma io penso a qualcosa di più. Un futuro politico unitario di tutti i  moderati, di tutti quelli che vogliono rappresentare,  come diceva don   Sturzo,  “il popolo dei liberi e forti”». Del resto  il convegno di Cortina ha come titolo proprio «Valori, visione e forza politica del  popolo dei liberi e forti».
Governo di solidarietà, alleanze allargate: prospettiva che viene vista di buon occhio anche Oltretevere. Più esattamente in casa Cei, visto che i vescovi italiani sono molto preoccupati per la situazione del Paese, le gravi difficoltà in cui si trovano molti italiani, in particolare le famiglie. Opzione più che auspicabile, anche dinanzi a  una sinistra “più estremizzata”, o una riedizione dell’Ulivo, esperienza già  giudicata severamente. E oggi, da Verona, chiudendo il primo Festival della Dottrina sociale della Chiesa, parlerà il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, con un probabile forte richiamo ai valori della cooperazione e della solidarietà.

di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • amb43

    20 Settembre 2011 - 08:08

    Casini si sa è una banderluola, anche se ultimamente i suoi discorsi mi sono piaciuti, quindi attento Pdl a fargli l'occhiolino ! Oggi forse andrebbe bene ma domani ? Su Di Pietro non commento, perchè parlare del nulla ?

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  • beylerbey

    19 Settembre 2011 - 12:12

    Di Pietro, ma dove hai vissuto negli ultimi 30 anni? Su Saturno? Ma Casini e l'UDC non sono 1 escort.Sono balle belle e buone. Sono semplicemente DEMOCRISTIANI!!! Se vogliamo non come quelli degli anni 70/80 ma la scuola è quella,il modus operandi pure.Nulla di nuovo sotto al sole. basta leggersi un poco la storia di Andreotti e di come è riuscito a navigare per decenni nella palude politica di anni non certamente facili. Oggi i tempi sono 1 poco cambiati e con essi 1 poco il modo, ma lo stile è sempre improntato a quella vecchia scuola. Cordialmente.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    18 Settembre 2011 - 23:11

    Penso che l'unica realtà esistente affinchè il PdL continui a governare è un'apertura programmatica al centro e con tutti i moderati e progressisti,lasciando alle ortiche, sia la sinistra avventuristica che quella parte della Lega che ancora parla di secessione. L'Italia è una sola e tale rimarrà a dispetto di Bossi e altri come lui.

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  • sarame

    18 Settembre 2011 - 21:09

    io manco morta darei il voto a DIPIETRO ma questa volta ha ragione da vencdere dare della escort a CASINI è il minimo dato a come si comporta IL MOTTO DI QUELLA SPECIE DI UOMO E' O FRANCIA O SPAGNA PURCHE' SI MAGNA ..

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