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Controffensiva Silvio: contro i pm difesa in piazza e in tv

Bari, Napoli, Milano all'attacco, Berlusconi medita alla controffensiva. E c'è l'ipotesi di urne anticipate nel 2012

Controffensiva Silvio: contro i pm difesa in piazza e in tv
Silvio Berlusconi si chiude dentro casa. Per tre giorni. Deve riflettere. Ieri apparizione (silenziosa) al tribunale di Milano per l’udienza Mills, quindi il rientro in villa, ad Arcore. Il presidente del Consiglio si rifarà vivo giovedì, a Roma, nel giorno in cui alla Camera è previsto il voto sull’arresto di Marco Milanese. Ha bisogno di tempo, il Cavaliere, per studiare una reazione. Una strategia che lo faccia uscire vivo da questa drammatica situazione. L’istinto del comunicatore consiglia una controffensiva mediatica per rispondere allo stillicidio quotidiano di intercettazioni su «patonza» e affini. Interviste con i telegiornali, videomessaggi, interviste: insomma ogni veicolo è buono pur di arrivare al cittadino con la propria versione dei fatti, la “verità” di Silvio. «Senza chiedere scusa», come ha fatto Strauss Kahn e come consiglia Giuliano Ferrara, «ma solo per spiegare come stanno veramente le cose».  Berlusconi non intende giustificare il suo privato da Don Giovanni, ma attaccare le toghe che lo «spiano» e che danno le sue conversazioni telefoniche in pasto ai  giornali. L’opzione, tuttavia, è osteggiata dal portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, il quale teme che l’unico effetto di una reazione del genere sia quello di aggiungere polemiche a polemiche.

L’altra cartuccia è la piazza. «La gente sta con me, non con i giudici che mi danno la caccia», è il convincimento  del capo del governo. Che ha lanciato una sfida ai dirigenti del Pdl: «Organizziamo una manifestazione contro l’aggressione giudiziaria e in sostegno della legge sulle intercettazioni. Ma facciamola subito!». Il ragionamento berlusconiano è questo qui: se centinaia di migliaia di persone sfilano per la inviolabilità della chiacchiera al cellulare, nessuno - neanche il Quirinale - potrà più opporsi a una rapida approvazione della legge che giace da mesi a Montecitorio. E se va male? Berlusconi minimizza i dubbi sul possibile insuccesso di un corteo del genere. È convinto che il tema dei telefonini sotto controllo stia a cuore alla stragrande maggioranza dei cittadini («87 per cento»). E, nonostante i sondaggi di gradimento personali siano in picchiata, Silvio è ancora intimamente persuaso di avere  seguito: «Gli italiani  non giudicano la mia vita privata. E non vogliono che il governo eletto venga disarcionato dai magistrati».

Dietro la porta numero 3 ci sono le urne anticipate. Berlusconi può subirle o accelerarle. Molte cose, sulla durata della legislatura, le dirà il voto di giovedì sull’arresto di Milanese. Montecitorio si esprime con la procedura segreta e tira una brutta aria per l’ex braccio destro di Tremonti. Rischia di finire dietro le sbarre per effetto del regolamento di conti nella Lega Nord, ma anche per le antipatie personali annidate nel Pdl.  «Ma non ci saranno conseguenze per il governo», rassicura il premier. Però i ministri sono atterriti. Temono che nel giro di qualche settimana venga giù tutto. «Io non ho ragioni per dimettermi», ribatte il Cavaliere. E se anche succedesse l’irreparabile, l’alternativa sarebbe il voto anticipato al 2012: «Governi tecnici non esistono». Poi c’è un altro scenario: il Cavaliere che, condannato il processo Mills («Scandalosa l’accelerazione data dal tribunale»), stacca la spina alla legislatura (Napolitano permettendo) e si avvia, in primavera, verso l’Armageddon elettorale. La sfida finale: lui o i giudici. Urne da celebrare prima del referendum con le regole di voto vigenti. Ok, ma la Lega che dice? Per Berlusconi sta diventando sempre più difficile interpretare la posizione del suo principale alleato. Ieri Silvio ha sentito al telefono Umberto Bossi per fargli gli auguri di compleanno: il Senatur ha compiuto 70 anni. I due non hanno approfondito i temi politici più caldi, la sparata veneziana del leader leghista sulla secessione né le intenzioni dei maroniani su Milanese. Figurarsi ragionare su scenari di medio periodo. Berlusconi e Bossi sono rimasti in parola per un faccia a faccia entro giovedì, il primo dopo l’articolo di Panorama sulla moglie di Umberto. La situazione è difficile per entrambi, ognuno ha le sue paturnie, e c’è bisogno di capire se l’alleanza di governo, tra Lega e Pdl, tiene ancora o meno.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • marcopcnn

    21 Settembre 2011 - 23:11

    Papi credeva che Ryby fosse la nipote di Mubarak Silvio Credeva che la crisi fosse una questione psicologica e non reale Berlusconi credeva che l'italia sarebbe uscita dalla crisi meglio degli altri paesi UE Il Pdc credeva che oltre il 50 % degli Italiani lo amasse ed ora lo ama meno del 17 % Quest'uomo vive in un mondo tutto suo, docve i suoi desideri si avverano sempre. Con le donne , quelle per le quali basta pagare, forse ha ragione lui, per tutto il resto si sbaglia e noi paghiamo le conseguenze della sua follia !

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  • nick1990

    21 Settembre 2011 - 21:09

    Prima di andare a votare bisogna che si cambia la legge elettorale, poi basta con le bebi pensioni e le doppie pensioni, tagliare tutti i benifici ai politici, togliere il veto per chi sbaglia (politico sbaglia fuori subito), devono lavorare per il popolo e lo stato. E' basta con la LEGA che ha mangiato in questi anni, e stipendi al livello europeo. Ma questo anche per tutte le classi politiche dalle regioni ecc..... xchè c'è gente in italia che vive con meno di 500 euro.

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  • spalella

    21 Settembre 2011 - 15:03

    Per me quest'uomo non sà più in che mondo vive, e lo dico da elettore di DX. Non ha fatto NULLA negli anni di governo, tranne la riforma della scuola che si vedrà in futuro se servirà davvero oppure no. Ha fatto mille promesse, ha evocato scenari di uno stato efficente, ma non ha mantenuto NULLA. La manovra pur necessaria non ha toccato quasi per nulla le centinaia di istituzioni inutili in cui è stato spezzettato questo stato nei decenni scorsi, non ha toccato affatto lo spreco statale. E mi viene a parlare dei PM ? ma che mi frega a me dei suoi pm che sono principalmente colpa di un suo errato anche se personale stile di vita. FACCIA LE COSE CHE SERVONO OPPURE SE NE VADA, CHE E' ANCHE MEGLIO.

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  • capitanuncino

    21 Settembre 2011 - 00:12

    Doveva farle quando Giuda se ne è andato dalla maggioranza Come disse la Lega..Adesso è troppo tardi.Poi,che le faccino o meno a me non me ne frega nulla.A votare NON ci vado.Troppo schifo.

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