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E ci chiedono pure i soldi per la Libia

La guerra Nato contro Gheddafi durerà altri tre mesi. Il ministro La Russa: "Pronti al rifinanziamento". Ma non avevamo già vinto?

E ci chiedono pure i soldi per la Libia
Gheddafi sfugge alla caccia serrata dei ribelli e della Nato, i suoi reparti d’élite resistono a Sirte, Sebha e Bani Walid e in un nuovo messaggio audio rivendica la legittimità del suo regime definendo quanto sta accadendo in Libia «una farsa che regge soltanto grazie ai bombardamenti aerei della Nato che non dureranno in eterno». Forse in eterno no ma almeno altri tre mesi pare proprio di sì. Nonostante i proclami dei ribelli e le viste trionfali a Tripoli di Sarkozy, Cameron ed Erdogan la guerra continua e l’Alleanza Atlantica è costretta a prenderne atto prolungando l’operazione “Unified Protector” in scadenza il 27 settembre.

La Nato chiede agli 8 partners impegnati nel conflitto (Usa, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Canada, Belgio e Danimarca) di protrarre l’impiego delle forze aeronavali con i relativi costi aggiuntivi per altri tre mesi ma si impegna ogni 30 giorni a effettuare una verifica sull’andamento delle operazioni. In pratica gli alleati prevedono di dover combattere ancora a lungo ma in caso di vittoria più rapida del previsto si impegnano a chiudere al più presto le operazioni. La prima verifica è prevista quindi per il 27 ottobre ma la decisione di prolungare la missione (ufficialmente per «ragioni di programmazione militare») la dice lunga sulla fiducia della Nato nelle capacità militari dei ribelli.
La missione alleata proseguirà «sino a quando la popolazione libica sarà minacciata» ha affermato Barack Obama che, senza citare mai l’Italia (nonostante più di 2mila sortite e circa 600 bombe e missili lanciati dai nostri jet) ha ringraziato gli «alleati europei, specialmente il Regno Unito, la Francia, la Danimarca e la Norvegia, che hanno condotto la maggior parte degli attacchi aerei».

Il prolungamento delle operazioni rischia di mettere in difficoltà alcuni Paesi europei soprattutto per ragioni finanziarie. Belgio e Spagna avevano già lasciato intendere una scarsa disponibilità a continuare i raid dopo settembre e qualche problema potrebbe sorgere anche in Italia. Snobbato dagli alleati statunitensi e franco-britannici (che però senza le nostre basi non avrebbero potuto muovere guerra a Gheddafi) il governo italiano sembra puntare sul basso profilo. A New York il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha parlato di «una proroga tecnica» della missione Nato mentre il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa con una battuta ha sottolineato che «ci sono voluti dieci anni per scovare Osama Bin Laden, aspettiamo almeno dieci mesi per trovare Gheddafi». La Russa, In visita alla base aerea di Sigonella, ha minimizzato sui costi aggiuntivi precisando che il governo «non ha ancora deciso, daremo la disponibilità delle basi, ma l’idea è di partecipare. Il ministero ha affrontato dei risparmi su quanto era previsto per la missione fino al 30 settembre e se saremo tutti d’accordo li utilizzeremo per continuare ad essere protagonisti». Risparmi definiti però «fantomatici» da Antonio Rugghia, capogruppo del Pd in commissione Difesa a Montecitorio. Il vero nodo è rappresentato dalla posizione della Lega Nord che in luglio aveva approvato il rifinanziamento delle missioni all’estero imponendo lo stop alle operazioni in Libia a settembre. E non si tratta solo di questioni finanziarie. Il 30 agosto il viceministro alle Infrastrutture, senatore Roberto Castelli, aveva accusato la Nato di «falsità propagandistica» per coprire «un’azione belligerante a favore di una fazione contro l’altra» con «bombardamenti che hanno causato la morte di decine di civili, donne e bambini».

di Gianandrea Gaiani

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Commenti all'articolo

  • Franx68

    03 Ottobre 2011 - 21:09

    Il (MINISTRO) La Russa...farebbe bene a destinare un pò di soldi alla missione in Kosovo dove le nostre orecchie fingono di NON sentire e vedere...a differenza della LIBIA dove ci stiamo accollando anche i feriti portandoli nei nostri malandati ospedali...Vicino casa NOSTRA dall'altra metà dell adriatico c'è una comunità che sta subendo un secondo olocausto!!!!!NON HANNO IL PETROLIO ma solo un patrimonio culturale e a dispetto dei BEDUINI LIBICI sono anche culturalmente più vicini a noi!!!! ma questo non è importante contano solo le figure di merda , il petrolio,e la testa china anche a padroni CHE PADRONI NON LO SONO PIù!!!!

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  • blu521

    21 Settembre 2011 - 15:03

    Nel dibattito sulla politica estera Frattini (il postino) aveva detto un impeno per tre settimane al massimo. Un mese dopo il digitale terrestre a Pontida aveva detto: "basta con l'intervento in Libia". Non ha mai presentato una mozione sulla politica estera (si sa gli Insubri hanno altri costumi), e così arriviamo ad oggi. Siamo pieni di soldi e larissa può andarne orgoglioso. Bravi!

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  • lallo1045

    21 Settembre 2011 - 15:03

    Stop a tutte le azioni italiane contro la Libia. Sono 8 mesi che sti politucoli da strapazzo ci rifilano balle. Blocchiamo tutto poiché oltre i raids e bombe varie, le basi militari, etc. ci hanno rifilato TUTTI GLI IMMIGRATI gratis per gli alleati ma costosissimi per gli ITALIANI. Basta sprechi e DIMISSIONI IMMEDIATE dei 2 ministri interessati. Contrariamente il POPOLO ITALIANO è autorizzato a RIDURSI LE TASSE per non concorrere al finanziamento di un GENOCIDIO (8 paesi superarmati contro uno quasi disarmato ma con tanto coraggio da far apparire mezze calzette NATO & c.).

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