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Tremonti è un marziano nel Pdl Adesso vogliono farlo fuori

Il ministro vola negli Usa e non partecipa al voto per salvare il suo ex braccio destro Milanese. Rottura col partito: "è un traditore"

Tremonti è un marziano nel Pdl Adesso vogliono farlo fuori
Quando nell’aula di Montecitorio stava iniziando il dibattito sulla richiesta di arresto di Marco Milanese il suo ex principale, Giulio Tremonti, stava terminando il check in ai banchi della United Airlines al terminal C dell’aeroporto di Fiumicino. Alle 11,10 alla Camera il voto su Milanese era ancora lontano. Tremonti era già in volo nella sua poltroncina business con destinazione Washington, dove è atterrato alle 15 e 12 minuti ora locale. Il ministro era atteso poco dopo le 17 al Peterson Institute per al riunione informale del gruppo sviluppo dei ministri delle Finanze del  G 20. Un impegno internazionale in agenda da tempo e noto anche agli altri membri del governo. Che però non ha salvato Tremonti dall’ira dei suoi compagni di partito.

Quando la sua assenza è stata annunciata ieri mattina ai deputati del Pdl, è esploso un boato di rabbia. «Si vergogna della sua maggioranza e dei suoi collaboratori?», ha sibilato uno dei deputati più calmi. Il vociare si è fatto più grosso con il passare delle ore, fino ad esplodere in dichiarazioni ufficiali al fulmicotone di personaggi via via meno marginali della maggioranza. In pubblico Silvio Berlusconi ha preferito evitare giudizi, limitandosi a uno stizzito no comment. Poi con i suoi ministri si è sfogato. Quel volo verso Washington è sembrato ai più una fuga codarda, la testimonianza di un’assenza di umanità che forse ha sciolto gli ultimi dubbi dei presenti, perfino allargato la solidarietà verso Milanese. Vero che da quando è esplosa l’inchiesta che ha portato alla richiesta di arresto di Milanese, Tremonti non ha speso una sola parola in difesa dell’ex ufficiale della Guardia di Finanza eletto alla Camera nel 2008. Eppure i due lavoravano insieme da dieci anni, e Milanese era diventato via via il collaboratore più stretto del ministro dell’Economia, quasi la sua ombra. Nel giro di poche ore è diventato un estraneo, scaricato come raramente accade in politica.

Tutto questo però era noto. Come è evidente a tutti che l’impegno internazionale di ieri non fosse una scusa banale. Vero che il G20 ufficiale si aprirà questa mattina, e che ieri era prevista solo la riunione informale delle 17 e la cena poche ore più tardi. Vero anche che il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi ieri è partito per Washington su un volo British Airways in prima classe con scalo a Londra, arrivando però in tempo solo per la cena. Anche Tremonti sarebbe potuto partire più tardi, non dando l’impressione di fuggire. Ma la rabbia esplosa ieri dentro il Pdl nei confronti del ministro ha radici più profonde della cronaca di giornata. Da molto tempo Tremonti viene percepito dal suo partito come un corpo estraneo, un alieno per caso atterrato nel centrodestra. Al massimo per il Pdl lui era «il ministro in più della Lega», e quando i rapporti con Umberto Bossi qualche mese fa sembravano essersi incrinati, nemmeno più quello. Vezzeggiato da quel che resta dei “poteri forti”, apprezzato dai più noti nemici del centrodestra, perfino vagheggiato come possibile premier di un governo tecnico o del ribaltone, Tremonti da gran tempo sembra solo subito dai suoi, con una rassegnazione che spesso si alterna a fiammate di rabbia. Per questo anche se l’incidente su Milanese è destinato a sgonfiarsi con il passare delle ore, il caso Tremonti resterà al centro delle vicende politiche, e forse anche la pietra di inciampo più delicata nel futuro già incerto di questo esecutivo.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • cioccolataio

    23 Settembre 2011 - 21:09

    La veda anche in un altro modo: supponiamo che davvero Tremonti sia stato ingannato da Milanese, che approfittava della sua posizione per mangiare a quattro ganasce. E' difficile da credere, anche per la casa in comune, comunque una possibilita' c'e'. Bene, lei, saputo quello che Milanese faceva, sarebbe andata in Parlamento a votare per non farlo arrestare? E cosa risponderebbe ad un Presidente del Consiglio che le mette l'aereo presidenziale a disposizione per darle il tsmpo di votare? Probabilmente con lo stesso "vaffa" che sembra abbia detto il Ministro. MenomalecheSilvioc'e'!

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  • brunero48

    23 Settembre 2011 - 20:08

    Tremonti non ha la bacchetta magica.Sicuramente la manovra che ha messo in atto non è la migliore possibile.Mas occorre tener conto dei tanti che remano contro.Dei tanti che volevano che Tremonti aprisse la borsa per finanziare i loro interessi di collegio elettorale.Fare il Ministro di economia di questi tempi non è cosa facile. Io ho votato per il centrodestra varie volte ma non riesco ad accettare questo gioco al massacro sotterraneo che si fa nei confronti di Tremonti. Eppure non si ha il coraggio di cacciarlo apertamente.Allora lo si critica "dietro le quinte", come fa il Cavaliere. Tremonti avrà tanti difetti ma sicuramente un pregio glielo riconosco:parla poco. E quando parla parla di economia:non si esercita nell'arte bizantina di criticare colleghi di partito.Se siamo a questo punto vuol dire che il PDL è alla fine.Anche se all'orizzonte non scorgo nessuna novità ma solo vecchi rottami di sinistra.

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  • migpao

    23 Settembre 2011 - 17:05

    è "scomodo", e basta. chie esige rigore è scomodo e non porta voti, non sorride mai e quando lo fa è sarcastico, a volte cinico. per questo a me piace.

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  • cioccolataio

    23 Settembre 2011 - 16:04

    Ben detto! Quoto ogni parola! P.S.: certo che il suo è un nick veramente impegnativo....

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