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Carroccio, l'allarme dei maroniani: "Bobo ora sta mollando"

Al via i congressi nelle roccaforti lombarde: cominceranno la Val Camonica e Brescia. Il ministro a Varese però resta defilato

Carroccio, l'allarme dei maroniani: "Bobo ora sta mollando"
Tutto come previsto: la Lega salverà il ministro Saverio Romano dalla mozione di sfiducia del centrosinistra. Si vota mercoledì. Il capogruppo padano alla Camera, Marco Reguzzoni, ha assicurato che il Carroccio non impallinerà il successore di Giancarlo Galan e Luca Zaia, anche se è accusato di reati connessi con la mafia. Poi sarà la volta del rifinanziamento della missione in Libia e che scade il 30 settembre: un altro rospo in arrivo, nonostante i proclami pacifisti dettati anche nel raduno di Pontida. Aria di mediazione pure per la nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia: tutto fa pensare sarà il tremontiano Vittorio Grilli, anche se l’irritazione della Lega col ministro dell’Economia - assente durante il voto sull’arresto del suo ex braccio destro Marco Milanese - potrebbe aprire nuovi scenari. C’è da dire che gran parte dei lumbard sono neri con Tremonti: anche i semplici parlamentari, non solo i sindaci che contestano la manovra. Però il rapporto tra Bossi e «l’amico Giulio» sembra essere solido e a prova di mal di pancia.

La Lega deve guardarsi dai problemi romani ma ha delle belle grane sul territorio. Domani cominciano i congressi. Nella Val Camonica di Bruno e Davide Caparini, dell’assessore lombardo Monica Rizzi e dove Renzo Bossi ha preso vagonate di voti, sarà corsa a tre: Enzo Antonini (vicino ai Caparini) contro Riccardo Minini e il candidato del cerchio magico (cioè i colonnelli che fanno riferimento alla moglie del Senatur e che litigano con Maroni) Pietro Pezzutti. Poi, ecco Brescia. Il 2 ottobre si sfideranno Mattia Capitanio del cerchio magico (anche se ha pubblicamente smentito di essere sponsorizzato da Monica Rizzi e dal Trota) contro il vicesindaco del capoluogo Fabio Rolfi, stimato dal ministro dell’Interno. In agenda c’è pure Varese, che ha già scelto il leader cittadino: Marco Pinti, un giovane padano vicino a Giancarlo Giorgetti. Resta aperta la sfida per il segretario provinciale: maroniani e cerchio magico stanno discutendo per trovare una mediazione, così da evitare spargimenti di sangue. L’appuntamento è per metà ottobre.

Molto dipenderà dalle scelte del parlamentare Fabio Rizzi, che non va d’accordo con Reguzzoni (che è in quota cerchio magico) ma non può essere definito maroniano di ferro. Infatti potrebbe appoggiare il suo fedelissimo Donato Castiglioni, ben visto anche dai cerchisti, contro Leonardo Tarantino. Anch’egli è gradito alla famiglia del Senatur ma piace ai seguaci di Bobo. A proposito del ministro. Dopo aver scelto di mediare sull’arresto di Milanese, l’altro giorno alla Camera, dove ha chiesto ai parlamentari a lui più vicini di ubbidire alla linea indicata dal gruppo - e caldeggiata da Bossi - «Bobo» conta di fare il pieno nei congressi provinciali. Il problema, segnala più d’uno tra i suoi fedelissimi sparsi sul territorio - è che il ministro ha deciso di tornare dietro le quinte, come spesso gli capita dopo aver assestato qualche calcione. Tanto che, soprattutto nella sua Varese, sta attendendo gli eventi senza distribuire indicazioni precise. Pensare che è la città del sindaco Attilio Fontana, finito nella lista nera di Roberto Calderoli insieme al veronese Flavio Tosi per le critiche alla manovra. Domenica, a Venezia, i due primi cittadini sono saliti sul palco solo quando il ministro della Semplificazione l’aveva lasciato. Ed è proprio Calderoli ad agitare i sonni dei maroniani. Perché se il cerchio magico riuscisse a spezzare il patto di non belligeranza tra lui e Bobo avrebbe vita facile a controllare la Lega. E a punire duramente i rivali interni.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • spalella

    25 Settembre 2011 - 14:02

    Maroni è la speranza della lega. Con bossi al comando non voterò lega alle prox elezioni !

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  • paolog.0575

    24 Settembre 2011 - 11:11

    Temo che per la Lega sia passato l'ultimo treno, e che la loro dirigenza lo abbia clamorosamente mancato. Ecco cosa possono dire ai loro elettori: abbiamo ottenuto un federalismo ridicolo senza soldi e straccione, non c'è nessun freno all'immigrazione (per ogni persona che sbarca a Lampedusa, un votante se ne va), vi abbiamo dato un aumento folle della pressione fiscale, con un contemporaneo degrado folle dei servizi pubblici, che dovrebbero esserere la contropartita di tali tasse; siamo entrati in guerra con la Libia e stiamo ancora in Afganistan; abbiamo salvato i peggiori esponenti del PDL, (Cosentino, Milanese, e fra poco Romano), che da soli giustificherebbero la riapertura del carcere di Porto Azzuro; continuiamo a salvare quella vergogna impresentabile che risponde al nome di Berlusconi; e, ciliegina sulla torta, abbiamo contribuito a condurvi in una crisi infernale sostenendo il governo più inetto dalla proclamazione della Repubblica. Addio Lega, addio sogni di gloria. Ex-elet

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  • francescamarina

    24 Settembre 2011 - 10:10

    è veramente uno schifo, la lega è morta davvero e loro non se ne rendono neanche conto invece io che li ho votati provo vergogna di me stessa

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  • imahfu

    24 Settembre 2011 - 09:09

    per il Ministro degli interni (responsabile anche dell'ordine pubblico) vedere ripulito uno che ha vuotato le cassette di sicurezza prima dei Carabinieri ordinati dal Giudice, che ha nominato boiardi di Stato contro danaro, che si fa una collezione di automobili d'epoca col danaro rubato, non é cosa di tutti i giorni. Ora gli tocca il mafioso da ripulire. Capiscso le incertezze ma vorfei vederle anche nel Premier e negli italiani onesti. Ma ce ne solno a destra? Sì, nella polpolazione, non nei quadri ''usi obbedir tacendo e tacendo morire''

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