Cerca

Caos sui certificati antimafia: Pdl e Lega litigano ancora

Brunetta: "Via il documento che dimostra la lontananza dai boss". Maroni critico: "Non si tocca, è uno strumento indispensabile"

Caos sui certificati antimafia: Pdl e Lega litigano ancora
Il ministro Renato Brunetta sfoltisce con l'accetta i certificati "inutili". Il titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione ripete il suo mantra: "Una delle vitamine per la crescita è la semplificazione. Perché famiglie e imprese deveono fornire certificati alla Pubblica amministrazione che li ha già in casa? Basta con il Durc (documento unico di regolarità contributiva, ossia l'attestazione dell'assolvimento da parte dell'impresa degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile, ndr). Basta certificati antimafia. Basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi". Brunetta insiste, spiegando come sia possibile varare "riforme a costo zero per rendere più semplice la vita a famiglie e imprese".

Dura replica di Maroni - Ma è sui certificati antimafia che, inesorabilmente, ritorna a crescere la tensione all'interno delle due principali figure della maggioranza, Pdl e Lega Nord. A Brunetta ha risposto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Le parole del leghista non lasciano spazio a dubbi: "La certificazione antimafia non può essere modificata perché è uno strumento indispensabile per combattare la criminalità organizzata e, in particolare, per contrastare le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici". Un ministro, insomma, smentisce l'altro. "Il governo - ha continuato Maroni - del resto ha appena approvato il Codice delle leggi antimafia che ha riscritto la normativa sulla certificazione antimafia per renderla più efficace e rapida, venendo incontro anche alle richieste del mondo delle imprese".

Eliminare completamente i certificati" - Brunetta ha spiegato che ai cittadini non sarà più richiesto né il Durc né la certificazioni antimafia:  secondo quanto prospettato dal ministro, si dovrà procedere sempre all'acquisizione d'ufficio. Questa una delle misure di maggiore impatto contenuta nel Dl Sviluppo. L'obiettivo finale a cui si ambisce è quello di eliminare completamente i certificati nei rapporti con la PA, che dovranno essere sostituiti da autocertificazioni. Le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione saranno valide esclusivamente nei rapporti tra privati: questi documenti saranno contraddistinti dalla dicitura "il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".

Semplificare le gare pubbliche - "La proposta normativa è in fase di avanzata elaborazione, e attraverso una serie di modifiche chirurgiche al Testo unico sulla documentazione amministrativa del 2000 - assicura Brunetta - farà compiere un notevole salto di qualità nella regolamentazione dei rapporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese. Un altro degli obiettivi è quello di semplificare la partecipazione alle gare pubbliche: "Le amministrazioni certificanti dovranno individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso diretto alle informazioni da parte delle amministrazioni precedenti. E' lecito ritenere che le stringenti disposizioni di questo pacchetto consentiranno di portare a compimento il cammino intrapreso nel 1997 con le prime norme sull'autocertificazione". La norma citata dal ministro prevedeva il ricorso all'autocertificazione al posto di quella della procura nei casi di contratti relativi a lavori o forniture dichiarati urgenti e di provvedimenti di rinnovo conseguenti a provvedimenti già disposti.

Dura reazione del Pd
- Al Partito Democratico, però - come all'Idv che non ha esistato a parlare di "governo dei mafiosi" - non piace l'eliminazione del certificato antimafia. La dura reazione è affidata al vicepresidente dei deputati democratici, Michele Ventura. "Il ministro Brunetta vuole bruciare la certificazione antimafia per le imprese. Ecco le idee dell'esecutivo Berlusconi per la crescita: meno legalità per tutti".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    01 Ottobre 2011 - 09:09

    molte volte mi chiedo se per caso vive in islanda . sono decenni che l'antimafia lo fanno alla camera di commercio quando presenta una qualunque registrazione di attività. documenti interni , che non servono a nulla perchè fosse vero che servono tanti mafiosi non avrebbero aziende o cooperative . Brunetta studi , prima di parlare .

    Report

    Rispondi

  • gigigi

    27 Settembre 2011 - 09:09

    E naturalmente,lette e capite adeguatamente. Il Ministro Brunetta,ha detto testualmente che tutti i certificati,compreso quello di antimafia,andavano eliminati come documenti da produrre,ma dagli interessati! Non ha detto che venivano tolti di mezzo! Anzi,con quello che ha sancito,stabilisce chiarissimamente che sono le Amministrazioni Statali,Regionali e Comunali a dover chiedere d'UFFICIO,tutti i documenti necessari per qualsiasi motivo! Ora e insisto: le notizie date come le scrivete voi,cercano e trovano l'appiglio, alle piu' disparate discussioni,che magari non ci sarebbero affatto, qualora fossero chiare e precise. Quando tutto questo accade,infatti,procura soddisfazione a chi legge, in quanto piu' tutelato da chi governa,che cosi applica norme opportune e necessarie allo snellimento di iter burocratici ancora esistenti nel 2011, come appunto quella di fare i giri delle sette chiese per ottenere un certificato anagrafico. Basta essere un po' piu' chiari e si vivrebbe meglio..

    Report

    Rispondi

  • umberto57

    27 Settembre 2011 - 08:08

    solo una domanda a fenomenale Brunetta mi sa dire a cosa serve il certificato di "esistenza in vita" quando me lo chiedono? se me lo chiedono e gli rispondo di persona vuol dire che sono vivo non le sembra?

    Report

    Rispondi

  • triggianese

    27 Settembre 2011 - 08:08

    Certe volte il ministro Brunetta farebbe bene a contare fino a trenta quando gli esce dalla bocca un qualcosa che lo rende ridicolo. Evidentemente il ministro Brunetta e questo giornale non si rendono conto di come funzionano certe cose, come per esempio la certificazione antimafia rilasciata dalla camera di commercio. Caro ministro Brunetta, cara gazzetta, ha ragione Maroni quando dice che l'antimafia è un certificato necessario per le attività economiche, visto che non siamo in un paese tanto tranquillo almeno su questo punto di vista, e visto che, la malavita in queste attività la fanno da padrona, anche se usano presta nomi. Inoltre, caro ministro Brunetta, vi spiego che un certificato della camera di commercio, con dicitura fallimentare e antimafia, e cioè tre certificati in uno, costa soltanto 10 euro, e non è vero come riporta oggi questo giornale in una scheda che spiega che il certificato va rilasciato in bollo. Al contrario posso dire che il 99,9% dei certificati vengono rilasciati in carta semplice, e il rilascio dello stesso viene consegnato nelle mani dell'utente in soltanto 10 secondi con orologio alla mano. Forse qualcuno è rimasto al tempo della pietra, quando ci si andava in prefettura per una richiesta di antimafia, e si otteneva dopo qualche giorno, o addirittura dopo qualche settimane a meno che non avevi qualche santo in paradiso, e con un costo molto elevato.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog