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Silvio e Giulio s'incontrano In due ore torna la pace

Vertice a Palazzo Grazioli tra Berlusconi e Tremonti sullo sviluppo: "Incontro molto positivo". Premier incontra Alfano, poi tocca a Bossi

Silvio e Giulio s'incontrano In due ore torna la pace

Sarebbe andato "tutto bene" nel vertice di Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Un incontro atteso perché nel centrodestra era visto un po' come "la resa dei conti" tra Cavaliere e titolare di via XX settembre. Pace fatta, "un incontro molto positivo", dicono fonti vicine a Palazzo Chigi, forse anche grazie alla mediazione del sottosegretario Gianni Letta.

Sviluppo e risposte rapide - Si è parlato del decreto sviluppo e in particolare di due provvedimenti da prendere in tempi brevi: uno sulle infrastrutture e uno sulla semplificazioni. Ma di fatto si è trattato di un riavvicinamento tra due separati in casa.  In mattinata il ministro dell'Economia è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano. Intorno alle 18 a Palazzo Grazioli è poi arrivato il segretario del Pdl Angelino Alfano, per un altro faccia a faccia con il premier. Intorno al'ora di cena, invece, alla residenza romana di Berlusconi arriverà il leader della Lega Umberto Bossi.

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Commenti all'articolo

  • uliclin

    28 Settembre 2011 - 08:08

    Io credo che tra poco ci risaremo. Per me Tremonti è ormai un uomo di potere e continuerà a fare in modo di agevolare i poteri forti e mettere i bastoni tra le gambe del Cav, onde farlo cadere e insediarsi al suo posto.

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  • vgrossi

    27 Settembre 2011 - 15:03

    scrivete " Pertanto Berlusconi, non potendo dimissionare Tremonti, ha intenzione di esercitare il suo potere di coordinamento in tema di politica economica: la cabina di regìa" che il PdC abbia il potere di coordinare il governo tout court, economia o regolamentazione degli ortofrutticoli o qualsiasi altra materia,mi pare chiaro. Ma ha anche il dovere di farlo, no? Intendiamoci, questo non toglie nulla, nella sostanza, alla capacità del singolo ministro, e magari ne aggiunge qualcosa, nè presuppone un eterno idillio (avete mai fatto una riunione in azienda ?), ma queste sono le regole del gioco non solo in un governo. E, come nella vita "reale" se uno proprio non è d' accordo e crede che la linea emersa sia disastrosa ci sono le dimissioni. Francamente non ci vedo nulla di strano.

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