Cerca

Pensioni, chiesa e Bankitalia: Bossi la palla al piede del Cav?

Dito medio sulla previdenza. A Bagnasco: "Vescovi pensino a messe". E a Palazzo Koch vuole Grilli: "E' milanese"

Pensioni, chiesa e Bankitalia: Bossi la palla al piede del Cav?
Berlusconi cerca la mediazione con Draghi, e Bossi si mette di traverso. Berlusconi cerca la tregua con la Chiesa, e Bossi ringhia. Berlusconi (e Tremonti) provano a riformare le pensioni e Bossi fa le barricate. La base della Lega spera nel ricambio generazionale e Bossi fa, idealmente, il dito medio. In una sola mattinata il Senatùr ha dato ragione a tutti quelli che credono che sia lui, il vecchio Umberto, la palla al piede del governo. Un esecutivo già impiccato a numeri risicati, diviso in correnti e filosofie. Eppure le riforme, alcune riforme, sarebbero ancora alla portata. Ma con il fu campione del celodurismo scendere a patti è sempre una impresa.

Capitolo previdenza - Le pensioni, appunto. Arrivato a Montecitorio e assaltato dai cronisti, il leader della Lega risponde a chi gli domanda se nel vertice di martedì sera a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi si fosse parlato anche di previdenza. E risponde a suo modo, con l'ormai classico gesto del dito medio accompagnato da una sonora risata. Poi una battuta:
"Non vogliamo mica portare via i soldi delle pensioni ai pensionati per darli agli imprenditori come dice Confindustria, siamo mica matti". Come non detto. E sulla questione della tenuta del governo prima ironizza ("Il governo regge fino al 2013? Speriamo, ma non ve lo dico altrimenti diventa il titolo di domani") poi si fa serio: "Berlusconi e Tremonti sanno che va trovata una soluzione. Abbiamo cominciato a ragionare e creato un gruppo di lavoro". Un gruppo di lavoro in cui una componente pare essere lì per frenare il più possibile su ogni misura anche solo lontanamente impopolare.

Anticlericalismo - Questo è il vero punto. Bossi, oggi più che mai, sembra vincolato al possibile riscontro popolare di ogni sua mossa. Fiducia al ministro Romano a parte ("Nessuna sorpresa", annuncia il Senatùr, nonostante le proteste della base leghista), l'Umberto ammicca al malcelato anticlericalismo di una frangia di elettori leghisti. L'esempio? Dopo che monsignor Bagnasco ha parlato di "aria da ripulire", molti nel centrodestra hanno preso quell'accusa per un attacco diretto a Berlusconi. Proprio il Cav, via Gianni Letta, sta provando a ricucire lo strappo. E Bossi che fa? "I vescovi dire qualche messa in più". Zac, comunicazione interrotta per il giubilo di qualche aficionado del Carroccio e la disperazione dell'ala cattolica del Pdl.

La 'sua' Bankitalia - Ultimo spillo nel pupazzetto voodoo del governo, il più fresco e doloroso, è quello che reca il nome Bankitalia. Berlusconi nell'ultimo mese ha mediato con Mario Draghi per portare ai vertici di Palazzo Koch Fabrizio Saccomanni, attuale direttore generale e candidato ideale dello stesso Draghi. E mentre la nomina slitta, l'Umberto ci prova: "Io preferisco Vittorio Grilli (direttore generale del Tesoro e uomo vicinissimo a Giulio Tremonti, ndr), non foss'altro perché è di Milano". Detto in regime d'emergenza globale, non proprio un'uscita lungimirante. Continua lo stallo. L'ultima conferma è arrivata mercoledì sera da Berlusconi in persona. A chi gli chiedeva se ci fossero novità sulla nomina in Bankitalia ha risposto laconicamente: "No".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    29 Settembre 2011 - 14:02

    Una volta, una volta, ora non più, Roma ladrona ha stregato anche lui, ogni fiducia che conferma a Berlusconi è uno schiaffo agli ideali partendo dai quali fondò la Lega!

    Report

    Rispondi

  • stefano colussi

    29 Settembre 2011 - 12:12

    Bossi non è assolutamente una palla al piede di Silvio Berlusconi. Umberto Bossi è il più grande alleato di Berlusconi. O no?

    Report

    Rispondi

  • mpi025

    29 Settembre 2011 - 08:08

    Bossi è l'unico che pensa alla vita della gente che lavora tutti gli altri se ne fregano. GRANDE BOSSI non mollare

    Report

    Rispondi

  • piccioncino

    29 Settembre 2011 - 08:08

    Il compagno NONMAR continua a fare lo gnorri, mistificando e manipolando le altrui dichiarazioni e soprattutto la triste realtà dei fatti..Il famigerato art. 18 (unico nel mondo civile) ha di fatto polverizzato il nostro sistema produttivo (costringendolo al nanismo, facendogli perdere competitività, allontando gli investimenti..) e favorendo massicciamente la precarietà giovanile..Qui, non si tratta, caro compagnuccio, di licenziare ad libitum..cioè senza remore..TUTT'ALTRO!!...Ma si tratta solo di evitare l'ingabbiamento della logica imprenditoriale..cui viene imposta la riassunzione forzata..In tutto il mondo civile, caro mio, laddove si riscontrino logiche improprie di licenziamento..si procede al risarcimento danni (magari e..anche con cifre elevate), ma non si può imporre a chi rischia il proprio capitale, la propria faccia, la propria esistenza imprenditoriale e di mercato..di soggiacere..ai capricci, agli sgarbi, al fannullismo..altrui..Nemmeno il sovietismo..arrivava a tanto.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog