Cerca

Beni pubblici, dalla vendita 700 miliardi per lo Stato

Sviluppo, piano di dismissioni tra aziende, partecipazioni e immobili. Il decreto in CdM tra due settimane. Cav: "Accelerare su Bankitalia"

Beni pubblici, dalla vendita 700 miliardi per lo Stato
Grandi manovre nel Pdl: nasce una nuova commissione, che ha l'obiettivo di mettere a punto le misure da inserire nel decreto Sviluppo. L'annuncio è stato dato dal vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, mentre lasciava Palazzo Grazioli al termine del vertice di maggioranza. "Ci siamo dati 15 giorni per lavorare al dl", ha spiegato Lupi. Il ministro dell'Economia, al termine di un seminario sulla valorizzazione del patrimonio dello Stato a cui aveva preso parte, aveva anticipato: "Con oggi prende avvio una grande riforma strutturale per la riduzione del debito e per la modernizzazione e la crescita del Paese".

La relazione - Nella relazione approvata giovedì, si sottolinea come un utilizzo efficiente dei beni pubblici sia in grado di innescare un circolo virtuoso per "creare ricchezza per la collettività". La riduzione del debito, si indica, determina un migliore credito e, dunque, interessi minori, generando così nuove risorse per lo sviluppo e lo stesso sviluppo contribuisce alla riduzione del debito. I beni, oggetto della valorizzazione del patrimonio delle amministrazioni pubbliche, sono immobili, concessioni e partecipazioni. Le strategie che possono essere attivate sono l'incremento dei rendimenti, il risparmio dei costi di gestione e cessioni. Nel breve periodo i maggiori effetti si otterranno con le dismissioni, mentre per massimizzare la riduzione del debito nel lungo periodo sarà meglio puntare, indica la relazione, sull'aumento della redditività del patrimonio.

Dismissioni - Secondo quanto si può leggere in una nota del tesoro, per la prima volta è stato presentato in forma organica e pubblica il patrimonio dello Stato suddiviso per classi di benei e cifrato a valori di mercato. Il piano di valorizzazione allo studio prevede a regime, dal 2020, la stima di una riduzione strutturale del deficit di 9,8 miliardi . Di questi, 6,3 mld vengono dalla riduzione degli spazi e dei costi di gestione degli immobili, 2,5 mld dall'aumento del rendimento delle concessioni, 1 mld dall'aumento del rendimento delle partecipazioni degli enti locali. Per la riduzione diretta del debito si possono poi ricavare circa 25-30 miliardi di euro dalla cessione degli immobili e 10 miliardi di euro dai diritti CO2. Per le operazioni il Tesoro intende costituire una sua Sgr per gennaio 2012 che sara' operativa dopo le autorizzazioni della Banca d'Italia.

Decreto legge in CdM - I primi provvedimenti per lo sviluppo saranno varati dal governo "a giorni". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, conversando con i giornalisti a margine di un convegno al Centro italiano di studi americani. "I contenuti - ha aggiunto - sono in corso di elaborazione. Si tratta di contenuti anche amministrativi, cioè di attuazione delle molte misure che abbiamo preso in materia di sviluppo con le manovre estive. Misure - ha poi sottolineato Sacconi - che hanno lo scopo di accelerare gli investimenti infrastrutturali, di sollecitare gli investimenti privati e di favorire l'occupazione giovanile attraverso l’apprendistato". Si è poi appreso che le misure saranno inserite in un solo decreto legge che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri tra il 13 e il 14 ottobre insieme alla Legge di Stabilità, il cui varo è previsto entro il 15 ottobre. Nel provvedimento confluiranno gli interventi sulle infrastrutture e le semplificazioni allo studio del governo.

Patrimonio dello Stato
- Mentre è stato calcolato l'intero patrimonio dello Stato, pari a un valore di 1800 miliardi, sono state rese note anche le quote di partecipazione dello Stato alle società. Valgono 44,868 miliardi di euro, come risulta da una documentazione diffusa dal ministero dell'Economia. Diversa le presenza del denaro statale a seconda che le società siano o meno presenti in Borsa. Per le tre società quotate (Enel, Finmeccanica e Eni) il valore della quota è complessivamente di 17,342 miliardi di euro, mentre per le non quotate è di 27,526 miliardi di euro. Nel calcolo non sono incluse le partecipazioni in società quotate detenute indirettamente tramite Cassa Depositi e Prestiti.

"Si faccia presto per Bankitalia" - Silvio Berlusconi, secondo le indiscrezioni che sono trapelate, nel corso del vertice ha ribadito la sua assoluta determinazione ad andare avanti con l'azione del governo, forte anche del voto di sfiducia al ministro dell'Agricoltura Saverio Romano, respinto alla Camera. E nei mesi che mancano al termine della Legislatura, il Cavaliere vuole andare avanti spedito sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale. Secondo quanto riferito, il premier ha chiesto ai gruppi parlamentari di maggioranza di imprimere un'accelerazione sulle riforme, e avrebbe chiesto di andare avanti in maniera rapida anche sulla delega fiscale. L'altro tema affrontato è quello della successione a Bankitalia, un aspetto che ha suscitato già da ieri una dialettica interna al centrodestra. Secondo il premier Berlusconi, quello della scelta del successore di Draghi, è un problema che va risolto in tempi rapidi. Illustrando poi il quadro della situazione in un vertice a Palazzo Grazioli, il presidente del Consiglio ha invitato utti alla riflessione ma anche a una decisione rapida.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • vgrossi

    30 Settembre 2011 - 15:03

    ma la crisi non è nostra, è dell' Euro, quindi non c'è il tempo materiale per fare quello che è necessario per risistemare lo Stato: intendo dire che quando il tetto ti sta rovinando addosso non hai tempo per eliminare la perdita in bagno, anche se ti stai allagando

    Report

    Rispondi

  • TOMMA

    30 Settembre 2011 - 13:01

    prima di s/vendere occorre cambiare il Paese riformandolo in modo che diminuiscano le uscite, poi si può anche vendere. Altimenti ci ritroviamo più poveri e senza argenteria.

    Report

    Rispondi

  • vgrossi

    30 Settembre 2011 - 11:11

    ti ripeto, invece che andare ad orecchio, avresti potuto consultare i documenti sul sito del Ministero dell' Economia (io li ho trovati nel primo pomeriggio del 29/09) e trattare di punti specifici.

    Report

    Rispondi

  • vgrossi

    30 Settembre 2011 - 11:11

    vai sul sito del Monistero dell' Economia, e leggiti quanto riportato del Seminario di ieri, andare "a battuta" serve a poco, soprattutto quando i dati sono disponibili e chiari. Detto questo, la mia opinione personale è che se il governo si libera del massacro delle Partecipazioni si fa un passo epocale, ossia si seppellisce una volta per tutte il concetto dello stato postino, giornalista, operatore ecologico, controllore di volo eccetera, insomma che lo Stato sia la mamma (ed il babbo) per tutto e tutti. Questo significa, sempre a mio vedere, scrivere in un modo diverso il "contratto sociale", e finalmente accettare il fatto che lo Stato ha delle DELEGHE da parte dei cittadini, non è una entità superiore nè eticamente nè in altro senso, ma è un fornitore di servizi. E questo apre, a parere mio, una grossa riflessione sul significato anche della tassazione, che deve, innanzittutto trovare una definizione operativa (cosa è, a cosa serve) per arrivare poi alla definizione concreta

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog