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La sfida lanciata da Libero Accetta il Pdl. Ma la Lega cosa fa?

Il sondaggio sul nuovo centro destra. Gli elettori delusi chiedono un cambiamento: gli azzurri ci stanno, ma il Carroccio tace

La sfida lanciata da Libero Accetta il Pdl. Ma la Lega cosa fa?
Lo spettacolo che mette in scena l’opposizione all’indomani dell’ennesima spallata mancata al governo è imbarazzante. Con nelle orecchie ancora i grugniti minacciosi di Antonio Di Pietro sul sangue che prima o poi scorrerà nelle piazze e davanti agli occhi il patetico tribunale del popolo allestito in fretta e furia contro i disertori Radicali, colpevoli di non aver obbedito al «fuoco» ordinato dal capoplotone Dario Franceschini contro  il ministro Saverio Romano, non si sa se mettersi a ridere o piuttosto tremare al pensiero che in queste mani potrebbe presto cadere il Paese.

Partecipa al nostro sondaggio: da che punto deve ripartire il centro destra?

Scriveteci le vostre proposte alla e-mail proposte@libero-news.it

Un’accozzaglia forcaiola, statalista, conservatrice. Un’armata Brancaleone tenuta insieme solo dall’antiberlusconismo e dalla parola d’ordine «dimissioni, dimissioni». Una  squadretta prodiga di sgambetti inutili e incapace di segnare anche a porta vuota. Che cosa possiamo aspettarci da una coalizione dove uno di quelli che passa per essere più serio e moderato, Enrico Letta, confessa papale papale di avere una sola missione: mandare a casa il governo e poi accada quel che accada?

No, l’Italia merita di meglio. E malgrado le cocenti delusioni che ci ha inflitto negli ultimi anni, tocca rivolgersi ancora al centrodestra per sperare di limitare i danni e provare a ripartire. Non questo centrodestra, però.  Non l’alleanza indecisa, litigiosa, condizionata dai veti incrociati, tremebonda davanti alle grandi sfide che abbiamo visto all’opera di recente. Non la coalizione ammaccata e cigolante che sta attualmente governando. Occorre «aggiustarlo» il centrodestra. Bisogna costringerlo a guardarsi allo specchio e a riconoscere i suoi fallimenti. È necessario indurlo  a recuperare le sue ragioni di essere, a ricostruirsi intorno a un programma che, accanto a inevitabili sacrifici, offra una prospettiva e, perché no?, un sogno.

È quello che Libero sta cercando di fare con la collaborazione dei lettori, i quali hanno capito subito lo spirito dell’iniziativa e hanno risposto con entusiasmo. Dopo un primo momento di titubanza, anche i big del Pdl si stanno muovendo: alcuni hanno accettato la sfida e ci hanno messo la faccia. Certo, per ora sono solo parole alle quali è necessario seguano i fatti perché il tutto non resti un bel gioco di  società. Però era importante cominciare e il confronto è avviato. Mancano ancora all’appello tuttavia gli esponenti della Lega, l’altra gamba su cui si regge la compagine. Conosciamo i malumori degli uomini del Carroccio. Sappiamo che molti sono tentati dalla corsa solitaria, magari dopo un blitz sulla legge elettorale. Ma sarebbe un errore, che finirebbe per pagare il popolo di centrodestra: azzurro o verde che sia. I pezzi grossi traslocherebbero dalla stanza dei bottoni agli scranni dell’opposizione. E pazienza. Ma noi, tutti noi, finiremmo dritti nelle grinfie di Bersani, Vendola e Di Pietro. E, se permettete, non è cosa che si perdona facilmente.

di Massimo de' Manzoni

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Commenti all'articolo

  • vittorio pierbon

    30 Settembre 2011 - 16:04

    Rifondare il Pdl è diverso che fondare un partito nuovo, ed è un po' più riduttivo. Si rischia di riciclare una buona parte dei vecchi personaggi politici. E' questo il problema: l'attuale classe politica, tutta, estremamente restia a partecipare ai sacrifici di tutti, non merita di essere ricandidata. E tuttavia potrebbe essere una via anche la rifondazione di una DX, se partisse da alcuni presupposti: 1) INELEGGIBILITA' TOTALE di chi ha fatto già 20 anni di Parlamentare e abolizione di tutti i privilegi. 2) LIMITAZIONE DEL MANDATO A 15 ANNI o tre legislature- 3) DIMEZZAMENTO DEL NUMERO DI POLITICI IN TUTTE LE ISTITUZIONI- 4) DIMEZZAMENTO GENERALE DEGLI STIPENDI DEGLI ELETTI; 5) SISTEMA ELETTORALE MAGGIORITARIO CON PREMIO DI COALIZIONE; 6) INAMMISSIBILITA' AL PARLAMENTO DI PARTITI INFERIORI AL 5%, anche se coalizzati; 7)SCELTA DECISA DI UN'ITALIA FONDATA SU AMPIE AUTONOMIE REGIONALI e conseguente abolizione delle speciali; 7) DIVISIONE DELLE CARRIERE DEI GIUDICI- etc

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  • mazimo

    30 Settembre 2011 - 16:04

    Lucianaza, continui tranquillamente a votare pdl perchè, come le stanno dicendo i "portavoce dell'amore", lei e' nel giusto. Certo, lei probabilmente e' tormentata dai dubbi a causa della potenza mediatica di Santoro e Floris, a cui poco possono opporre Vespa, Fede, Minzolini, Ferrara, Paragone, TG1, TG2, TG5, Tg4, Studio aperto, la prima azienda privata di produzione televisiva d'Europa, il controllo totale di due dei tre canali pubblici la maggiore casa editoriale del paese. Oppure è artatamente fuorviata da un governo che avrebbe potuto e dovuto fare riforme e liberalizzare, avendone i numeri come nessuno prima, e pare si sia esibito in una legislazione scandita da processi brevi e lunghi, lodo alfano, lodo mondadori, legittimo impedimento, decreto salvaliste, impunità parlamentare per mafiosi e camorristi, legge sulle intecettazioni (che poi si viene a sapere qualcosa di brutto brutto). Tranquilla, l'amore vince sempre su invidia e odio. E ricordi, Ruby era la nipote di Mubarak.

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  • OIGRESINOR

    30 Settembre 2011 - 16:04

    1) Eliminare piu' della meta' dei "pappamentari" ( USA ha 400 Deputati e 100 Senatori con un'economia 12 volte la nostra e 5-6 volte gli abitanti ) 2) Riformare Magistratura - un passo necessario - rendendo illegale l'appartenenza politica e sanzionando l'operato dei magistrati rendendoli responsabili delle loro azioni non solo al CSM e al Capo dell Stato 3) Presidenzialismo ed eliminazione del "Capo dello Stato" - non serve a nulla - 4) Eliminare le varie "categorie" ed "albi" ed "ordini" ( Giornalisti, Avvocati, etc. ) mantenendo solo quelli con natura regolamentare( Avvocati per gli esami e Dottori per esami ingengneri, architetti, etc. ) copiandolo dal sistema USA 5) Federalismo territoriale e fiscale esattamente come negli USA 6) Eliminazione Provincie e riduzione numero comuni 7) taglio dipendenti pubblici e stipendi e via cosi'....ridurre le tasse con 2 aliquote uniche 20% e 30% con un aggiuntiva di 5% per i redditi piu' grandi. Tagliare l'IVA al 15% - 18% massimo

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  • spalella

    30 Settembre 2011 - 15:03

    Solo gli stupidi od i disonesti parlano di RIFORMARE... le persone col cervello, che vogliono davvero cambiare, FANNO I FATTI ! uno al giorno, poco per volta, ed in capo ai mesi hanno riformato MOLTO senza aver fatto nè chiasso nè buffonerie... e la riforma è lì, si vede, si tocca, e se ne sentono i vantaggi. La LEGA ? se la Lega è fatta dei tanto reclamizzati padani che fanno tutto loro, che sono moderni e colti, ALLORA LA LEGA DARA' UNA MANO O SI ACCODERA'. Altrimenti dimostrerà di essere ancora la lega di OGGI, con un Bossi quasi moribondo che sà solo dire parolacce, e dito medio. Maroni sembra se li sia giocati, e persi, i maroni.... quindi meglio soli che male accompagnati.

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